abbiamo provato una nuova demo tra magia e open world

Immaginate di iniziare la giornata come al solito, una colazione veloce, la testa rivolta ai problemi, il lavoro, i rapporti sociali da gestire, insomma una vera il tempo che non basta mai, insomma una vera e lotta propria per la sopravvivenza. Mentre siete completamente travolti dagli avvenimenti tutti i giorni succede l’impensabile e d’un tratto vi ritrovate in un ambiente estraneo, ostile e affascinante al tempo stesso.

Le comodità tecnologiche che accompagnavano la quotidianità sono sparite e, pur avendo perso lo smartphone, notate un vostro braccialetto parlante al polso. Sono più o meno queste le premesse narrative che catapultano Frey Olandala protagonista di abbandonatoall’interno del mondo di Athia, un vasto territorio flagellato da un terribile cataclisma che gli indigeni chiamano “The Break” e che corrompe inesorabilmente qualunque sia vivente incontri sul proprio cammino.

Abbiamo avuto la possibilità di provare con mano l’action-RPG di Luminous Productions, partorito dalle menti di Rai Mitsuno e Takefumi Terada (per saperne di più leggete la nostra intervista ai produttori di Forspoken) sotto l’ala protettrice di Square Enix. Siamo finalmente pronti a raccontarvi le nostre prime impressioni su Forspoken, quindi mettetevi comodi e buona lettura.

Athia: un mondo da esplorare con la magia del parkour

I primi minuti minuti di sessione nei panni di Frey sono stati messa nei panni di una sensazione di forte di: la demo a nostra disposizione, dopo una breve di tutorial, ci ha infatti gettati senza troppi fronzoli in una fase di giocovan pivatatic, priva element narrativi, scevra da ogni collega mento con la campagna principale e senza l’ausilio di scene utili a fornirci un contesto.

A guidarci è subito intervenuto Cuff, un bracciale parlante che sin dalle prime battute si è fatto notare dispensando consigli, informazioni sui nemici e curiosità sulla cultura di Athia. È proprio il vasto territorio alla base dell’avventura, però, ad aver catturato immediatamente la nostra attenzione: la porzione di mappa accessibile durante la prova ci ha messi di fronte a terreni brulli, scoscesi, percorso da aridizio canyon val a protette da pareti sulle quali volteggiano giganteschi massi sospesi, con edifici, rovine e ponti che fungono da punti di riferimento. A livello scenico il colpo d’occhio è importante e la notevole profondità di campo, abbinata alla disposizione degli elementi naturali, presenta uno dei tratti più importanti dell’intero impianto di gioco: il parkour magico. Per esplorare le desolate lande di Athia, Frey e il suo inseparabile compagno di avventure possono far a meno di cavalcature varie, egregiamente sostituite da una particolare tecnica di parkour potenziato a suoon di prodigiosi poteri : pad allà sensaiae mano singolare “mezzo di trasporto” è notevole e ci ha spinti a scorrazzare in più lungo e in largo e sperimentare percorsi sempre spettacolari, alternando manovre e acrobazie spericolate.

Padroneggiare l’arte del parkour magico, tuttavia, non è immediato: la tecnica non permette infatti di scalare alture e pendii in ogni punto ma relega le arrampicate una determinata zona facilmente individuabili grazie alla presenza di escresce cristalline. La normale pressione del comando adibito consente di agganciare automaticamente il cristallo vicino più vicino, mentre un input prolungato rallenta il tempo e permette di selezionarne uno a scelta.

Non va poi dimenticata la presenza della resistenza che regola l’utilizzo del parkour: una volta terminata la barra che segnala l’energia a disposizione la velocità di Frey variamente drasticamente e occorrente in prima di poter riprendere il ritmo. Al netto di qualche piccola sbavatura ancora da sistemare, il parkour ci è sembrato un metodo di spostamento efficace e divertente.

Un arsenale magico da utilizzare a tutta velocità

Athia non riserva solo viste spettacolari: il flagello corruttivo che minaccia i suoi paesaggi trasforma le creature viventi che li abitano in mostruosità mosse da un’incontrollabile aggressività. Per difendersi dai loro attacchi Frey può contare su un vasto arsenal composto unicamente da magie.

Proprio in questi franchi il ​​buon bracciale offre qualcosa in più di un consiglio semplice: è proprio il prezioso bracciale parlante a fornire alla giovane il potere di cui ha disperatamente bisogno. L’intero sistema di combattimento si basa quindi su queste prodigiose abilità suddivise in due ordini di incantesimi, da utilizzare di volta in volta nel modo più opportuno: il passaggio da una magia all’altra è facilitato dal rallentamento dal rallentamento quella di cui servirsi in ogni frangerte, anche modificando in corsa la propria strategia. In base alla tipologia e alle caratteristiche degli avversari, alle volte sarà necessario adottare un approccio diretto basato su attacchi corpo a corpo al posto di incantesimi a distanza o, ancora, optare per una particolare magia elementale in avversari difficolt di meta specifice.

Non mancano poi potenti attacchi capaci di colpire contemporaneamente più avversari. In ogni caso sarà sempre possibile verificare il grado di efficacia di un colpo grazie al contatore dei danni, che confrontare puntualmente al fianco dei malcapitati ogni volta che subiscono un attacco.

