Hamilton e Russell clienti scomodi per Red Bull e Ferrari in Ungheria

La tredicesima tappa del Mondiale è già alle porte e potrebbe regalare scenari inaspettati nella corsa al titolo

Nell’ultimo decennio di storia della Formula Uno solo in rarissime occasioni il primo gradino del podio è sfuggito alle “Tre Sorelle” Red Bull, Ferrari e Mecedes. Si contano sulle dita di una mano gli exploit 2020 (Perez con la Racing Point a Sakhir, Pierre Gasly con la Alpha Tauri a Monza) e 2021 di Daniel Ricciardo (per il secondo colpo ad effetto consecutivo a Monza) e di Esteban Ocon su Alpine a Budapestprossima ed imminente tappa del Mondiale in corso.

Ed è qui che interviene l’effetto straniante, perché domenica 31 luglio all’Hungaroring a mettere nel mirino un exploit “isolato” è la Mercedesquest’anno eccezionalmente (dalla parti di Stoccarda lo sperano molto) in versione outsider, terza incomoda e magari arbitro del Mondiale.

Il secondo ed il terzo posto centrale al Paul Ricard da Lewis Hamilton e George Russell per… gentile concessione della Ferrari presentatore rap il miglior risultato di squadra delle Frecce d’Argento in questa stagione. Proprio nel GP che ha dato il via al girone di ritorno, Hamilton e Russell sono per la prima volta saliti insieme sul podio stesso: quinta apparizione personale per il Re Nero (la quarta consecutiva!), la quarta invece per il pilota che all’ inizio dell’anno ha preso il posto di Valtteri Bottas a fianco di Lewis.

Senza ombra di dubbio, a spianare la strada ai due piloti mercedes (trasformando un buon risultato final appunto nell’attuale clou del 2022 del team “stellato”) sono stati l’errore di Leclerc al 18esimo giro del GP di Francia e le peripezie “regolamentari” di Sainz tra prove e gara. Altrettanto certo è però la crescita della Mercedes a partire dall’inizio dell’estate. La W13 ed i suoi piloti non sembrano insomma… patire il caldo e le chances di vittoria nel GP d’Ungheria non sono da sottovalutare.

Viene insomma da dire “Di nuovo in gioco”, riprendendo il titolo di un film di dieci anni fa con Clint Eastwood nel ruolo di protagonista. Proprio per via della curva di rendimento in continua “impennata”, la vittoria di Hamilton al suo GP numero 301 oppure quella del “principino” Russell nel Mondiale non potrebbero in ogni caso essere considerato alla stregua di un exploit isolato, come nel caso del successo di Ocon dodici mesi fa. Ciò che apre prospettive interessanti ed anche un po’ inquietanti (dai diretti interessati) sulla sfida per il titolo tra Verstappen e Leclerc.

Difficile se non impossibile dire ora se una Mercedes di nuovo al top (Lewis tra l’altro ha vinto otto volte a Budapest, il doppio di Michael Schumacher) farebbe il gioco delle Rosse oppure quello dei Tori. Verrebbe da dire quello della Ferrari, che punta “necessariamente” ad una doppietta da pieno rilancio nel GP d’Ungheria, dispone della monoposto più veloce del lotto e può quindi sperare che la Mercedes possa mettere in difficoltà il campo avversario.

Gli scenari però in Formula Uno non sono mai così netti e definiti, a fare la differenza sono moto spesso le sfumature, o per meglio dire gli episodi: basti pensare al GP di Francia ed al successo inopinatamente gettato al vento da Leclerc. Per una nuova classifica Costruttori che vede la Mercedes più vicina alla Ferrari (270 punti a 314) di quanto la Casa di Maranello sia alla capofila Red Bull, a quota 396.

Sarà tutto più chiaro dopo la pausa estiva che… entra in vigore all’indomani del GP d’Ungheria. Escludendo un clamoroso rientro di Hamilton oppure di Russell nel vivo della corsa al titolo (altamente improbabile!), molta parte della minaccia Mercedes e del suo peso nei destini del Mondiale in corso dipenderà da tempi e modi dello “switch” del team delle Frecce d’Argento tra le proprie residue chances 2022 e lo spostamento del focus nella prossima stagione.

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