Binotto: “Guardiamo da vicino la decisione FIA ​​su Herta” – Formula 1

Dopo i grandi movimenti del mercato piloti scatenati dal passaggio improvviso di Fernando Alonso in Aston Martin, restano ancora da annunciare alcuni volanti per la stagione. Il più interessante è proprio quello della alpino lasciata libera dal pilota spagnolo e verso la quale sembra ormai scontato l’arrivo di Pierre Gasly. Il pilota transalpino lascerebbe quindi la Alpha Tauri con un anno di anticipo sulla scadenza del contratto per andare a formare una line up tutta francese con Esteban Ocon. Resterebbe dunque da definire a questo punto quale di sostituire Gasly nel team Faenza e come è noto sono da tempo in atto manovre per portare il pilota statunitense Colton Herta in Formula 1 proprio in importanti di Gasly. E’ ovvio che Libertà Media è molto coinvolto a portare un pilota americano in una Formula 1 che oltre oceano sta aumentando la popolarità e anche il numero di Gran Preminel calendario.

Sarebbe però riduttivo per Herta osare il merito di questo passaggio solo alla sua nazionalità. Colton Herta è stato un po’ enfaticamente soprannominato “Il Verstappen della Formula Indy”avendo debuttato in Indycar a soli 18 anni nell’ultima gara del campionato 2018. Nella sua prima stagione completa, nel 2019, ottenne due vittorie e tre pole position. Ad oggi il suo palmares a Indy riporta sette vittorie e nove pole position. Risultati che hanno comprensibilmente destato attenzione per questo giovane pilota che ha sono impressionato in un test con la McLaren F1 della scorsa stagione sul circuito di Portimao in questo mese di luglio, e che quest’anno ha vinto la 24 Ore di Daytona nella categoria LMP2 in squadra con O’Ward e DeFrancesco.

Monza doveva essere il weekend nel quale il matrimonio tra Herta e Alpha Tauri, più volte ventilato dallo stesso Helmut Marko, avrebbe potuto essere annunciato. In realtà non è stato così e l’ostacolo principale, e non banale, restano i soli 32 punti su 40 di cui Herta dispone per accedere alla superlicenza rilasciata dalla FIA per correre in Formula 1. E’ evidente che il regolamento che assegna i punti può ottenere in Indycar. Riscriverlo è sempre possibile da parte della Federazione ma certo non lo si potrebbe far valere retroattivamente. Per cercare dunque di superare questa regola la strategia di Red Bull sarebbe quella di invocare il covid come “causa di forza maggiore” che ha ridotto nell’ultimo triennio il numero di gare e pretende utili all’ottenimento della superlicenza. La decisione su questo tema però tarda ad arrivare e nella conferenza stampa del team principal Franz Tosto ha così commentato la situazione:

“Allo stato attuale Pierre Gasly ha un contratto con noi per la prossima stagione, come ho detto più volte. Riguardo la possibilità che Colton Herta ottenga la superlicenza per correre in Formula 1 spero che la FIA prenda la decisione il prima possibile in modo da consentirci di quale sarà la nostra line up per il prossimo anno e prepararci di conseguenza. La decisione finale sui nostri piloti è di Red Bull ma credo comunque che se lei non riuscirà ad avere la superlicenza allora Gasly resterà con noi e nulla cambierà.

La questione però non è limitata ad un dialogo tra la Federazione Internazionale e la Red Bull. Anche gli altri team seguono le mosse della FIA, e come spesso capita in Formula 1 trovare l’unanimità che consentirebbe le eccezioni alle regole a vantaggio del singolo è molto difficile. Interessante in questo senso la posizione di Mattia Binotto sul tema, anch’egli presente a fianco di Tost nella conferenza monzese dei team principal:

“Penso che la causa di forza maggiore non possa essere applicato nel caso di Colton Herta, si tratterebbe di un approccio totalmente sbagliato. Credo che le regole siano state stabilite per proteggere il nostro sport ed assicurare che utilizzano fatte le migliori scelte secondo gli ed i processi più giusti. Herta potrebbe partecipare al campionato di Formula 1 se avesse i requisiti per farlo, altrimenti no. guarderemo molto da quello vicino che la FIA deciderà su questo tema, e credo che ogni singola squadra farà lo stesso. E’ per l’importanza del nostro sport e non possiamo invocare la causa di forza maggiore in una situazione per la quale non può certo essere applicata.”

Retrospettivamente fa sorridere il fatto che le regole, l’età minima ed i punteggi per l’ottenimento della superlicenza furono introdotti nel 2016 dopo l’arrivo in Formula 1 dell’allora diciassettenne Verstappen che aveva solo una stagione di Formula 3 nel curriculum. Questo per evitare l’ingresso nella massima formula di piloti ritenuti non esperti. Peccato che Verstappen ad oggi in Formula 1 vanti un campionato del mondo, trentuno vittorie e diciassette pole position.

FP | Gianluca Calvaresic

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