conseguenze, chi paga e come difendersi

Cosa buona fortuna quando il commercialista a cui ci si affida commette un errore e chi è che deve andare a pagarne le conseguenze?

Per gestire la propria contabilità e dichiarazione dei redditi in molti si affidano al supporto di un professionista, proprio per evitare di commettere errori o dimenticanze, ma cosa succede quando è il professionista in questione a sbagliare?

Si tratta di un’eventualità in cui nessuno spera di trovarsi, tuttavia è possibile, soprattutto vista anche la crescente complessità degli argomenti in materia fiscale. La responsabilità del commercialistae le conseguenze per lo stesso e per il cliente, varie a seconda della situazione e dell’evento.

Il commercialista ha commesso un errore: conseguenze, chi paga e come difendersi

Errore del commercialista: cos’è la diligenza professionale

Come anche i professionisti di altrecategorie, i commercialisti devono rispettare quella che viene definita”diligenza professionale”. In pratica viene richiesto che il commercialista sia in possesso di determinate competenze tecniche e acquisite nel corso degli studi e che vada sempre a svolgere gli incarichi con diligenza.

Si richiede quindi al professionista di utilizzare tutto il suo bagaglio culturale e tecnicoottenuto attraverso gli studi e l’esperienza, per svolgere la professione nel migliore dei modi, evitando quindi errori grossolani o superficiali.

Il tenutosta nel suo lavoro e quindi tenuto sempre a:

  • rispettare il codice deontologico e la legge;
  • verificare la propria capacità e competenza effettiva di svolgere un incarico. Proprio per via della complessità di questa professione, non tutti i commercialisti sono esperti di tutti i settori, chiaramente;
  • seguace l’incarico sempre con cura e periziaevitando quindi errori grossolani e di disattenzione;
  • mantenere sempre il cliente dei rischi e delle difficoltà relativi alla pratica, sia prima dell’inizio del lavoro, sia durante.

Nel momento in cui il commercialista non si dimostra professionale, si può procedere con la richiesta di rimborso delle spese che si possono pagare nel caso di errori. C’è un caso in cui, però, non si deve procedere con nessun pagamento.

Commercialista in malfede

Se un commercialista commette errori in malfedequindi consapevolmente e di sua volontà, allora il cliente non dovrà andare a pagare delle sanzioni per poi sperare di ricevere un rimborso in futuro.

Un esempio di dolo, quindi di azione in malfede, da parte del commercialista può essere l’andare a offrire una consulenza fiscale errata che danneggia il cliente. Siccome il commercialista è tenuto, dalla diligenza professionale, a far sì che il cliente sia sempre informato dei rischi, in questo caso può esserci del dolo.

In una situazione del genere il cliente non deve andare a pagare le sanzioni, questo è quanto è stato stabilito da parte della Corte di Cassazione in varie occasioni, poiché la responsabilità ricade totalmente sul professionista.

Tuttavia è necessario:

  • denunciare il commercialista;
  • lui che la dimenticanza o l’errore in questione siano esclusivamente colpa del professionista.

Nel caso in cuic non si può manifestare la malattiail commercialista non può essere considerato responsabile, poiché il cliente ha comunque il dovere di verificare il corretto Adempimento dell’incarico che è stato conferito al professionista.

Errori con la dichiarazione dei redditi e imposte

un seconda del tipo di errore di cui si parla, la situazione può cambiare. Infatti, se il cliente commerciale diventasse irraggiungibile per tutto il periodo in cui è necessario consegnare la dichiarazione dei redditi assieme alla documentazione necessaria, questa opzione non si potrebbe considerare una situazione di dolouna situazione.

Tuttavia, se il commercialista rimanesse disponibilevedi dimenticasse di la dichiarazione, la colpa ricadrebbe sul cliente, poiché ha il dovere di vigilare sul professionista. Tuttavia, in una situazione del genere, dopo aver pagato quanto dovuto (sanzioni comprese) si può esigere un risarcimento attraverso la causa civile, chiedere un rimborsare per danno per negligenza.

Stesso discorso anche in caso di ritardo nel pagamento di imposto. Si dovrà prima procedere con il pagamento di quanto dovuto, e poi si potrà richiedere un risarcimento.

La situazione invece cambia in caso di errori all’interno della dichiarazione:

  • la responsabilità scatta in caso di dolo, e questo è dimostrabile solo in caso di gravi errori;
  • tuttavia, anche in caso di errori grossolani e superficiali il commercialista sarà responsabile, perché non avrà seguito la diligenza professionale richiesta. Si tratta infatti di illecito deontologico.

Infine, nel caso di dichiarazione dei redditi irregolari è stato stabilito dalla cassazione che il commercialista paghi la metà delle sanzioni inflitte al cliente, a titolo di risarcimento.

Come funziona il risarcimento

Tranne che nel caso in cui si denunciare il commercialista e si dimostri la sua malafede (situazione in cui il cliente non è tenuto responsabile e quindi non si troverà a dover pagare nulla), il contributo deve sempre pagare le sanzioni per ritardi o errori.

Questo perché è sempre il contributor stesso ad avere il dovere di vigilare sull’operato del professionista a cui si affida. Una volta pagato quanto dovuto però si può fare causa al commercialista per ricevere un risarcimento, in giudizio civile.

per poter ottenere il risarcimento si deve mostrare:

  • l’esistenza di un rapporto professionale tra il contributor e il commercialista, come la delega della compilazione e l’invio della dichiarazione dei redditi;
  • provare di aver subito un dannocome il dover pagare le sanzioni;
  • ioerrore del professionista assunto;
  • la situazione di causa effetto tra l’errore del commercialista e il danno ricevuto.

Leave a Comment

Your email address will not be published.