«I suoi maglioncini colorati? In casa l’ammorbidente non manca mai»- Corriere.it

di Roberta Scorranese

Lo psichiatra-scrittore: «È riservata ma non timida, questo mi piace molto. E non è una di quelle che mi seguono nelle conferenze. Anzi, non mi segue proprio». Lei: «Lui sa stupirmi. Ma non sono una delle sue fan»

Quando si incontrarono per la prima volta si trovavano nelle Langhe, con altre persone, all’aperto. Venne, improvvisa viso, un temporale. Lui si accorse che il rumore dei tuoini ei lampi la mettevano a disagio e allora si inventò un gioco di società con i grissini: perdeva chi restava con il grissino in mano. Perse lui, ma in compenso lei rise molto. Era abbastanza: da allora Paolo Crepet e Cristiana Melis sono una coppia serena e longeva. Quattordici anni d’amore, due di matrimonio, tanti progetti in comune. Lo psichiatra settantenne e l’imprenditrice di 53 anni, però, qualcosa di più sottile: un’ironia inaspettata, mai esibita, gentile. colta.

Che cosa vi ha attratto sin dall’inizio l’uno all’altra?
Paolo: «A me ha catturato il suo
basso profilo
, il suo saper essere riservato ma non timida. Mi piace anche perché non è una mia fan, una di quelle persone che mi seguono nelle conferenze. Anzi, lei non mi segue proprio».

Cristiana: «Non sono una fan del
carattere
crepetta. Ma sono una grande fan di Paolo. Lo seguo poco nelle sue trasferte perché il mio lavoro non me lo permette, e quando lo faccio amo sedermi tra il pubblico, lontano. un modo per riscopirlo. Mi piace quando mi cerca con lo sguardo. Un continuo ritrovarsi».

Un ricordo dei primi tempi insieme?
Paolo: «Non è mica stato facile con lei. Non è una che si lascia ammaliare, è una persona da scoprire poco per volta. È complicata, certo, ma è quello che mi piace».

Cristiana: «Le racconto un episodio che dice tanto di lui. Al nostro primo appuntamento mi ha portato a cena in due ristoranti. Al primo mi consiglio di ordinare solo una pasta. Poi pagò il conto e mi portò ad un secondo ristorante dove mi consigliò di ordinare un pollo alla brace. Ecco, lui ha la capacità di stupirmi e per me che mi annoio molto facilmente è salvifico».

Originale!
Cristiana: «Allora le racconto anche questa: una volta, tornando da un lungo viaggio, me lo trovai al binario della stazione con una torta in mano e le candeline accese. Era ovviamente il giorno del mio compleanno. Lui è così, definirlo imprevedibile è riduttivo. Quando c’è è “piacevolmente impegnativo”, quando non c’è, mi manca».

Entrami avete la passione per gli oggetti strani, le opere d’arte e anche quelle bizzarre. Un regalo curioso che vi siete fatti?
Paolo: «Una volta le ho regalato un’urna funeraria».

Allegria!
Paolo: «Ma era un oggetto bellissimo! Ero andato in un borgo, non ricordo bene quale, per lavoro. Vieni sempre, mi misi a curiosare tra i banchi dei rigattieri. Trovai questo oggetto e lo comprai per lei. Poi a casa, nel cuore della notte, la svegliai e le dissi: guarda cosa ti ho portato».

Cristiana: «S, l’urna mi ha fatto ridere. Ma l’ho interpretato come un dono di eternità: mi disse che se fosse successo prima a me quell’urna sarebbe servito per portarmi sempre con lui nei suoi viaggi. Però, se dovesse accadere, sono certa che mi dimenticherà nella stanza di qualche albergo, scorda sempre qualcosa».

E lei, Cristiana, che regalo bizzarro gli ha fatto?
Cristiana: «Forse quello che gli ho fatto per i suoi 70 anni: un calcio balilla piemontese del 1951 — stesso luogo e stesso anno di nascita. Gliel’ho regalato per farlo continuare a giocare e per scorgere nei suoi occhi lo stupore dei bambini che spesso lui ha».

