Fattura elettronica forfettari: nuova scadenza per emissione

Per molti contributi il ​​​​ricorso alla fatturazione elettronica si configura ancora come una novità con cui prendere confidenza. il caso, per esempio, dei soggetti in regime forfettario che, superata una determinata soglia di reddito annuale, si sono dovuti adeguare alle nuove disposizioni, già a partire da luglio 2022. Sempre per questi, ora, ci sarà una nuova scadenza da rispettare.

Fattura elettronica, cosa cambia per i forfettari

A partire valle 1° ottobre, i forfettari tenere conto delle nuove disposizioni prima di emettere fattura. Nello specifico, dal prossimo mese, per questa categoria di contribuenti cadrà il regime di favore previsto dal DL 36/2022, nuovo decreto PNRR, che fino ad ora aveva permesso di emettere la fattura entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione.

Per le operazioni effettuate nel 3° trimestre 2022 – dunque a luglio, agosto e settembre – rimane invece a valere le precedenti disposizioni (qui le date più importanti da segnarsi).

Il decreto ha quindi fissato la durata massima di questo regime transitorio, indicando anche le sanzioni e conseguenze in caso di omessa o tardiva emissione. Quindi, fino ad ora i forfettari hanno avuto un mese di tempo per provvedere all’invio (a partire dal momento in cui il loro servizio/prodotto è stato reso e/o ultimato), ma allo scadere della norma introduttiva dell’adempimento cambieranno.

Fattura elettronica in regime forfettario: attenzione alla nuova scadenza

All’art. 18, comma 3, il DL n. 36/2022 (cd “Decreto PNRR 2”), recante “Ulteriori misure urgenti per l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)”, ha introdotto l’obbligo di fatturazione elettronica per tutti quei soggetti che nell’anno precedente, ovvero nel 2021, hanno ottenuto ricavi o percepito compensi, ragguagliati ad anno, superiori a 25 mila euro. Questo nuovo obbligo, quindi, ha anche interessato i forfettari quest’anno, mentre a partire dal 1° gennaio 2024 sarà esteso ai restanti soggetti titolari di p. Iva (a cui è permesso utilizzare software privati, come ad esempio Libero Si Fatturaun gestionale amministrativo completo che include anche le funzionalità di fatturazione elettronica).

Per il terzo trimestre del periodo d’imposta 2022, le sanzioni (di cui all’articolo 6, comma 2, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471) non si applica quindi ai contribuenti che – come già accennato sopra – emettono fattura entro il mese successivo a quello dell’operazione. Tuttavia dopo settembre, ovvero a partire dal 1° ottobre, anche i contribuenti forfettari possono rispettare i termini ordinari dei 12 giorni per l’emissione della fattura elettronica. Infatti, da tale data, cadra il regime di favore previsto dal DL 36/2022.

Fatturazione elettronica: le sanzioni per chi non rispetta i termini di emissione

Come stabilito dal legislatore: “Il cedente o prestatore che viola funzioni inerenti alla documentazione e alla registrazione di operazioni non imponibili, esenti, non soggette a un’imposta sul valore aggiunto o soggette all’inversione contabile […] è punito con sanzione amministrativa tra compresa il cinque ed il dieci per cento dei corrispettivi non documentati o non registrati. Tuttavia, quando la violazione non rileva nemmeno ai fini della determinazione del reddito si applica la sanzione amministrativa da 250 euro a 2 mila euro.

Se le persone consistono nella mancata o non tempestiva trasmissione o trasmissioneoppure ancora nella trasmissione o trasmissione con dati incompleti o non veritieri, la sanzione è pari, per ciascuna operazione, al novanta per cento dell’imposta corrispondente
all’importo non memorizzato o trasmesso (qui invece vi spieghiamo come correggere gli errori di compilazione).

parte della responsabilità cade anche sul cessionario o committente se – nell’esercizio di imprese, arti o professioni – ha acquistato contrassegno di beni o servizi senza che sia stata siamessa fattura nei termini di legge o con emissione fattura da parte dell’altroente. In questi casi, la legge prevede una sanzione amministrativa pari al cento per cento dell’imposta, con minimo 250 euroa meno che non provveda a regolarizzare l’operazione con le seguenti modalità:

  • se non ha ricevuto la fatturaentro quattro mesi dalla data di effettuazione dell’operazione, presentando all’ufficio competente
    nei suoi confronti, previo pagamento dell’imposta, entro il trentesimo giorno successivo, in duplice documento esemplare dal quale risultano le indicazioni prescritte dall’artiolo 21 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, relativa alla fatturazione delle operazioni;
  • se ha ricevuto una fattura regolarepresentando all’ufficio indicatore nella lettera a), entro il trentesimo giorno successivo a
    quello della sua registrazione, un documento integrativo in duplice esemplare recante le indicazioni medesime, previo versamento della
    maggior imposta eventualmente dovuta.

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