Il Signore degli Anelli: gli Anelli del Potere, il cast svela dettagli sulla serie in tre lunghi Q&A! | tv

Dopo il lungo panel nella gigantesca Sala H del San Diego Comic-Con un nuovo, durante il quale sono state mostrate cinque scene e il nuovo trailer (qui tutti i dettagli e le date), il cast de Il Signore degli Anelli: gli Anelli del Potere ha partecipato ieri a tre domande e risposte in streaming in cui gli attori della serie hanno risposto a numerose domande sui personaggi, sulla trama e lavorazione della prima stagione.

Vi proponiamo qui sotto i video e alcuni degli spunti più interessanti da noi trascritti!

Il Q&A con Morfydd Clark (Galadriel), Charlie Vickers (Halbrand), Cynthia Addai-Robinson (Míriel), Trystan Gravelle (Pharazôn), Maxim Baldry (Isildur), Lloyd Owen (Elendil), Ema Horvath (Eärien), Leon Wadham ( Kemen)

  • Morfydd Clark spiega che la parte più complessa delle riprese del Naufragio nei Mari Separanti è stato, per lei, nuotare con addosso degli abiti perché ha reso molto più difficile i movimenti.
  • Lloyd Owen: “Numenor è una specie di impero romano greco Bizantino all’apice del suo splendore. Sono super-umani, perché parte del loro lignaggio è mezzo elfico, da Elros, vivono vite anni lunghissime, 350. Ma li troviamo all’inizio di una potenziale polarizzazione tra una visione più nazionalistica e una più leale agli alleati elfi, i quali assieme ai Valar donarono loro l’Isola di Numenor nella prima Era, per aver combattuto con loro contro Morgoth.
  • Leon wadham ha spiegato che Kemen è il figlio del potente cancellatore Pharazon, un ragazzo viziato che ha sempre dato per scontato il proprio ruolo nel mondo. Suo padre è ossessionato dalla sua eredità, e suo figlio ha qualcosa a che vedere con essa.
  • Emma Horvath interpreta invece la sorella di Isildur, Eärien, un personaggio inventato. “È un ruolo non fisico ma intellettuale,” spiegando di aver imparato a scrivere in elfico con l’aiuto di Daniel Reeve, l’uomo che ha ideato la calligrafia di Bilbo. Non conosciamo l’alfabeto numenoreano, quindi è stato inventato per la serie.
  • Tristano Ghiaia spiega che Pharazon è un consigliere della regina Miriel ed è un capo delle gilde, è un “vero servitore di Numenor”, ​​occupandosi di gestire i rapporti tra i lavoratori ei regnanti. È anche uno degli uomini del Re. Essendo un’isola, si pensa che Numenor sia una “masterclass nella coesione sociale”, ma in realtà ci sono “delle fratture nelle sue radici”, con uno scisma tra i fedeli (che celebrano e ricordano le loro origini elfiche, parlando Quenya e accettano spiritualmente il loro destino, cioè la morte) e gli uomini del Re, molto più numerosi, che vogliono parlare Adunaico, il linguaggio degli uomini accettano la morte come un “dono dei Valar”, preferendo quindi principio di “qui e ora”.

Il Q&A con Ismael Cruz Córdova (Arondir), Nazanin Boniadi (Bronwyn), Tyroe Muhafidin (Theo), Markella Kavenagh (Elanor “Nori” Brandyfoot), Megan Richards (Poppy Proudfellow), Daniel Weyman (lo Straniero), Dylan Smith (Largo Brandyfoot) e Sara Zwangobani (Marigold Brandyfoot)

