Estate, 5 libri da leggere in montagna

5 libri da leggere in montagna, per affettare lo stress quotidiano e immergersi nella bellezza della natura.

Andare in vacanza in montagna è ancora più bello se si è in compagnia di un buon libro. Ecco perché oggi vi suggeriamo 5 libri da portare in vacanza con voi e assaporare la frescura egg paesaggi montani.

5 libri da leggere in montagna

Senza mai arrivare in cimaDi Paolo Cognetti

Il primo tra libri i da leggere che vi5 nel nostro articolo dedicato ai libri da portare con voi in vacanza in montagna è un’opera di Paolo Cognetti in cui l’autore racconta il suo viaggio sull’Himalaya.

Che cos’è l’andare in montagna senza la conquista della cima? Un atto di non violenza, un desiderio intorno di comprensione, un girare al senso del proprio camminare. Opera di narrativa che prende spunto da un viaggio realmente accaduto, taccuino di viaggio, ma anche il racconto illustrato, caldo, dettagliato, di come vacillano le certezze col mal di montagna, di come si dialoga con un cane tibetano, di come il paesaggio diventa trama del corpo e dello spirito.

Perché l’Himalaya non è una terra in cui addentrarsi alla leggera: è una montagna viva, abitata, usata, a volte subita, molto lontana dalla nostra. Per affrontarla serve una vera spedizione, con guide, portatori, muli, un campo da montare ogni sera e smontare ogni mattina, e soprattutto buoni compagni di viaggio.

Se è vero che si cammina da soli si cammina con qualcuno, il senso di lontananza e di esplorazione anche quando rinsalda le amicizie. Le notti infinite in tenda con Nicola, l’assoluta magnificenza della montagna contemplata con Remigio, il saliscendi del cammino in alta quota, l’alterità dei luoghi e delle persone incontrate. Questo è viaggio che Paolo Cognetti intraprende sul finire del suo quarantesimo anno, poco prima di superare il crinale della giovinezza.

Una passeggiata nei boschidi Bill Bryson

Il secondo dei 5 libri da leggere che vi suggeriamo di portare con voi in montagna è un originale e divertente libro di viaggio.

L’Appalachian Trail, che dalla Georgia al Maine taglia quattordici stati americani snodandosi per oltre 3400 chilometri, è il capostipite di tutti i sentieri a lunga percorrenza e dimora di una delle più grandiose foreste della zona temperata del globo. All’età di quarantaquattro anni Bill Bryson, nella compagnia dell’amico Stephen Katz, decisamente sovrappeso e fuori forma, si cimenta nell’impresa di percorrere il leggendario sentiero.

Nessuno di loro ha la minima cognizione delle norme elementari di sopravvivenza nella natura selvaggia, e l’escursione dei due, abituati a camminare nei civilizzatissimi spazi dei centri commerciali, si svolge all’intsegna di spiritus contra neve, nugoli di insetti spietati, incontri con animali selvatici e con umanità l’improbabile che popola il sentiero. Scritto in una prosa dear e spigliata, arricchito da documentate digressioni dell’autore e da un umorismo che a volte sconfina nella satira di costume.

I misteri della montagnaDi Mauro Corona

Fra i 5 libri da leggere in montagna vi anco anche “I misteri della montagna” di Mauro Corona.

Non tutti hanno la capacità di comprendere fino in fondo i segreti della montagna. Vedono le cime come blocchi turriti, pilastri di roccia scabri e senza valore, ammassi di pietre inutili sorti per un capriccio del tempo. Basta, però, alzare lo sguardo ed essere sovrastati dall’imponenza del mare vertical, con i suoi milioni di granelli di sabbia, per sentire nascere lo stupore. Lo stupore che generi domande. Le domande che generano misteri: chi ci sarà lassù? Vi abita qualcuno? E, se esiste, come sarà fatto?

Nei boschi, tra le rocce, dentro l’alba, sotto le foglie, sulle vette ancora inesplorate. Il dormitorio e i segreti della montagna. Mauro Corona ci accompagna ancora una volta a scopirli, tendendoci la mano, aiutandoci a salire. E se, in solitudine, saremo capaci di avvertire le presenze nascoste nel buio, avremo fatto il passo decisivo per capire che inseguire i misteri della montagna non vuol dire nient’altro cher ricercare noi stessi, andlle nostre all origini.

