14 settembre 1980: Imola ospita il Gran Premio d’Italia – Storia

Dal momento dell’istituzione del campionato del mondo di Formula 1 nel 1950, l’Italia è sempre stata l’unica nazione – insieme alla Gran Bretagna – a rimanere inclusa nei calendari di tutte e 73 le stagioni disputatesi da quell’anno ad oggi. Di conseguenza, il Gran Premio d’Italia rappresenta un vero e proprio appuntamento storico non solo per la cultura motoristica del Bel Paese, ma anche per l’intero Circus. Oltretutto, in più di sette decenni di gare, la sede delle gare è sempre stata l’Autodromo Nazionale di Monzaculla del tifo ferrarista e Tempio della Velocità in assoluto. Sempre, quindi, oh quasi.

Ciò in un solo caso, infatti, la pista brianzola non venne tenuta in considerazione per ospitare il globale di Formula 1. accadde nel 1980stagione in cui GP d’Italia venne comunque inserito tra le prove del campionato, ma su un’altra pista ‘cuore’ della passione emiliano-romagnola per i motori: Imolasu un autodromo allora conosciuto come ‘Dino Ferrari’, figlio del Drake scomparso nel 1956 in seguito ad una grave malattia.

Per capire i motivi di questo ‘strappo alla regola’, è doveroso tornare indietro al 1975, anno in cui si ipotizzò per la prima volta un impiego della pista di Imola come sostituta di quella monzese. In realtà, ciò non avvenne né in occasione quel global né in quelli immediatamente successivi, pur con il costante rischio di un fallimento della trattativa tra i comuni di Milano e Monza e la SIAS, società incaricata alla gestione dell’autodromo. L’accordo, in scadenza nel 1978, venne rinnovato per la stagione successiva, anche come conseguenza diretta di una diatriba esplosa tra l’ACI e Bernie Ecclestone. Quest’ultimo, all’epoca Presidente della FOCA, giunse ad una stretta di mano ufficiale con l’ACI di Bologna per includere Imola come nuova sede del Gran Premio d’Italia 1979, eliminando così Monza. La firma venne immediatamente contestata dall’Automobile Club d’Italia, quale quale ribadì che solo il proprio ente aveva diritto di poter chiudere questo genere di trattative. Così, dopo lunghi contrasti, si è deciso alla pace definitiva: Monza venne confermato il luogo del GP nel 1979, mentre ad Imola venne assegnato l’organizzazione dell’evento per il 1980.

Con questa ufficialità, l’impianto imolese venne riqualificato in vista del weekend di gara, al quale assistette anche Enzo Ferrari. Per lui, così come per i tifosi di fede ferrarista, il 1980 fu tuttavia uno tra gli anni più deludenti della storia rossa, se non il più deludente in assoluto. non un caso, Gilles Villeneuve non andò oltre l’8° posto in qualifica, dominata dalla Renault di Jean-Pierre Jabouille e Renè Arnoux, quest’ultimo autore della pole position. Tuttavia, oltre ad esser divenuta per la prima ed unica volta sede del GP d’Italia, la gara di Imola passò alla storia anche per altri motivi.

Il primo fu il incidente breakoso che vide come protagonista Villeneuve, il quale perse il controllo della propria monoposto nella semicurva precedente alla staccata della tosa. Nonostante il violentissimo impatto, il canadese uscì fortunatamente illeso dalla propria monoposto. Successivamente, con le modifiche al layout della pista, venne realizzata una variante all’altezza dello stesso in cui andò a sbattere l’Aviatoreoggi nota per l’appunto vieni Variante Villeneuve proprio in ricordo di quell’episodio. La gara, infine, vide il successore della Brabham di Nelson Piquetmail podio completato da Alan Jones e Carlos Reutemann consentirono alla Williams di poter aggiudicarsi aritmetica il primo titolo globale costruttoria della sua storia. Dopo quel weekend, Monza è tornata stabilmente come sede del GP d’Italia dal 1981, mentre ad Imola è stata assegnata l’organizzazione del GP di San Marino da quell’anno fino al 2006, per poi tornare dal 2020 come sede del GP dell’Emilia -Romagna.

FP | Alessandro Prada

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