Amazon si arrende, ora serve un miracolo. Nessuno sbarco nelle Marche per il fallimento dello shock economico nella regione

ANCONA – Arrivederci Amazon, il colosso americano ha deciso di revocare il malfunzionamento. Ci vorrebbe un miracolo per cercare di uscire dal labirinto in cui sei cacciato. E a settembre il miracolo potrebbe uscire dal cappello del mago come un coniglio.

Forse chi lo sa. Lo sbarco del colosso dell’e-commerce suInterporto Da sembra infatti di aver intrapreso una strada senza ritorno, anche se l’ultima parola (per il miracolo) è di Scansione


E Scannell comunicherà la decisione finale tra pochi giorni: è certo che la prima tempistica – quella che ha dettato la costruzione dell’impianto nel luglio 2023 – è stata definitivamente fissata. Rimane l’ultima crepa (il suddetto miracolo): l’ipotesi di un rinvio dei cantieri a datazione successiva. Forse a settembre, forse l’anno prossimo, forse quando la crisi e il rialzo dei prezzi delle materie prime indotto dalla guerra saranno tornati a pieno regime. Quel che è certo è il clamoroso naufragio di un’operazione nata sotto una buona stella che avrebbe regalato alle Marche un polo logistico ad alta tecnologia firmato Amazon, su un’area di 66mila metri quadrati, oggi terreno non edificato dove l’Interporto sognava un estensione che in realtà non è mai stata possibile.

Sentiero
La situazione era perfetta e passo dopo passo il progetto aveva attraversato tutte le fasi preliminari con il via libera del Ministero, della Soprintendenza e della Provincia. Anche il comune di Jesi era pronto ad approvare la variante urbanistica con un semplice intervento e un periodo di attesa di 50 giorni tra l’adozione e l’approvazione dell’atto. Ogni pedina sembrava essere andata a dama, ma ora la catastrofe è davanti ai nostri occhi. Una sconfitta clamorosa e incredibile che colpirà inevitabilmente il tessuto economico regionale, con conseguenze inimmaginabili, anche a livello politico. Oltre a appalti, cantieri ed esecuzione progetti, a luglio 2023 verrà inaugurato nelle Marche il cuore logistico della potenza mondiale Amazon: 1.000 dipendenti nell’hub di via della Coppetella, altri 1.500 per le industrie collegate, che forniranno un senza precedenti sarebbe accelerato dalla crisi del 2008 ad oggi. Per questo Confindustria, insieme al presidente dell’Ancona Bocchini e al capo regionale Schiavoni (ieri), ha avuto seri interrogativi sull’operazione di Interporto, società per azioni partecipata al 95% dalla regione. Si è parlato anche di responsabilità politica se la procedura dovesse essere interrotta. Fonti Scannell hanno affermato che la prossima settimana sarà la settimana cruciale: lo sviluppatore che ha negoziato per il gigante dell’e-commerce scioglierà la riserva all’ultimo barlume di speranza. Non un addio, in teoria un addio (sempre prima del discorso del miracolo). Chi si assume la responsabilità del fallimento ora? La Regione è sorda: ha sempre discusso con Interporto della necessità di proseguire le trattative che tutelerebbero la società dal danno fiscale, vista un’operazione di questa portata. Lo stesso governatore Acquaroli ha difeso le procedure istituite dal presidente dell’Interporto Carpinelli, nominato nel 2019 dall’ex governatore Luca Ceriscioli (Pd) e quindi quasi concluse. Il suo contratto scade con l’approvazione del bilancio, che per legge è il 30 aprile, ma potrebbe arrivare fino alla prima decade di maggio. Cosa succede allora all’interno dell’Interporto, la cui delegazione è nelle mani del presidente della regione?

il paesaggio
Se il futuro non è roseo, il passato prossimo è stato segnato da una serie di ostacoli che hanno allungato in modo anomalo i tempi di realizzazione tanto che anche Amazon ha finalmente alzato la mano. E i retroscena di una storia che segnerà inevitabilmente il percorso politico dell’amministrazione regionale rischiano di delinearsi una volta terminate le operazioni. Quando Scannel informa gli interessati: almeno se il colosso dell’e-commerce decide di lasciare una porta aperta sulle Marche, o di chiuderla definitivamente. Ma in tempi inaspettati, il sindaco di Jesi Bacci aveva acceso un faro sull’ipotesi che tutto potesse finire in briciole, come è regolarmente successo. Più volte sul Corriere Adriatico aveva sottolineato che è necessario arrivare in anticipo alla firma del contratto per non perdere l’occasione d’oro, non solo per la zona ma per tutte le Marche. Tranquillo profeta, è un peccato non averlo ascoltato.

Ultimo aggiornamento: 09:33

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