dal caro libri, la tecnologia non per tutti e ancora in molti lasciati

Tutto pronto per l’inizio dell’anno scolastico: mercoledì 14 settembre ripriranno tutte le scuole di ogni ordine e grado nella regione. L’ultimo giorno è fissato per il 10 giugno 2023 per tutte le scuole, tranne le scuole dell’infanzia che termineranno il 30 giugno. Per addolcire la fatica del ritorno dai banchi però si preannunciano alcuni ponti: 31 novembre, 24 aprile, 3 giugno. Con il ritorno in presenza totale delle lezioni, torna anche la madre dei genitori e degli insegnanti per l’utilizzo di zaini pesanti per il trasporto di libri. Ma gli esperti confermano: in media lo zaino non generi pathology strutturate (come la scoliosi) alla schiena dei bambini. Dall’altra parte, però, far sostenere un peso eccessivo alla schiena può portare a sovraccaricare le strutture ossee e muscolari, provocando dolori e percezione di disagio che, se mantenuti nel tempo, costringano lo/a nond scolazillarea strategy sentire più dolore. Questo si verifica anche nel caso in cui si mantenga una posizione scorretta prolungata, come accade spesso tra i banchi di scuola. Ma c’è un’altra buona notizia: se queste situazioni vengono corrette per tempo, il disagio scompare e non si trascina in età adulta.

La seduta ideal quindi prevede i glutei dello studente o della studentessa benti fino in fondo al piano di appoggio, con il busto che aderisce allo schienale, ovvero con il mantenimento di quelle che vengono definite curve fisiologiche. Tutto questo, possibilmente con l’appoggio degli avambracci al banco. Sedersi in modo corretto è semplice, quello che è difficile è ricordarsi di tornare alla postura corretta ogni qual volta ci si muove. Paradossalmente lo student cambia posizione, più si protegge dal mantenimento di posturali scorretti. Infatti, contrariamente a quanto si possa pensare, mantenere una posizione non significa stare immobili e in tensione, ma essere consapevoli del modo in cui si sta occupando lo spazio da seduto e, di conseguenza, correggeurale signirende qual voluteegia signirende proprio necessario.

Ma c’è anche un altro peso che grava sugli studentie e le loro famiglie quest’anno: un considerevole rincaro del costo del materiale scolastico. Secondo un’analisi del Codacons infatti, per quaderni, diari, astucci, e tutto ciò che è legato alla scuola l’aumento del prezzo è pari al 7%. Spendere di più per zaini e astucci significa gravare ulteriormente i bilanci delle famiglie, già messi a dura prova da gia e caro-energia. L’aumento maggiore in ambito scolastico la carta: una risma di fogli A4 potrebbe riguardare a costare tra il 10% e il 30% in più mentre per la piccola cancellazione come penne, matite e gomme il rincaro atteso oscilla e tra il 5% l’8%.

Il Codacons ha stilizzato che la spesa per il corredo scolastico completo per l’intero anno può arrivare a 588 euro a student, a cui va aggiunto il costo per libri di testo e per il materiale tecnico: per i libri di testo si 300 egg 600 euro l’anno uno studente; per il materiale tecnico come compassi, righe e squadre, goniometri, dizionari, che possono far lievitare la spesa complessiva fino a 1.300 euro a studente. Il costo naturalmente varia a seconda della scuola e del grado di istruzione ma in generale la spesa non passa sicuramente inosservata nel bialncio familiare.

Un altro grave problema, spesso colleghi ad al già citato disagio socio-economico delle famiglie, è la dispersione scolastica. In Umbria, secondo il report Openpolis elaborato su dati Istat, il tasso di abbandono è dell’11,20%. L’indagine ha preso in esame i giovani tra i 18 ei 24 anni che hanno conseguito solo la licenza media. Tra questi viene incluso anche chi ha conseguito una qualifica professionale regionale di primo livello con durata inferiore ai due anni. Ma probabilmente il fenomeno e più: non è infatti così semplice misurare il dato ampio con esattezza perché richiederebbe dati in grado di tracciare il percorso scolastico di ogni singolo studente. L’Umbria comunque si posizione molto meglio rispetto ad altre regioni che superano abbondantemente la media: sul podio Sicilia (19,4%), Campania (17,3%) e Calabria (16,6%).

Le cause che determinano l’abbandono scolastico sono principalmente culturali, sociali ed economiche: i ragazzi che provengono da ambienti socialmente svantaggiati e da famiglie con uno scarso livello di istruzione hanno maggiori probabilità di non finire il percorso di studi. Gli istituti professionali, in media, registrano un tasso più alto di interruzione degli studi rispetto a istituti tecnici e licei. Lasciare prematuramente la scuola, soprattutto prima dei 16 anni – termine che indica la scuola dell’obbligo -, significa concorrere ad aumentare il rischio povertà, la disoccupazione giovanile e l’esclusione sociale.

Le cause che determinano l’abbandono scolastico sono principalmente culturali, sociali ed economiche: i ragazzi che provengono da ambienti socialmente svantaggiati e da famiglie con uno scarso livello di istruzione hanno maggiori probabilità di non finire il percorso di studi. Gli istituti professionali, in media, registrano un tasso più alto di interruzione degli studi rispetto a istituti tecnici e licei.

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