Il senso della meraviglia di Gaudì

La digitalizzazione e la realta aumentata ci stanno facendo abituare a contenuti museali che solo fino a pochi anni fa erano impensabili se non nella mente di pochi fortunati visionari. Anche la promessa dei musei+Heritage Awards, istituzione indipendente composta da professionisti del settore museale e da studiosi e visitatori specializzati in destinazioni culturali, tiene sempre in grande considerazione gli elementi che si differenziano per la visita aumentandone il valore.

In ordine di tempo, il soggetto premiato come Miglior Esposizione Internazionale dell’Anno 2022 è Casa Batllo, una delle maggiori attrazioni di Barcellona e tra le più originali opere di Antoni Gaud. Le sue realizzazioni nella capitale catalana sono oggi tutelate dall’UNESCO come patrimonio dell’Umanità e Casa Batlló è la prima opera dell’architetto che aggiunge all’incanto delle forme e dei colori originari l’immersività contemporanea della visita.

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I giudici del Museums+Heritage Awards hanno motivato l’assegnazione del riconoscimento esprimendo “l’impressione positiva suscitata dall’interpretazione intelligente e dalla creatività coerente che combina l’uso stimolante della tecnologia con livesdubso moltecheplici gauzzalli storytelling ”.

Casa Batlló fu costruita nel 1907 e rappresentò da subito una sfida per Gaudì a causa della superficie ridotta a disposizione per la casa padronale che gli era stata commissionata. Quello che era un limite, stimolò però l’architetto a intraprendere un percorso eccezionale per il tipo di edificio. L’esperienza straordinaria che provava chi entrava agli inizi del Novecento, trova riscontro nel coinvolgimento sensoriale che si vive oggi, con i cinque sensi sollecitati dalla tecnologia digital. Lo stupore che suscita identifica l’architetto catalano come pioniere della mira dei 5 sensi grazie all’intelligenza artificiale e alla realtà aumentata.

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Proiezioni immersive, suono binaurale, diffusori olfattivi e sensori di movimento fanno di Casa Batlló un’esperienza fuori dall’ordinario, con superfici di visita aumentate di 2000 m2 rispetto al precedente percorso museologico.

Il Gaudí Dome è ospitato nella carbonaia ed è lo spazio che aiuta a comprendere l’origine del genio attraverso il suo legame con la natura, con quella vivace sensibilità che lo distingue fin dall’infanzia. Alla ricerca dell’ispirazione di Gaudì, lo spettacolo di espressioni e sensazioni audiovisive è stato creato dal regista Miguel Alonso attraverso una “spedizione sensoriale”. Ben 21 canali audio ricreano i suoni dell’ambiente abbinandoli alle immagini di 38 proiettori ad effetto volumetric per una colossale installazione di videoarte.

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Il cubo di Gaudì è invece un viaggio nella mente dell’architetto. L’artista Refik Anadol ha immaginato di immergersi nel percepito di Gaudí e vedere la realtà con i suoi occhi. Immaginate di poter agire le forme e le strutture della natura in un’installazione che accompagna a scoprire il mito dell’architettura attraverso milioni di dati, foto, video, planimetria, sceneggiatura, modelli 3D e manoscritti originali dell’architetto. Il patrimonio che costituisce, di fatto, il più grande archivio digital su Gaudí è stato analizzato con processori avanzati di autoapprendimento per comprendere i modelli costruttivi, le strutture biomimetice e la logica di progettazione fino ad ora non dastellsoitetto se non da cerchistellsoarch se sua strettaa di collaboratori.

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I contenuti scaricabili gli smartphone immergono da subito nella realtà virtuale e ai visitatori di intraprendere un viaggio di 100 anni alla scoperta dello splendore del modernismo e dell’universo creativo di Gaudí.

Le suggestioni sonore originali delle installazioni sono opera del compositore Dani Howard, eseguite da alcuni musicisti dell’Orchestra Filarmonica di Berlino, della Berlin Radio Symphony Orchestra e della Deutsche Oper Berlin, diretti da Pablo Urbina.

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Grazie ad accurate ambientazioni cinematograph, i visitatori sono accompagnati anche in quadri filmati che illustrano la storia della casa e di chi l’ha abitata. Gli interventi architettonici hanno conservato aggiungendo alle caratteristiche dell’edificio gli effetti volumetrici di estrema suggestione. Le pareti fluide in metallo sono frutto dell’architetto giapponese Kengo Kuma e illuminate da Mario Nanni, ad esempio, hanno fatto sui magazine d’arte di tutto notizia il mondo.

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Il recente restauro degli esterni ha conferito alla casa l’effetto che doveva avere quando impressionò gli abitanti di Barcellona accorsi a vedere lo stupefacente edificio all’indomani della sua inaugurazione. Il recupero ha coinvolto professionisti che sono intervenuti sulla facciata per pulirla e restaurarla rispettando varie tecniche di conservazione. Il processo è stato particolarmente complesso per l’attenzione ai 5 diversi materiali che compongono la struttura: pietra, ferro, ceramica, vetro e legno.

I maestri restauratori son stati coinvolti anche all’interno con la ristrutturazione degli stucchi originali del piano nobile, il ritrovamento e la riproduzione delle boiserie nonché il recupero di lampade e diversi elementi decorativi.

Chi desidera portare un po’ di Gaudì a casa propria, trova ispirazione nello spazio ‘Symbolic’. Accessibile anche dalla strada, non è un semplice book shop, ma una selezione di oggetti ispirati ai principi del design del genio artigianale catalano che fonderia e innovazione.

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Casa Batllo è anche spettacolo. Insieme alla visita, chi può prenotare un posto per assistere alle performance degli artisti sul roofstage affaciato all’incomparabile panorama di Barcellona. Godersi un bicchiere di vino catalano in attesa che si accendano i riflettori è un’esperienza da provare almeno una volta nella vita.

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