i miliardari Usa a caccia di nichel e cobalto in Groenlandia- Corriere.it

Bill Gates, Jeff Bezos, Micheal Bloomberg: il nuovo oro il cobalto e l’Eldorado dove i Paperon de’ Paperoni lo stanno cercando non il Klondike bens la Groenlandia. l che i tre miliardari americani stanno dando la caccia al minerale raro, usato prevalentemente nelle apparecchiature elettroniche e nella produzione di batterie per le auto elettriche, diventato cruciale per la transizione energetica. Complice il cambiamento climatico che sta sciogliendo i ghiacciai, l’isola pi grande del Pianeta che si trova tra Canada, Islanda e Mar Glaciale Artico ha attirato l’attenzione di miliardari visionari che stanno finanziando la Kolella Metals, startup 2018 e sostenuta inizialmente dal fondo Breakthrough Energy Ventures di Gates e Bezos. Gli azionisti includono anche la societ di venture capital della Silicon Valley Andreessen Horowitz e la compagnia petrolifera norvegese Equinor.

Il Google Maps della crosta terrestre

Si tratta di una societ di esplorazione mineraria, che lo scorso febbraio ha raccolto quasi 200 milioni di dollari e sta conducendo le ricerche sul campo. KoBold sfrutta l’intelligenza artificiale e utilizza algoritmi di elaborazione dei dati per costruire quello che stato definito come il Google Maps della crosta terrestre. La tecnologia pu individuare risorse che potrebbero essere sfuggite ai geologi e aiuta a decidere dove acquistare terreni da trivellare. Un team di trenta persone tra geologi, geofisici, piloti di elicotteri e meccanici si sono accampati nella zona delle colline e delle valli dell’isola di Disko e della penisola di Nuussuaq convinti che i minerali rari siano l sotto. Stiamo cercando un giacimento che sar il primo o il secondo giacimento di nichel e cobalto pi significativo al mondo, ha dichiarato alla Cnn Kurt House, amministratore delegato di KoBold Metalsh che per le esplorazioni ha stretto diuna all partnership con Bluesa quota, con Bluesa londra.

Le terre rare

La Groenlandia, una nazione che fa parte del Regno di Danimarca, ha sotto ai ghiacci un milione e mezzo di tonnellate cubiche di terre rare, gruppo di 17 elementi chimici fondamentali per la produzione dei microchip, cellulari, computer, televisori, Schermi, tricveicoli elet e ibridi, turbine, magneti per pale eoliche, pannelli fotovoltaici, materiali composti avanzati. Ed per metterci le mani sopra che nel 2019, l’allora presidente statunitense Donald Trump fece circolare l’idea che Washington avrebbe potuto comprare la Terra Verde (dal nome danese Grnland) da Copenhagen. Anche alcune aziende cinesi avevano proposto una serie di progetti, in particolare lo sfruttamento di un giacimento di uranio e di terre rare nel Sud dell’isola, il Kvanefjeld. E porta anche in Groenlandia la rivalit economica tra Washington e Pechino.

Lo strapotere della Cina

Gli interessi per gioco sono altissimi. io maggiori produttori mondiali di cobalto e litio sono Australia, Repubblica Democratica del Congo e Cina, che controllano più di tre quarti del mercato. I governi occidentali che vanno verso la transizione all’energia verde e rinnovabile sono da tempo in allarme per il controllo di Pechino sulle catene di approvvigionamento di litio e cobalto. Il quasi monopolio cinese si basa sulla sostanziale propriet di buona parte delle miniere in Congo (produttore fino al 62% del fabbisogno globale), un raffinato sistema che – secondo gli analisti internazionali – mette insieme finanziamenti apparenti africane per ailo per ailo diritti di sfruttamento dei giacimenti, presenza di tecnici e operai cinesi, controllo delle esportazioni e dei trasporti marittimi. Ma Pechino non si ferma all’Africa: sta studiando un percorso di diversificazione della catena di rifornimento del prezioso minerale, rivolgendosi all’autorit di Giacarta. Nei mesi scorsi la cinese Huayou Cobalt ha annunciato il proposito di investire 1,28 miliardi di dollari per l’estrazione del cobalto proprio in Indonesia.

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