cosa cambia e come impatterà sulla tecnologia blockchain

La nuova blockchain si basa sull’interesse comune che la transazione sia corretta e ridurrà il dispendio energetico fino al 95%

La notte tra il 14 e il 15 settembre è il momento in cui il tanto annunciato Fusione di Ethereum diventa realtà, uno degli eventi più rilevanti degli ultimi tempi nel mondo Blockchain. Ethereum passerà dall’essere una Blockchain proof-of-work all’essere una Blockchain basata su proof-of-stake. Cosa significa? «È un cambiamento epocale – commentano Valeria Portale e Giacomo Vella dell’Osservatorio Blockchain & Distributed Ledger del Politecnico di Milano – verrà definitivamente risolto il problema del consumo di energia di una delle più importanti piattaforme blockchain, la seconda per capitalizzazione di mercato. Ethereum è a oggi una piattaforma blockchain su cui si basa uno dei più vasti ecosistemi di applicazioni del web3: da protocolli di finanza decentralizzata (DeFi) a svariati progetti Nft. È bene sottolineare che questa modifica non riguarda tutte le ovalute, bitcoin ad esempio continuerà a lavorare con la proof-of-work consumando energia».

In cosa consiste il Merge di Ethereum

L’unione, letteralmente”fusione, è il secondo grande passo del percorso di aggiornamento di Ethereum, ormai pianificato da anni. La nuova blockchain si basa sull’interesse comune che la transazione sia corretta. Chi possiede molti Ethereum, insomma, validerà le transizioni perché sarà interessato al fatto che la moneta e il suo sistema siano affidabili e controllati. In cambio della validazione la blockchain fornirà una ricompensa in Ethereum.

Gli effetti dell’unione

L’utilizzo del consenso proof-of-work, fino ad oggi sulla rete di Ethereum, con il proof-of-stake avrà come effetto immediato la Riduzione del consumo energetico della rete del 99,95%. La modifica del meccanismo di consenso di portare infatti Ethereum a avere più bisogno di potenti computer che non risolvono enigmi matematici per gestire la rete e validarne le operazioni. Si passerà infatti un sistema in cui i proprietari della cripto dell’ecosistema di Ethereum, l’etere (ETH), potranno garantire la corretta esecuzione delle operazioni mettendo “at stake”, ovvero in palio, una quota dei loro ETH.

«Un ulteriore vantaggio del passaggio alla proof-of-stake – prosegue Portale – sarà quello di togliere una barriera all’ingresso del processo di validazione: i validatori non avranno più bisogno, infatti, di dotarsi di costose infrastrutture per il mining ma potranno utilizzare direttamente i propri ETH e accedere così alla possibilità di ottenere dei rendimenti per l’attività svolta. Questo nuovo scenario potrebbe, ad esempio, aprire le porta anche ad investitori istituzionali che possono facilmente mettere a rendimento le proprie criptovalute e diventare parte della rete su cui possono anche costruire applicazioni decentralizzate».

L’impatto su chi possiede Ethereum

L’impatto sarà nullo su chi possiede ETH o altri token su Ethereum (per esempio Nft) all’interno del proprio portafoglio. Una volta che il merge sarà completato con successo Ethereum funzionerà come prima. Anche se tuttavia occorre ancora attendere qualche mese per poter ritirare i primi ETH messi in sciopero. «È bene sottolineare – concludono gli esperti – che il Merge è un importante aggiornamento di un sistema estremamente complesso. Qualcosa quindi potrebbe andare deposito, Ethereum potrebbe funzionare lentamente per un po’ o addirittura fermarsi completamente. Tuttavia, le possibilità che ciò accada sono estremamente basse grazie ai numerosi test che sono stati condotti prima di questo evento».

14 settembre

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