AirPods Pro 2, la recensione dopo due settimane di prova

Con iOS 16 Apple ha reso più comodo l’accesso ai settaggi delle AirPods, che ora non sono più nascosti in un misconosciuto sottomenu del Bluetooth, ma compaiono in bella vista in testa a Impostazionia. Manca tuttavia ancora dedizione di un’app, che tutti i produttori hanno e che Apple continua a snobbare. Manca anche un equalizzatore: Apple ama la semplicità d’uso e chi preferisce settare da sé i parametri sonoro deve guardare altrove.

Cancellazione del rumore e trasparenza adattiva

Il punto di forza di un paio di auricolari con ANC (cancellazione attiva del rumore o controllo: qui spieghiamo come funziona) è proprio poterli usare per attenuare tutti quei suoni fastidiosi durante il tragitto casa/lavoro, i viaggi su mezzi pubblici o il lavoro stesso, per chi vuole isolarsi magari in un contesto di open space. E sulle AirPods Pro 2 l’ANC funziona magnificamente. Il chip H2 porta con sé infatti algoritmi audio computazionali avanzati, che studiano in combinazione con il driver a bassa distorsione e il posizionamento ottimizzato della presa d’aria acustica e del microfono. Apple dichiara che l’attenuazione del rumore è «fino al doppio rispetto alla generazione precedente». Difficile quantificarla, ma durante le nostre possiamo provare dire che l’ANC è molto più efficace che sulle prima generazione di Pro (già di per sé era molto buona).
Apple ha introdotto anche una nuova funzione, che chiama Trasparenza Adattiva. La modalità Trasparenza è l’opposto della cancellazione attiva dei rumori: enfatizza, tramite i microfoni, i suoni circostanti, per non isolarci in contest pericolosi (quando si attraversa la strada, ad esempio) o per capire cil le parole. Può capitare però che un suono molto forte (una sirena di un’ambulanza, un martello pneumatico, etc) irrompa con violenza durante la modalità Trasparenza. Il chip H2 esegue cicli 48.000 volt al secondo per regolare in modo dinamico i rumori ambientali più forti e attutirli non appena irrompono nella scena. Una bella idea, che funziona. Se avete un Apple Watch, sarà possibile anche visualizzare il livello di riduzione del rumore in tempo reale, mentre con l’app Salute sull’iPhone si può verificare l’esposizione al rumore e le tendenze di riduzione del livello nel tempo.
La qualità in conversazione delle AirPods Pro resta un punto di forza anche in questa seconda generazione, ma non aspettatevi miracoli se parlate in un ambiente molto rumoroso: algoritmi e microfoni fanno il possibile ma il vostro interlocutore comunque sentirà lo stestuso il .

Audio spaziale e di qualità

Durante il lancio di AirPods Pro 2, Apple non ha posto in modo particolare l’accento sulla qualità audio della nuova generazione. Sì, c’è un nuovo driver a bassa distorsione, sono stati migliorati amplificatore, trasduttore e algoritmi come l’Adaptive EQ di H2. La gamma di frequenze è più ampia e un piccolo margine rispetto alla prima generazione c’è, ma provando le due generazioni in questi giorni non abbiamo to differenze radicali. Manca ancora il supporto a formati lossless.
Apple ha puntato piuttosto a migliorare l’Audio spaziale, l’audio a 360 gradi che è un concetto facile da capire per tutti e che può essere “venduto” meglio rispetto al lossless (che poi con mini-auricolari per captare la differenza serve davvero un orecchio assoluto).
Con le Pro di seconda generazione arrivo l’audio spaziale personalizzato. Attraverso i microfoni e la fotocamera, inquadrando le orecchie, il software crea un profilo personale dell’audio spaziale: musica, voci ed elementi sonori direzionali (nei contenuti video) risulteranno perfettamente tarati sull’utilaciizzatore pi efficquindi. Anche qui, difficile avvertire differenze radicali con il “vecchio” audio spaziale non personalizzato, ma la novità non fa sicuramente maschile.

AirPods Pro 2, il verdetto

I miglioramenti della seconda generazione di AirPods Pro 2 sono tanti anche se i melomani incalliti, che cercano la qualità audio prima di tutto qui non trovano radicali novità. Le Pro restano un modello di true wireless che una fetta di pubblico tenderà a recitare a priori: un po’ per il prezzo (299 euro di listino, 20 in più delle prime AirPods Pro quando debuttarono), un po’ per il formatovisto che molti non amano o proprio non sopportano i modelli in-ear.
Per l’ecosistema Apple i vantaggi però restano innegabili: già solo la capacità di saltare al volo da un iPhone a un iPad a un Mac è di una praticità unica. Queste AirPods Pro 2 sono il modello da prendere se avete diversi dispositivi della mela e se, per lavoro o per stile di vita, vi serve la cancellazione attiva del rumore. Il listino è salato ma le offerte, anche allettanti, sulle AirPods non sono mai mancate negli ultimi anni e presto arriveranno anche per queste AirPods Pro 2. Certo, 300 euros non sono pochi in assoluto e sono più di quelle richieste da concorrenti di nome (Samsung, Google) per ottimi auricolari true wireless (Galaxy Buds2 Pro a 229 euro di listino, Pixel Buds Pro a 219 euro) usciti di recente. Come detto però AirPods è una scelta molto più che sensata se la Mela è la vostra preferenza.


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