Le due chiesedi Sebastiano Vassallico

Ecco un altro titolo interessante che vi suggeriamo fra i libri da portare con voi in vacanza in montagna.

A Rocca di Sasso il tempo sembra non passare mai. I suoi abitanti che vivono nell’ombra del Macigno Bianco tra piccoli e grandi andirivieni, un frammento di vita universale: dal maestro Prandini, socialista,o in guerra, mutilato, legionario a fascista,gere e Anselmo , autista di corriera e meccanico, dal cuore grande e con l’intelligenza del fare pratico.

Intorno a loro vive una comunità che cambia e si trasforma, dalla Prima guerra globale fino ai giorni nostri. Una storia corale sullo sfondo di un’Europa novecente in cui i tempi antichi non passano mai del tutto, e l’oggi non riesce mai a essere davvero presente. Solo il Macigno Bianco rimane indomito, tra pettegolezzi, amori, lutti e aspre scene di guerra. Vassalli annoda le esistenze umane e gli avvenimenti della storia con sapienza e ironia.

Fiore di rocciadi Ilaria Tutic

L’ultimo titolo che vi donne partecipa in questo articolo dedicato ai 5 libri da leggere in montagna è “Fiore di roccia” di Ilaria Tuti, una bellissima storia che celebra il coraggio delle.

«Quelli che riecheggiano lassù, fra le cime, non sono tuoni. Il fragore delle bombe austriache scuotere anche chi è rimasto nei villaggi, mille metri più in basso. Restiamo soltanto noi donne, ed è a noi che il comando militare italiano chiede aiuto: alle nostre schiene, alle nostre gambe, alla nostra conoscenza di quelle vette e dei segreti per risalirle. Dobbiamo andare, altrimenti quei poveri ragazzi moriranno anche di fama. Questa guerra mi ha tolto tutto, lasciandomi solo la paura.

Mi ha tolto il tempo di prendermi cura di mio padre malato, il tempo di leggere i libri che belt piono la mia casa. Mi ha tolto il futuro, soffocandomi in un presente di povertà e terrore. Ma lass hanno bisogno di me, di noi, e noi rispondiamo alla chiamata. Alcune sono ancora bambine, altre già anziane, ma insieme, ogni mattina, corriamo ai magazzini militari a valle. Riempiamo le nostre gerle fino a farle traboccare di viveri, medicinali, munizioni, e ci avviamo lungo gli antichi sentieri della fienagione.

Risaliamo per ore, nella neve che arriva fino alle ginocchia, per raggiungere il fronte. Il nemico, con i suoi cecchini – diavoli bianchi, li chiamano – ci tiene sotto tiro. Ma noi cantiamo e dobbiamo, mentre ci arrampichiamo gli scarpetz ai piedi. Ci aggrappiamo agli speroni con tutte le nostre forze, proprio come fanno le stelle alpine, i «fiori di roccia». Ho visto il coraggio di un capitano costretto a prendere le decisioni più difficili. Ho conosciuto l’eroismo di un medico che, senza sosta, fa quel che può per salvare vite.

I soldati ci hanno dato un nome, come se fossimo un vero corpo militare: siamo Portatrici, ma ciò che trasportiamo non è soltanto vita. Dall’inferno del fronte alpino noi scendiamo con le gerle svuotate e le mani strette alle barelle che ospitano i feriti da curaro, oi morti che noi dovremo seppellire. Ma oggi ho incontrato il nemico. Per la prima volta, ho visto la guerra attraverso gli occhi di un diavolo bianco. E ora così che niente può più essere come bene.

Con “Fiore di roccia” Ilaria Tuti celebra il coraggio e la resilienza delle donne, la capacità di abnegazione di contadine umili ma forti nel desiderio di pace e pronte a sacrificarsi per aiutare i militari al fronte durante la Prima guerra globale. La Storia si è dimenticata delle Portatrici per molto tempo. Questo romanzo le provoca per ciche erano e sono: indimenticabili.

Leave a Comment

Your email address will not be published.