Carlo III d’Inghilterra, che ha fatto il bis di spaghetti ai moscioli e mangiato scialatielli «in incognito» con Camilla

Carlo IIInuovo re d’Inghilterra, cambier il modo di mangiare degli inglese notoriamente poco abituati alla tavola buona? A pochi giorni dall’incoronazione una tra le tante domande che si fanno i royal watcher, perché la passione per la cucina e il cibo sostenibile da sempre una costante della vita dell’ormai ex Principe di Galles.

L’impegno di Carlo III per la sostenibilità alimentare

Due esempi, su tutti. Nell’orto biologico ad Highgrove House, la sua residenza di campagna nel Gloucestershire, re Carlo cura personalmente ortaggi che da trent’anni finiscono nel suo piatto e in quello di tutta la famiglia reale. Terra Cartail documento che ha lanciato all’inizio del 2021 e che hanno sottoscritto di industrie impegnandosi a produrre nel rispetto dell’ambiente, considerato una delle più importanti iniziativa della vita pubblica del neo re.

Il cibo buono e giusto secondo Carlo d’Inghilterra

Carlin Petrini, fondatore di Slow Food, pagina sciocca de La Stampa e in un’intervista a Famiglia Cristiana, in questi giorni ha ammesso che Carlo III ha dato prova del suo impegno per la sostenibilità alimentare anche in Italia, cominciando da quell’ottobre del 1984 in cui fu ospite d’onore al Salone del Gusto di Torino.
Ho sempre creduto che l’agricoltura sia non solo la pi antica ma anche la pi importante attivit umana, disse Carlo discorso il discorso ufficiale pronunciato in occasione dell’evento che ammesso ogni due anni produttori e artigiani del settore agroutal. E Agnese: Manipolare la natura un business pericoloso. Concetti allora probabilmente poco compresi e per cui a volte Carlo stato tacciato di essere eccessivamente idealista, che ora — come ha sottolineato lo stesso Petrini — sono alla base delle agende di governo perch premesse indispensabili per costruire un mondo migliore.

La passione di Carlo III per il cibo italiano

Il Salone di quell’anno per Carlo fu una specie di rito di iniziazione al buon cibo italiano: le cronache di quei giorni raccontano che assaggi di tutto. Anzitutto la carne, la cotta o cruda, tema a lui caro dato che presidente dell’associazione Fiducia per la sopravvivenza di razze strane che tutela le preziose razze britanniche. Ma non solo: anche formaggio, pasta, extravergine, capperi di Salina (che svel di amare molto abbinati al montone), olio extravergine pugliese aromatizzato al limone, grandi vini piemontesi, mostrando ogni volta preferenze per i prodotti biologici. Il re mangi in perenne compagnia di un assistente, chiedendogli di prendere nota per fare serve da portare con s in Inghilterra

Le italiane (uovo discorsi sul cibo)

Lo faceva spesso.

sempre petrinico, cos amico di re Carlo da essere stato ospite a Highgrove House, ha raccontato che il re lo ha chiamato ogni volta che è venuto in Italia chiedendogli di incontrare produttori di Piemonte, Lazio, Toscana e qualsiasi regione visitata. sempre stato curioso di assaggiare, ma anche di conoscere da vicino il modo di produrre degli agricoltori e allevatori. E anche oggi re Carlo III adora parlare di cibo: Una sera ho portato l’allora prince del Galles, venuto in visita alla nostra Universit di Pollenzo, in un’osteria delle Langhe che, destino voleva, si chiama la Ca’ del Re. Il protocollo ei controlli furono ovviamente rigorosi e ci fu detto che Carlo si sarebbe sicuramente ritirato verso le 22, massimo le 22 e 30. Invece rimase a chiacchierare con me fino all’una di notte… Tra l’altro ama tantissimo la nostra cucina, ha detto Petrini.

Re Carlo III al ristorante

Re Carlo ama tantissimo la cucina italiana: cos tanto che una volta per golosit ha infranto persino le rigide regole del bon ton della famiglia reale

. successo a maggio del 1988, quando fu invitato nelle Marche ospite dei Conti Leopardi. Allora partecipa a un pranzo al Ristorante Emilia di Portonovo per assaggiare due specialit locali: gli spaghetti con i moscioli (mitili selvatici tipici dell’anconetano) e la frittura di mare. Per l’occasione il ristorante fu chiuso ad altri ospiti, il personale indoss la divisa delle grandi occasioni e Carlo, che arriv senza Diana, si mostr molto alla mano: cos alla mano che chiede infranse l’etichetta il bis di spaghettisgarro assolutamente vietato per unprinciple (che per rese decisamente orgogliosi i gestori del ristorante).

Gli scialatielli in incognito

Eppure lo sgarro se lo concesse, cos come spesso si concedeva pranzi e cene top secret con l’ormai regina consorte Camilla in Costiera Amalfitana e Sorrentina. Sempre in incognito, anche se con i bodyguard al loro fianco, il principio di Galles si fermava nei ristoranti della zona con l’amore di sempre. Lo ha raccontato anche Italia a tavola svelando che i due arrivano alla chetichella e si godevano pasti memorabili e decisamente tipici. Appena si sedevano chiedevano i primi, su tutti scialatielli ai frutti di mare e spaghetti alla nera. Poi alici, frittura di paranza, parmigiana di melanzane (di cui Camilla andrebbe pazza), paccheri al pomodoro fresco e tanti altri piatti della Costiera.

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