In queste sezioni il parkour magico segui un ruolo centrale all’interno del combat systemcercare a Frey di sferrare attacchi, schivare le aggressioni, aggirare gli avversari e alternare colpi melee e sulla distanza, raggiungendo anche i più antipatici nemici volanti.

L’utilizzo del parkour abbinato a determinati incantesimi ne modifica poi gli effetti e l’efficacia, offrendo molteplici varianti in attacco e in difesa. Insomma, le movenze della protagonista sembrano insomma un fattore in grado di fare la differenza negli scontri. Selezionare le giuste magie, alternare i colpi, bilanciare la strategia e utilizzare i rapidi spostamenti, può dar vita a battaglie dall’elevato tasso soprattutto di spettacolarità, anche grazie alle scelte grafiche partión gliusti gliusta del Opera glie sviluppatecoriin Engine . Particolarmente incisivo, anche a livello di gameplay, ci è sembrato l’ampio uso dei trigger adattivi del DualSense: gli attacchi di base e quelli pesanti vengono infatti lanciati dosando la pressione del grilletto destro, che pone un’opportuna resistena. Un leggero ingresso consente di scagliare rapidi colpi mentre una pressione prolungata scatena un attacco pesante. Questa particolare scelta si riflette direttamente sul modo di giocare e, almeno per i possessori della console targata Sony, richiederà un minimo di pratica per essere digerita completamente.

L’anima action di Forspoken emerge prepotentemente durante i movimenti e ci ha spinti a sperimentare diversi, concatenando attacchi di ogni tipo per ottenere combo efficace e dall’epilogo spettacolare. A giudicare dalle sezioni da noi provate in sostanza quello alla base del gioco sembra essere complesso (al termine di ogni selezione da un gioco tecnico).

Anche la tradizione vuole la sua parte

Nel corso delle quasi due ore di prova abbiamo avuto la possibilità di saggiare caratteristiche più “tradizionali” e facilmente riconducibili ai moderni open world. La prima missione che abbiamo portato a termine ci ha infatti condotti a un’abitazione che in sostanza funge da hub per le principali componenti ruolistiche, tra lo sviluppo del personaggio e il sistema di crafting. Abbiamo poi colto l’occasione per far riposare Frey sul comodo letto messo a disposizione così da ripristinarne salute ed energia.

Durante il loro viaggio Frey e Cuff potranno acquisire abilità e magia sempre più potenti: sia tramite la raccolta nel mondo di gioco che sconfiggendo i nemici, sarà possibile accumulare punti mana da utilizzare in un’apposita Schermata per eliminare e potenziare incantesimi. Ciao stesso modo, i tanti materiali rivenuti nei forzieri potranno essere impiegati per migliorare l’equipaggiamento della protagonista.

Tutti gli oggetti, i nemici, i luoghi ei personaggi incontrati saranno automaticamente inseriti all’interno di un diario, che di conseguenza ci consentirà di approfondire la nostra conoscenza del mondo con interessanti dettagli aggiuntivi.

Una volta sbloccate le imancabili torri posizionate in punti specifici, la mappa comincerà a mostrare icone che forniranno indicazioni precise sui punti di interesse che, oltre alle missioni principali, ci condurranno alle attività secondarie. Durante la nostra prova, ad esempio, abbiamo avuto il tempo di liberare un’enorme rocca da una vera e propria invasione di mostri. Una volta raggiunto l’obbiettivo siamo stati premiati con punti mana ed equipaggiamento speciale.

Questioni di Luminoso

Sotto il profilo scenico colpo d’occhio offerto da Forspoken è di buon livello e fa leva sull’ampiezza del campo visivo e sull’importante mole di effetti, due punti di forza del motore luminoso. Il motore che ha dato i natali a Final Fantasy XV sembra infatti aver trovato la propria dimensione grazie agli sforzi degli sviluppatori, che hanno lavorato alacremente per limarne gli spigoli e ottimizzarne l’efficienza.

Così prendono forma le distese di Athia abbiamo potuto visitare: territori vasti che si trovano dalla presenza di praterie ricche di vegetazione interrotte solo sporadicamente da piccoli insediamenti o edifici dall’aria abbandonata. Senza toccare vette particolarmente elevate, anche la caratterizzazione dei nemici e della fauna ci è sembrata di fattura. Ottimo è invece il livello delle animazioni, con particolare riferimento al protagonista Frey e alle sue movenze acrobatiche. Tornando agli effetti speciali, in una sorta di missione bonus abbiamo potuto affrontare un potente mini boss con le sembianze di una lucertola infuocata. La spettacolarità degli attacchi nemici e la resa a Schermo degli incantesimi lanciati da Frey hanno dato vita ad un combattimento dall’alto tasso pirotecnico, che al di là del livello elevato della sfida, ha messo in di campo uno show degno. Tutto questo con una risoluzione in 4K (probabilmente dinamici), un framerate quasi sempre ancorato a 30 fps e senza la presenza, almeno durante la nostra sessione di gioco, di caricamenti.

Per finire, una piccola riflessione sulle dimensioni effettive di Athia: la demo messaci a disposizione non ci ha fornito elementi utili a ipotizzare la durata della campagna principale ma la porzione del mondo che abbiamo potuto esplorare ci lascia ipotizzare che la mappa abbia delle dimensioni generose. Le nostre sensazioni sono poi state confermate dall’intervista con gli sviluppatori di Forspoken. Difatti abbiamo visitato solo una parte di uno dei quattro regni disponibili.

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