I social network sono morti: le persone sono state sostituite dai contenuti

Prima dell’accesso, Facebook promette che “ti aiuta a connetterti e rimanere in contatto con le persone della tua vita”.

Se ciò era probabilmente vero molti anni fa, oggi la realtà è diversa: i social network sono morti. O almeno, lo sono nell’accezione di piattaforme destinate a creare connessioni fra le persone; e sono sempre di più, invece, piattaforme per i contenuti di intrattenimento.

L’obiettivo non è più mettere in relazione le persone fra di loro, più contenuti coinvolgenti alle persone. Negli intenti, social network come Instagram sono più vicini a Netflix che alla loro missione iniziale.

Un satellite ha monitorato la ripresa delle emissioni di CO2 a fine pandemia. Il video è formidabile

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TikTok ha cambiato tutto

Non è successo tutto da un giorno all’altro, nonostante i cambiamenti siano stati sotto gli occhi di tutti: l’accentramento delle attenzioni sui “mi piace”, che ha creato una competizione sempre più spinta verso la viralità; la creazione di pagina e profilo pensati per ottenere grandi volumi di traffico, cercando di sfruttare il funzionamento di Facebook, trasformando le persone in metriche misurabili. E i numeri più alti hanno vinto sui numeri più bassi, plasmando pian piano la forma e la sostanza dei social network.

Una trasformazione che poi è stata accelerata dall’avvento di TikTok. TikTok non ha mai voluto essere un social network: spazio ampio al video, un’intera sezione “Per te” dedicata alla scoperta di nuovi contenuti da guardare, ma non di nuove persone con cui interagire.

TikTok non ha mai voluto essere un social network, ma sempre una piattaforma per l’intrattenimento. Nel farlo ha attirato così tanta attenzione su di sé, soprattutto da parte delle persone più giovani, che alla fine ha trascinato dietro di sé anche i due principali social network al mondo: Instagram prima e Facebook poi.

Fin dall’avvento dei Reel su Instagram, brevi video di sessanta secondi al massimo che hanno ripreso il formato popolare da TikTok (che ora permette di caricare video lunghi fino a dieci minuti), il social network ha cambiato faccia. E per un motivo semplice: quel tipo di contenuti aumentava il coinvolgimento degli utenti più delle foto degli amici.

Il cambio di rotta è stato reso evidente quando Adam Mosseri, amministratore delegato di Instagram, ha detto che Instagram non era più “l’applicazione per condividere le foto o l’app delle foto quadrate“, un luglio dell’anno scorso.

Niente che abbia sorpreso chi frequentava il social network; ma una dichiarazione pubblica d’intenti è comunque un importante cambio di passo: il futuro mosaico era un fatto di video, Reel e contenuti consigliati anche da persone che non fanno parte della cerchia di “amici”.

Poi Facebook ha seguito. Il più recente aggiornamento dell’applicazione ha spezzato in due i feed: da una parte, nella scheda principale, i contenuti consigliati dall’algoritmo, con tanto di Storie e Reel in evidenza nella parte superiore della Schermata; da un’altra parte, in una scheda separata, un feed cronologico per gli aggiornamenti dagli amici condivisi, dalle pagine o dai gruppi.

I creatori di contenuti hanno “ucciso” i social network

Un cambiamento che significa una cosa: Facebook è un’idra senza più un’identità riconoscibile; e le foto uovo video condivisi con gli amici sono storia vecchia.

Meta, che controlla Facebook, Instagram e WhatsApp, ha bisogno di coinvolgere le persone e non di farle connettere; ha bisogno che non sia più tempo sulle sue piattaforme online. Se ciò significa cambiare rotta – passando da una rete social a una piattaforma di intrattenimento – così sia.

I social network hanno creato nuove figure: gli influencer ei creatori di contenuti. Persone, cioè che ogni giorno pubblicano contenuti pensati per interagire con le persone. I più bravi riescono ad aggregare un folto gruppo di follower; gli altri ci provano.

In entrambi i casi, le due figure hanno ucciso metaforicamente la piattaforma che li ha formati, costringendola a cambiare.

I creatori di contenuti – “amici” o no non fa più differenza – sono diventati ancora più centrali proprio perché creano contenuti di intrattenimento che coinvolgono le persone facendole spendere più tempo nell’applicazione. Affinché ciò sia possibile, l’algoritmo di Facebook e di Instagram è dovuto diventare qualcos’altro. Non consigliare i post degli amici, ma i contenuti di chiunque.

Nonostante le vicede arzigogolateanche la visione di Elon Musk per il futuro Twitter nella direzione di una piattaforma più vicina a WeChat, applicazione omnicomprensiva cinese con cui fare praticamente tutto, e TikTok, che a un social network tradizionale. Altra dimostrazione di come oggi i social network non sono più attraenti.

Nel frattempo Twitter ha introdotto le sue audio – gli Spazi – e ora mira a integrare formati di note simili alle newsletter direttamente nella piattaforma (dopo aver acquisito il servizio di newsletter Revue a gennaio 2021).

I social network sono morti, uccisi dalle creature che loro stessi hanno creato: gli algoritmi e gli influencer.

Ora spazio ai contenuti. Venghino, signori. Venghino.

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