cos’è, come si contrae e quanto è pericoloso

L’ameba Naegleria fowleri nota come “ameba mangia-cervello” è responsabile della grave meningoencephalite amebica primaria. Cosa sappiamo sul microorganismo.

L'ameba mangia–cervello Credit: wikipedia

L’ameba mangia–cervello Credit: wikipedia

Neglico Stato Uniti è stato registrato un nuovo, drammatico caso di infezione da”ameba mangia cervelloun microrganismo unicellulare responsabile di una rara e pericolosissima malattia chiamata meningoencefalite amebica primaria (PAM) o naegleriasia. L’infezione è letale nel 90 per cento del caso. Lo sfortunato paziente, Caleb Z., è un ragazzino; spesso le vittime di questo patogeno sono proprio i giovanissimi. L’adolescente di Port Charlotte (Florida) è attualmente ricoperto in gravi condizioni presso l’ospedale pediatrico del Golisano’s Children’s Hospital e sta lottando tra la vita e la morte. Ha contratto l’ameba durante una nuotata in un lago mentre era al campeggio estivo; dopo aver sviluppato forti mal di testa e allucinazioni è stato trasportato d’urgenza in ospedale, sordo è stato fatto la terribile diagnosi. Ecco cosa sappiamo sull’ameba mangia cervello.

Cos’è l’ameba mangia-cervello

L’ameba mangia-cervello è un organismo unicellulare (un protista) scientificamente chiamato Naegleria Fowleric. Vive in tutto il mondo e predilige le acque dolci, molto caldo e calmovieni quelle degli stagnazione e dei laghi durante il periodo estivo. Qui l’ameba, che ha un diametro di una ventina di micrometri, si trova normalmente nel substrato fangoso. Quando però le condizioni diventano sfavorevoli può trasformarsi nella forma biflagellata e nuotare nell’acqua libera, alla ricerca di un posto migliore in cui sopravvivere. proprio questa la fase più pericolosa di questo microorganismo. venire indicatore dagli autorevoli manuali MSD per operatori sanitaril’ameba sopporta tranquillamente la temperatura di 46° C.

Come si contrae l’ameba mangia-cervello

L’ameba mangia-cervello nella forma biflagellata può entrare nel nostro organismo attraverso il naso, quando nuotiamo o infiliamo la testa sott’acqua nel suo habitat naturale. Una volta penetrato all’interno delle cavità nasale il microorganismo può contaminare la mucosa olfattiva e risalire – attirato dalle temperature favorevoli – il nervo olfattivogiungendo fino al cervello attraverso i bulbi olfattivi. Qui può scatenare la minaccia meningoencefalite amebica primaria (PAM) o naegleriasi, caratterizzata dall’infiammazione e dalla distruzione dei tessuti del sistema nervoso centrale, condizione da cui deriva il terrificante nome comune del protista. Per ridurre il rischio di infezione, gli esperti del Dipartimento della salute e dei servizi umani della Carolina del Nord (NCDHHS) raccomandano di non agitare i sedimenti del fondale quando si fa il bagno nelle acque dolci immergersi; di non entrare in acqua quando la temperatura è molto alta; di non sempre la testa e di tenere il naso chiuso (anche con la classica molletta). Negli USA si registrano comunque fino a otto casi di infezione all’anno, su milioni di persone che fanno il bagno in condizioni di rischio. Pertanto si tratta di un’infezione estremamente rara, seppur pericolosissima. L’ameba non vive acqua salata e non ci sono rischi nelle piscine regolarmente trattate col cloro.

Quali sono i sintomi dell’ameba mangia-cervello

I pazienti colpiti da meningoencephalite amebica primaria possono sviluppare “alterazioni dell’odorato o del gusto, cefalea, rigidità del collo, nausea e vomito”, con le condizioni di base che possono progredire rapidamente “allo statodaialee”, e specifica mortal confusion Manuali MSD. Possono comparire anche convulsioni e allucinazioni, come avvenuto nel caso del piccolo Caleb. I sintomi possono essere confusi con quelli di altre condizioni cliniche; la diagnosi di naegleriasi viene attraverso l’operazione biopsia cerebrale e puntura lombarda, con analisi del liquido cerebrospinale (o cefalorachidiano).

Come si cura l’infezione da ameba mangia-cervello

Vista l’elevatissima mortalità “è difficile stabilire la terapia migliore per la meningoencephalite amebica primaria”, specificano i Manuali MSD. In genere i medici intervengono sui pazienti con un mix di farmaci, soprattutto antimicrobico e antibiotici; tra essi la Miltefosina, l’Amfotericina B, la Rifampicina, il Fluconazolo o affini e l’Azitromicina. La miltefosina viene somministrata anche alle donne in gravidanza nonostante il noto rischio teratogeno (malformazioni al feto), proprio a causa dell’elevatissima mortalità dell’ameba-mangiacervello.

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