  • Ismael Cruz Cordova spiega che suo il personaggio, l’elfo silvano Arondir, “viaggia molto per tutta la stagione”, e ha molte scene d’azione quindi ha dovuto addestrarsi e allenarsi molto per la parte. “Abbiamo unito varie arti marziali e abbiamo creato uno stile molto particolare di combattimento per lui”.
  • Markella Kavenagh: “Interpreto Nori, è una pelopiede molto curiosa e risoluta, è convinta che la paura del rischio è più grande del rischio stesso, ea volte bisogna semplicemente rischiare. Vuole credere che i rischi servono a trovare delle soluzioni… È empatica, amichevole e altri volte molto frustrante per i suoi amici e famigliari. Ma è piena di amore!”
  • Megan Richards: “Poppy è la migliore amica di Nori ma è il suo total opposto. Poppy è più cauta, cerca di frenare Nori, ma non ci riesce mai. La nostra è una comunità di pelopiedi nomadi, ci muoviamo su dei carrelli sono le nostre case. In pratica portiamo le nostre case sulla schiena! Siamo sopravvissuti, è una comunità molto profonda, con un passato alle spalle e la casa sulle spalle, passiamo la stagione a migrare vivendo nelle terre selvagge. Dobbiamo tutti fidarci l’uno dell’altro”.
  • Dylan Smith: “Per girare le scene dei pelopiedi siamo tornati alle origini, ai film di Peter Jackson, cercando di realizzare tutto dal vivo. Per esempio, mangiamo delle bacche, e così sul set c’erano delle bacche gigantesche. Io sono uno dei pelopiedi più grandi, e dovevo interagire con un gigantesco che appartiene a una razza olandese e che pensavo che possa divorare la mia testa in un boccone. Non riuscivo a capire perché mi avevano dato un coniglio gigante, ma era per farmi sembrare più piccolo”.
  • Sara Zwangoban: “Sono state realizzate anche varie versioni dei carri, di dimensioni diverse, per poter realizzare gli effetti di scala. L’interno dei carri erano le nostre case, erano tutti realistici, non c’era CGI né green screen. Avevamo una quantità immensa di set reali”.
  • Daniel Weyman: “Il mio personaggio è misterioso. Per capire chi è guardare la serie, scoprire le sue intenzioni. Posso dire che ha degli obiettivi molto precisi e che li persegue con grandissima convinzione e decisione. […] Passa molto tempo con i pelopiedi, e insieme non abbiamo incrociato le storie degli altri personaggi della serie, per ora”.

Il Q&A con Robert Aramayo (Elrond), Benjamin Walker (Gil-galad), Charles Edwards (Celebrimbor), Owain Arthur (Durin IV) e Sophia Nomvete (Disa)

  • Robert Aramayo: “È un mezzelfo, la sua figura mi ha sempre intrigato e mi affascinava l’idea di mostrare la sua evoluzione, avendo lui un passato molto ‘famoso’. […] Ho studiato un po’ di elfico […] ho studiato i materiali della Prima Era e moltissimo è legato, in qualche modo, al personaggio di Elrond”.
  • Owain Arthur: “Ogni mattina impiegavo 3 ore per il trucco e parrucco, e la sera 45 minuti per togliermi tutto. Stare seduti lì per ore, vedendo nascere Durin phase dopo phase, era stato molto emozionante. […] La barba era composta da 16 pezzi. […] E c’erano delle zip sul costume che mi permettevano di andare in bagno”.
  • Benjamin Walker: “La nostra storia è un classico di Tolkien. Gil-galad è consapevole, spesso riesce ad anticipare i cambiamenti, manel trailer dice che ‘stanno iniziando i giorni di pace’… Vedremo cosa significa. […] pesante la testa di chi una corona, e lui è un personaggio che ha visto moltissimi suoi cari morire e ha dovuto imparare a essere forte per avere ancora speranza”.
  • Carlo Edwards: “Nei libri non c’è molto su Celebrimbor, ho dovuto fare molte ricerche. Ci sono due o tre abbozzi su di lui nei libri di Tolkien, versioni varie. Elrond ne parla nel Signore degli Anelli, poi Gandalf a Moria… ma grazie al fatto che sappiamo poco su di lui abbiamo avuto la libertà di Riempire gli spazi (ovviamente basandoci e ispirandoci sugli scritti di Tolkien)”.

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Il Signore degli Anelli: gli Anelli del Potere andrà in onda su Prime Video a partire dal 2 settembre. Trova tutte le notizie sulla serie nella nostra scheda.

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