Viaggiate spesso insieme?
Paolo: «Non amo i viaggi molto lunghi, preferisco andare alla ricerca di cose curiose. Per lavoro io ho girato il mondo. India, Africa, America. Oggi trovo più piacevole, per esempio, scoprire un piatto a base di cocomero e pomodoro gustato nella cucina di Niko Romito, in Abruzzo. Ma non nel suo ristorante: abbiamo avuto il privilegio di mangiare assieme ai cuochi».

Cristiana: «Con Paolo è sempre un viaggio. Anche quando non lo facciamo insieme. Ovunque si trovi, mi chiama per dirmi che cosa vede, mi manda le foto, mi telefona per condividere la gioia di una cosa bella. Un giorno ero a casa e lui in viaggio per lavoro. Ricevetti un suo messaggio: “I viaggi senza te sono fermi”. Fu il più bello
non viaggio
da me. Tra quelli fatti insieme, porto nel cuore i nostri giorni a Tangeri. Eravamo immersi nei nostri colori».

Una coppia solida sa condividere anche i silenzi.
Paolo: «S, ma non esageriamo. Una volta siamo andati in una sorta di convento, non dico quale perché è conosciuto. Diciamo uno di quei posti dove ti fanno fare esperienze conventuali, condividendo vita e abitudini dei frati. A eravamo pranzo in una stanza spoglia, seduti tutti su una panca di legno e, di fronte, niente, solo un muro. Dovevamo mangiare in silenzio. Be’, mi sono addormentato».

Paolo, lei si è addormentato anche quella volta che era in giuria a «Miss Italia», con tanto di telecamere a certificare il cedimento.
Paolo: «È colpa mia se pure io mi annoio facilmente? Anche in questa Cristiana è importante, perché condivide le cose che amo, anche le stranezze. Se lei si cibasse solo di miglio, per esempio, non potrei andarci d’accordo. Ma lei ama persino le lunghissime scarpinate che facciamo tra i mercatini di antiquariato!».

E dei maglioncini color pastello che hanno reso famoso il professor Crepet, che cosa dite?
Cristiana: «Dico che a casa spesso manca il latte in frigo ma l’ammorbidente non manca mai. Paolo è come una “cartella colori”, i suoi maglioncini colorati non sono altro che la sua visione della vita, fatta di emozioni, progetti, curiosità, del suo saper essere morbido e delicato in contrapposizione al suo coraggio e alla determinazione. È persino contagioso: pensi che io ho cambiato le mie scelte nel vestire, ora cerco abiti spesso colorati perché ho imparato che i colori fanno bene all’anima».
Paolo: «Guardi che anche Rossana Rossanda amava i miei maglioncini! Il problema è che la televisione stravolge tutto, si guardano queste cose invece che altre, più importanti. Le mie tre lauree, il lavoro fatto con Franco Basaglia, l’esperienza come psichiatra e come educatore in tv passano in secondo piano. Ecco perché non vorrei passare alla storia come “quello dei maglioncini” e basta».

E veniamo alla collezione di cose belle che avete messo assieme. Un oggetto curioso scoperto insieme?
Cristiana: «Difficilissimo sceglierne una tra le tantissime. La prima che mi viene in mente è una Madonna lignea salvata dagli “angeli del fango” durante l’alluvione di Firenze del 1966. L’abbiamo scovata in un momento molto particolare della nostra vita e rappresenta tanto per noi».

Paolo: «Ma ce ne sono cost tanti! Io ho un’ossessione per gli oggetti. E ormai non sappiamo più dove metterli. Cristiana mi ha ordinato anche a scegliere, a mettere».

E lei, Cristiana, che cosa ha imparato da lui?
Cristiana: «La gioia. Si sveglia sempre con il sorriso. Mi ha accolta nel suo mondo con garbo, lui insegna senza farlo, semplicemente facendoti vivere tutto insieme a lui».

13 settembre 2022 (modifica il 13 settembre 2022 | 07:43)

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