La differenza (economica) fra Roma, Milan, Juventus e un Inter che cambierà guida. Tutti possono chiedere milioni per i calciatori, poi arriva il momento di sborsarli…

Mercoledì mattina una delegazione di tifosi dell’Inter hanno attaccato uno striscione abbastanza chiaro alla sede nerazzurra. “Patti chiari, amicizia lunga. Skriniar non si tocca”. Due giorni dopo avere perso Paulo Dybala, un giorno dopo lo scippo di Gleison Bremer da parte della Juventus, la Curva Nord ha deciso di schierarsi apertamente contro la cessione di quello che, almeno nelle intenzioni (e dopo l’ultilimovanovin) prossimo capitano. Poi hanno avuto un confronto con la società: da capire con chi, probabilmente con Marotta, quasi con Steven Zhang, il comandante in carica. Hanno chiesto rassicurazioni perché non vorrebbero la cessione di un simbolo, non ne hanno avute. Perché l’Inter, se dovesse arrivare l’offerta giusta (intorno ai 70 milioni, siamo molto lontani ora), farà comunque partire Skriniar. D’altro canto se la proposta arrivata ora è di 50 milioni più bonus (10?) non ha senso cedere Skriniar per poi spendere la stessa cosa per Bremer.

Quello che i tifosi non riescono a capire – e probabilmente non vogliono – è che Suning deve cedere per riuscire a fare mercato. Per ora sono arrivati ​​Lukaku, Mkhitaryan, Asllani, Onana e Bellanova. Di fatto è andato via solo Perisic dei titolari, poi Vidal, Sensi, Kolarov, Vecino delle riserve. Meglio o peggio dell’anno scorso? Molto meglio. Però lo stessa Inter non ha nessuno che ripiana i debiti. Si fanno sempre grandi operazioni per rifinanziarlo con ulteriori prestiti a tassi (troppo) alti. Ed è la differenza che Roma, Milan e Juventus hanno messo in pratica negli ultimi tempi: di fatto la Roma aveva dei conti messi malissimo, i Friedkin hanno immesso il proprio capitale, con un aumento, per riuscire a mettere le pezze qui e là. I giallorossi ne dovrebbero essere grati, poi se riescono anche ad avere Mourinho e vincere una Coppa, pur se minore a Europa League e Champions, si può avere la dimensione del capolavoro fatto fino a qui.

Elliott ha fatto diversamente rispetto a Suning. Ha deciso di ripianare tutto all’inizio, dando il a un ciclo virtuoso con il contenimento dei costi e pochissime (nulle) plusvalenze. Il risultato è comunque un -100 milioni che in troppi hanno magnificato: meglio dei -200 dell’anno prima, sicuramente, ma ancora lontani dal centro di gravità permanente che dovrebbe essere. I rossoneri comunque hanno perso stipendi pesanti (Donnarumma, Calhanoglu e Kessie) evitando di offrire troppo a nessuno. Non c’è uno stipendio cap vero e proprio, come fa l’Atalanta per esempio, ma il buonsenso di non avere spese fisse esagerate. Hanno vinto uno scudetto, bravissimi loro. Questo è certo.

Exor con la Juventus ripiana sempre, ogni anno, pur spendendo moltissimo. Ma Elkann certo non è felice e sarebbe bello capire dove è finito Agnelli dopo l’entrata di Arrivabene. La Juventus sta spendendo molto ma ha deciso di prendere giocatori molto giovani, a parte Pogba e Di Maria che però sono arrivati ​​da svincolati e con stipendi alti ma non spaziali, come quello di Cristiano Ronaldo due anni fa. rendere, più avanti. Quest’anno, dopo un decennio, c’è stata una stagione senza titoli. Può capitare. Però sono tre modelli Lievemente diversi da loro, Roma, Milan e Juventus, mentre l’Inter è davvero molto in difficoltà. Chissa quando Suning passerà la mano, anche se le voci sono sempre più insistenti sull’autunno. Si Vedra.

In ultimo bisogna andare a vedere quali sono le valute zioni e gli stipendi dei calciatori. Perché tutti possono chiedere 70 milioni per Skriniar, 50 per Scamacca, 40 per Zapata o 100 per Leao e Osimhen. Poi però qualcuno deve arrivare con l’offerta vera, come l’anno scorso per Romero, oppure quest’anno per De Ligt. Tutti i club spendono moltissimo in spese fisse, arrivando intorno al 70% del fatturato con gli stipendi. Una mossa assolutamente miope, come fatto vedere in Premier League: gli stipendi non sono poi troppo diversi, però le cifre per gli acquisti sono molto diversi.

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