Kyrsten Sinema, «il grande mistero» della senatrice democratica che difende i super manager e blocca le leggi a favore dell’ambiente- Corriere.it

di Giuseppe Sarcina

Da giorni tiene in ostaggio anche la «tassa minima» al 15% per le società e la possibilità per Medicare, la copertura sanitaria Federal per gli anziani, di negoziare direttamente il prezzo delle medicine

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
WASHINGTON «Il nostro ufficio è qui per servirvi», si legge sul sito della Senatrice Kyrsten Sinema, 46 anni. Ma nessuno a Washington ha ancora capito per «servire chi». I parlamentari democratici, in teoria i suoi colleghi, sono esasperati. Sinema, da sola o in combinazione con il senatore Joe Manchin, ha sfigurato il programma dei progressisti. In un anno e mezzo di legislatura ha dato il via libera solo al disegno di legge rispetto alle infrastrutture (ridotto a un terzo al piano originario) ea una modesta misura per il controllo sulla vendita delle armi negli USA.

Da qualche giorno tiene in ostaggio l’«Inflation Reduction Act», il pacchetto legislativo che contiene 369 miliardi di investimenti per la conversione energetica; la «tassa minima» già 15% per le società; la possibilità per copertura medica, la copertura sanitaria federale per gli anziani, di negoziare direttamente il prezzo delle medicine. Dopo mesi di negoziazione il leader dei senatori democratici Chuck Schumer ha raggiunto un accordo con Manchin. Ma la festa è poco. Mancava il voto di Sinema e, a tutt’oggi, nessuno sa ancora che cosa farà.

Al Congresso i reporter non sanno dove sbattere la testa. Mentre l’euforico Manchin ormai si ferma a parlare anche con i termosifoni, Kyrsten fende la calca dei taccuini e delle telecamere senza neanche una smorfia. «Il mistero profondo di Sinema», titolo la rivista L’Atlantico. In realtà dietro tanto sussiego e, diciamolo, dietro tanta arroganza, ci sono stati dei calcoli di piccolo cabotaggio. La sentitrice avrebbe chiesto di rivedere il capitolo della legge che riguardava la tassazione. In particolare la norma chebbe ridurre i privilegi dei gestori degli « hedge fund ». Oggi un manager della finanza intasca circa il 20% dei profitti realizzati dal fondo. Questi introiti vengono tassati con un’aliquota del 20%, qualunque sia l’importo. È chiaramente una depositura iniziale, visto che gli altri redditi devono pagare un’impostazione massima del 37%. Sinema starebbendo sottobanco per evitare che penalizzati i grandi finanzieri.

Inoltre starebbe chiedendo «compensazioni» per il suo Stato, l’Arizona, simili a quelle ottenute da Manchin per la sua West Virginia. Nel dettaglio: soldi per risarcire i danni causa dalla siccità. Ecco, «il grande mistero» di Sinema sarebbe tutto qui. E alla fine la leadership democratica, con l’avallo della Casa Bianca, non potrà fare altro che accontentarla. La Senatrice torna nel suo Stato con un piccolo bottino: per le casse federali potrebbe significare un mancato introito fino a 14 miliardi di dollari.

Probabilmente Sinema non lascerà una traccia indelebile a Washington. Occupa il seggio che una volta era del senatore repubblicano John McCain (qui l’intervista alla vedova di John, Cindy McCain)
. Ma da quando è arrivata a Capitol Hill a volte si è fatta notare più per il suo look oscillante tra Madonna (intesa come la pop star) e la Primavera di Botticelli, che per la «visione politica». Non ha mai rilasciato una conferenza stampa. Non parla neanche con i colleghi. Zero: la Sfinge dell’Arizona. È sempre stata così? Forte no.

Nata a Tucson, si è avvicinata alla vita pubblica, lavorando nel social e militando nel Partito dei Verdi. È passata con i democratici e ha scalato con calma le istituzioni. Prima deputata statale, poi, nel 2102 a Campidoglio. Dal 2019 è Senatore. Si è dichiarata apertamente bisessuale, rivendicando il sostegno alla comunità LGBT (lesbiche, gay, bisessuali, transgender). Il suo mandato scade nel 2024. La sinistra ha già iniziato una campagna per demoirla. E i repubblicani sono pronti a sfilarle lo scranno.

6 agosto 2022 (modifica il 6 agosto 2022 | 19:16)

Leave a Comment

Your email address will not be published.