‘Fuoco di Sant’Antonio’, l’esperta: “Solo chi ha avuto la varicella sviluppa il virus”

coronavirus

ROMA-L’Fuoco di Sant’Antonioconosciuto anche come il ‘Fuoco di Sant’Antonio’è una malattia di origine virale, causata dalla riattivazione del Virus Varicella-Zoster (VZV)quello che causa proprio la varicella. Spesso dopo la guarigione dalla malattia primaria, il virus resta addormentato per poi risvegliarsi con sintomatologia ed esiti molto differenziati. Tra le armi di prevenzione c’è il vaccino specifico. L’agenzia di stampa Dire ha approfondito questo argomento, troppo poco noto, con la dottoressa Emanuele Fogli, dermatologia A Ospedale San Pier Damiano di Faenza (RA).

COS’E’ L’HERPES ZOSTER E QUALE ZONE DEL CORPO COLPISCE
“L’Herpes Zoster-spiega l’esperta- è la manifestazione tardiva del ‘virus varicella zoster’ (VZV) ovvero è il virus della varicella che si può riattivarsi nell’organismo umano. Perci un soggetto non può essere affetto da herpes zoster se prima non è stato affetto dalla varicella. Ciao stesso tempo, i soggetti con herpes zoster, sono infettanti per quelle persone che non hanno contratto la varicella. La localizzazione più frequente è toracica, colpisce generalmente un lato e cioè a sinistra ao destra. Questo è facilmente spiegabile perché quando il virus si ‘risveglia’ percorre lo stesso decorso di un nervo, come una ‘strisciata’, chiamato lungo il tronco (viene dermatomero dagli specialisti il ​​tratto di carino interessato dal decorso del nervo); la seconda localizzazione per frequenza è il voltoin particolare viene interessato il trigemino. A seconda della branca coinvolta (sono tre) possono essere interessati l’occhio e la cute del cuoio capelluto, l’orecchio, il naso e anche la mandibola, sempre solo da un lato e in corrispondenza del decorso del nervo. La localizzazione del volto in genere è molto più dolorosa e brutta da vedere. Il soggetto che è stato affetto da herpes zoster può avere delle recidiva nella sua vita e non è inconsueto che venga colpita la stessa zona perché il virus, quando si ‘risveglia’ decorre lungo il nervo sempre in quel punto; il paziente si porterà avanti per tutta la vita questa infezione. Non è infatti possibile guarire definitivamente dal VZV solo, ci si può’ mettere nella condizione di evitare il risveglio, appunto, con la vaccinazione”.

CATEGORIA PIU’ COLPITE E ALTRI RISCHIO
“I soggetti più colpitis- Sottolinea l’espertasono gli anziani e tutti i soggetti debilitati in generale. In ogni fascia di età è possibile avere un episodio di zoster: anche un bambino in salute può manifestarlo, anche se non ha un’altra patologia: (questo è molto più raro) spesso sono molto Montante per i mille impegni che oggi devono affrontare la scuola allo sport alle altre attività correlate. Da non tralasciare anche la depressione del sistema immunitario legato al lungo periodo stressante che stiamo vivendo da qualche anno. Dall’esordio della pandemia da COVID-19, noi dermatologo, vediamo un è aumentato il numero di casi trovati sia come frequenza che come importanza di manifestazioni. In pratica gli osservano più herpes zoster, herpes simplex, condilomi, verruche e molluschi che sono tutte manifestazioni cutanee legate ad un virus. Questo dovuto anche alla condizione trascurata di stress e di patologia durante il periodo pandemico. Tra le categorie più a rischio oltre gli adulti e gli anziani affetti da comodità ci sono naturalmente le donne in gravidanza quelle che non sono mai entrate principalmente in contatto con il virus della varicella o dell’herpes zoster. Il virus in gravidanza può generare importanti complicazioni alla madre e al feto”.

SINTOMI E MANIFESTA ZIONIA
“I l sintomo è doppio: la cute nel tratto che sarà interessato dalla manifestazione cambia, a volte si anestetizza. Il soggetto può provare una sensazione mista tra il prurito e il puntorio. Poco dopo confrontare una ‘rosa’ di vescicolette raggruppati attorno alla zona colpita. Generalmente il tutto e accompagnato spesso da stanchezza e affticamento. Le manifestazioni sono cutanee e neurologiche. Quest’ultime si creano molti più problemi perché quando il virus si ‘risveglia’, prolifera e cammina lungo questo nervo lo disturba e se non viene bloccato la neuropatia può essere duratura (diversi mesi) persino perdurare per tutta la vitare e non tutta Evitiamo proprio questo. esiste anche l’herpes senza herpes, molto raro da osservare e da definire. Infatti colpisce solo sul nervo senza osare la manifestazione cutanea. Cioè si ha la manifestazione solo sul nervo senza avere la cute interessata dalle vescicole. Dalla mia esperienza clinica ho potuto osservare tali fenomeni, in collaborazione con i dentisti, soprattutto nel cavo orale. Nell’ultimo periodo sotto il profilo clinico mi è capitato di osservare diversi casi in questo senso”.

TERAPIA
“La terapia indicazione è l’antivirale da somministrare per bocca entro le 72 ore dall’insorgenza del sintomo insieme ai Fans cioè gli antinfiammatorio nei primi 10 giorni. Tutto ciò serve per ridurre l’infiammazione del nervo e bloccare la replicazione virale; in associazione all’assunzione delle vitamine del gruppo B che hanno funzione neuroprotettiva oltre che ricostituente per l’organismo. Più tardi si inizia peggio è per il paziente. La parte cutanea può guarire anche in assenza di terapie specifiche ma la parte del nervo comporta ,se non presa in tempo, la somministrazione di farmaci neuroprotettori e per il dolore cronico per mesi o anni con una scarsa qualità di vita paziente e un costo il Sistema sanitario nazionale (SSN). Se il paziente non guarisce può addirittura servire la terapia del dolore cronico. E’ da evitare quindi il ritardo diagnostico“.

LA VACCINAZIONE COME ARMA DI PREVENZIONE
“Non se ne parla molto, né negli ambulatori né i medici di base ma la vaccinazione contro l’herpes zoster esiste da diversi anni e rimane un’arma di prevenzione ed è importante consigliato da 65 anni venire previsto oggi dal Piano Nazionale di prevenzione vaccinale. E’ indicatore per coloro che hanno avuto la varicella per evitare la recidiva. Si può vaccinare già il 50enne a rischio e il 18enne con patologia e immunodepressione per esempio. Al contrario se il paziente non ho avuto la varicella il vaccino non serve se non ad evitare la varicella nell’adulto che resta sempre una manifestazione molto più impegnativa ea rischio di complicanze rispetto al bambino. E’ bene in questi casi vaccinarsi contro la varicella fin da piccoli, che oggi rientra nel pacchetto delle vaccinazioni obbligatorie per i piccoli”, ha concluso la dottoressa Fogli.

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