AT03: un pacchetto per tornare Alpha – Formula 1

Il 2021 dell’AlphaTauri è stata una delle migliori stagioni per la scuderia di Faenza, con il sesto posto finale nella classifica costruttori dopo avere un lungo conteso la quinta piazza ad Alpine al termine di una sfidante. Il nuovo tecnico non è però iniziato nel migliore ciclo dei modi per la squadra italiana, pur sempre parte della sfida di centro-gruppo, ma non allo stesso livello prestazionale della concorrenza incarnata da McLaren, Alpine, Haas e Alfa Romeo. Al Paul Ricard, gara di casa di Pierre Gasly, il team capitanato da Franz Tost ha introdotto il più esteso pacchetto evolutivo da inizio stagionedopo che già altre importanti modifiche erano state portate a Imola, puntando a invertire la recente tendenza per avvicinarsi ai risultati della passata stagione.

Sin da subito la AT03 è stata una monoposto nata con la philosia aerodinamica delle fiancate poi divenuta dominante in griglia, con i sidepods declinanti verso il retrotreno per convogliare i flussi aderenti alla carrozzeria verso la sezione di uscita del diffusore. Le novità della carrozzeria a Le Castellet partono dal proprio passaggio successivo nell’evoluzione della AT03, che segue un percorso simile a quanto tracciato da Alpine. La “spalla” esterna della fidanzata è stata rialzata (1), seppure non in maniera evidente come visto sull’Alpine a sua volta ispiratasi a Ferrari, con l’obiettivo di gestire meglio le turbolenze provenienti dall’asse anteriore, migliorando la pulizia del flusso nella parte centrale della monoposto e la sua qualitià una al retrotreno . Il migliore isolamento dalle turbolenze esterne ha consentito inoltre di accorciare la paratia esterna antistante la sezione di ingresso del canale Venturi (2), adibita allo stesso scopo. in molti modi, con il nuovo pacchetto lo smistamento dell’aria proveniente dall’ala anteriore privilegia l’incanalamento dei flussi nel fondoaumentando la portata d’aria nel sottoscocca e il carico sprigionato.

Con il diverso convogliamento di aria nel fondo, in casa AlphaTauri si è resa necessaria una nuova concezione della struttura aerodinamica nell’ambiente sottostante la vettura. L’opera di ristrutturazione parte dalla diversa forma della sezione di ingresso del canale Venturi e della sua griglia. Nel dettaglio, nella parte prossima interna al telaio è scomparso il sottile canale che in precedenza era stato ricavato nello spazio interposto tra l’ultima bandella e il corpo-auto. L’andamento dello stesso Venturi è diverso nella specifica francese, puntando a una maggiore generazione di carico locale, ma al contempo a un migliore sfruttamento dei vortici generati dalla griglia anteriore.

Sulla AT03 è stato rivisto inoltre il bordo laterale del fondo, ristretto rispetto a un inizio stagione per energizzare i vortici costituenti la minigonna pneumatica adibiti all’isolamento della zona a bassa pressione nel sotto-scocca dall’aretil esterno inimo carico complessivo. In i miglioramenti nel flusso incanalato nella parte anteriore del fondo in termini di pulizia ed energia, sfruttando anche il diverso isolamento dalle turbolenze esterne tramite le nuove fiancate e il esterno del fondo generale, diliber a diliber aglio auridinamito, hananino consentito un disegno più aggressivo dell’estrattore posteriore. L’inclinazione della rampa del diffusore è stata accentuata mentre le aperture nelle bandelle esterne sono state otturate, sfruttandone così il massimo potenziale estrattivo e la deportanza generata dal fondo.

Nel complesso emerge un lavoro di aggiornamento lodevole, con i tecnici AlphaTauri che hanno sviluppato un pacchetto completo figlio di una visione di insieme. Nelle prove comparative tra le due specifiche gli aggiornamenti hanno dimostrato di assicurare alla AT03 un considerevole salto prestazionale, che dovrà essere concretizzato anche da una diversa philosophia di assetto e da uno stile di guida adeguato. Serviranno però alcuni appuntamenti prima di poter decretare fin dove potrà spingersi la vettura di Faenza.

FP | Carlo Platella

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