Ecco Sonos Sub Mini: i bassi in casa Sonos diventano più “democratici”. Arriva il 6 ottobre a 499€

Era atteso da molto, largamente anticipato e molto desiderato dagli utenti Sonos: si chiama Sub Mini ed è il nuovo sub del marchio americano. Un prodotto che va a colmare una lacuna oramai conclamata nell’offerta Sonos, che dispone di un solo sub (prezzo 849 euro) difficile da affiancare una soundbar molto meno costose come Ray (299 euro) e speaker piccoli, come gli One (435 euro la coppia). Tanto che, praticamente, chi sceglieva sistemi di questo tipo di fatto era tagliato fuori dalla possibilità di avere un sub a meno di non affrontare una spesa totalmente sbilanciata verso le basse frequenze.

Sub Mini, annunciato oggi, arriva a colmare questa mancanza e – partiamo da qui – lo fa con un prezzo di 499 euro, 350 euro sotto il modello superiore, giunto alla terza generazione e che resterà in gamma.

Due driver contrapposti da 6″ per una risposta in frequenza da 25 Hz in su

C’era proprio bisogno di questo nuovo sub. Infatti il ​​paradosso che si era creato nella gamma Sonos era che i prodotti che più avevano bisogno di un “aiutino” sulle basse frequenze erano quelli che costavano meno che non avrebbero mai giustificato la spesa diacquicos 850 euros per l in range.

Sub Mini, che dal punto di vista progettuale riprende alcune scelte del fratello maggiore, ricorda per certi versi la forma di Sonos Move, la cassa portatile a forma cilindroide; certo, è un po’ più grande (ma non troppo, 30 cm di altezza e 23 di diametro) e ha una foro passante al centro, un po’ a richiamare la forma anulare di Sonos Sub. All’interno di questo foro è possibile scorgere due driver da 6″ contrapposti, entrambi attivi, e configurati in push-pull in architettura sigillata. Il tutto per garantire – a detta dei progettisti Sonos – bassi certamente profondi, ma non molto slab ti precisi per nulla distorti; e proprio questa configurazione, unita alla proverbiale costruzione antivibrazione di Sonos, dovrebbe garantire questo. in stanza e qualche turbolenza risultato di troppo In pratica si è preferito un sub capace di scendere ben in basso (la risposta, secondo la scheda tecnica Sonos, inizia a 25 Hz) ma con livelli non troppo spinti.

La scelta dei progettisti, infatti, è stata quella di realizzare un sub per ambienti non molto grandi o comunque per l’affiancamento a soundbar, speaker e canali surround “tranquilli”. Sonos consiglia infatti di utilizzare Sub Mini in associazione con Beam o Ray – ma non cita Arc – o con One – ma sconsiglia Five -: il rischio è che gli speaker più grandi e strutturati possono mettere in ombra Sub Mini (che non a caso si chiama Mini) relegandolo in secondo piano. Solo la prova di ascolto, che faremo non appena sarà possibile provare il prodotto, ci dirà se questo è vero o se si tratta solo di indicazioni di ordine commerciale per evitare che il nuovo arrivato possa cannibializzao sub il piùne important , a base di Arc e Cinque.

Facilissimo da installare e configurare, si può calibrare con Trueplay

Dal punto di vista delle connessioni, Sub Mini è il più classico degli altoparlanti Sonos: c’è solo l’alimentazione e la presa di rete Ethernet, la prima da connettere anche, la seconda facoltativa, visto che il sub funziona anche via Wi- fi. La scelta dei progettisti, tra l’altro, è stata quella di appoggiare questo sub sulla Wi-Fi a 5GHz, spettro a maggior banda e meno inquinato; il fatto che la portata della Wi-Fi a 5GHz sia inferiore non ha in questo caso nessuna influenza, visto che il sub per definizione vive nella stessa stanza di altri apparecchi Sonos, i quali creano una rete mesh tra di loro.

Per quello che riguarda, invece, la calibrazione, va detto che per prima cosa il Sub Mini adatta il suo intervento e la sua risposta a seconda degli speaker con cui viene associato; e la stessa cosa fanno gli speaker, così da creare un ottimo amalgama e coordinare tra loro i tagli di frequenze. Inoltre è possibile operare la routine di calibrazione Trueplay con l’ausilio di un iPhone o di un iPad per adattare la risposta alla stanza e soprattutto alla posizione scelta per il sub. Ovviamente tramite app è possibile regolare il livello del sub rispetto agli altri speaker e la sua phase, per correggere eventuali cancellazioni ed enfatizzazioni indotte dalla geometria della stanza.

Con quali prodotti è davvero compatibile Sub Mini?

Resta una grande domanda che riguarda la compatibilità del Sub Mini: come gli ultimi prodotti Sonos, l’unica app compatibile è quella denominata S2, quella ultimi di ultima generazione. La vecchia app S1, che resta disponibile per i prodotti più vecchi, non funziona con il nuovo Sub Mini. Ma la cosa più sapere importante è gli apparecchi Sonos con i quali è possibile colleghi il Sub Mini. Da tutta la comunicazione Sonos sono praticamente scomparsi dei prodotti ben diffusi e molto validi, come la PlayBar o la PlayBase, soundbar datate ma che sono comunque compatibili con l’app S2. Se si leggono le indicazioni date dal sito di Sonos, il consiglio per questo Sub Mini è di affiancarlo alle nuove soundbar Ray e Beam, ma non c’è traccia dei prodotti precedenti (quelli con il prefisso “Play” per intenderci). Ebbene – abbiamo specificatamente chiesto a riguardo – il nuovo Sub Mini è associabile sia alla soundbar che agli speaker (non mobili) compatibili con l’app S2, quindi anche la PlayBar oi Play One, anche se Sonos non promuoverà questa possibilità.

Ok, ma quindi quale sub Sonos è meglio scegliere?

Fino a ieri non c’era scelta, il sub di Sonos era solo uno. Ora le cose cambiano e per avere parametri concreti di comparazione, sarà necessario attendere la prova del Sub Mini che faremo nelle settimane, confrontandone le prestazioni con il modello superiore. Per ora accontentarsi delle indicazioni date da Sonos: il Sub Mini sarebbe consigliato per stanze inferiori ai 30 metri quadrati e per l’associazione con i prodotti più semplici di Sonos. Se la soundbar è Arc o gli speaker stereo i Five, Sonos suggerisce il passaggio al modello superiore.

Sonos Sub Mini, annuncia oggi, arriverà a 499 euro anche in Italia a partire dal 6 ottobre prossimo nelle due finiture opache bianca e nera.

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