La riduzione dei ricavi entro il 33% non giustifica l’esclusione dagli Isa

Anche per il periodo d’imposta 2021 sono stato confermate le causa di esclusione già davanti agli effetti della pandemia; secondo il pensiero dell’Amministrazione Finanziaria la loro applicazione deve considerare rigorosain particolare con riferimento all’ipotesi di riduzione dei ricavi/compensi rispetto al 2019.

Le cause di Esclusione Covid

Al pari dei vecchi studi di settore, anche nell’applicazione degli Isa sono previste le cosiddette cause di esclusione, ossia situazioni nelle quali gli indici di affidabilità non sono in grado di misurare compiutamente la posizione del contribuente; ora sono queste

  • in parte nel comma 6 dell’articolo 9-bis DL 50/2017provvedimento con il quale sono statici coniati l’Isa,
  • in parte nei successivi decreti sulla base del rinvio operato dal successivo comma 7.

Come lo scorso anno, anche per il 2021 sono state individuate (ad opera dei DM 21.03.2022 e 29.04.2022) delle cause di esclusione “transitorie” per tenere conto della coda degli effetti della pandemia (ipotesi che comunque preparare l’obbigo di compilazione dei modellievitando di inserire le informazioni contenute nei dati precalcolati), applicabili a soggetti che:

  • nel periodo d’imposta 2021 hanno subito una Riduzione dei ricavi o dei compensi di almeno il 33% al medesimo ammontare dell’anno 2019 (l’anno precedente alla pandemia), da evidenziare nel modello con il codice di esclusione rispetto 15;
  • hanno aperto la partita Iva dal giorno 1° gennaio 2019da indicare con il codice 16;
  • esercitano in maniera prevalente una delle attività individuate dai codici Ateco elencati nellatabella 2 in allegato alla parte generale delle istruzioni del modello Isa 2022, ipotesi da segnalare con il codice 17.

Evidente, tra queste 3, la causa di esclusione che più frequentemente si innesca è la prima; però occorre osservare come la riduzione dei ricavi/compensi di oltre un terzo si presenti come una condizione molto rigoroso.

Tale accadimento si è manifestato con una certa frequenza in relazione al periodo d’impostazione 2020dove per molte attività vi sono state delle chiusure forzate prolungate, mentre nel 2021 fortunatamente le serrate sono state molto più circoscritte.

Ciò non significa che le attività non hanno comunque risentito dei problemi derivanti dalla pandemia e possono trovarsi in gravissima difficoltà anche con riduzioni dei ricavi/compensi più contenuti alla citata soglia rispetto del 33%.

Sul punto ci si è chiesti se una riduzione può comunque essere ricollegata ad una causa di esclusione degli Isa, magati l’ipotesi residual di “non normale svolgimento dell’attività”.

Tale questione era stata portata all’attenzione dell’Agenzia delle Entrate, ricevendo purtroppo risposta negativa: nel corso del Forum tenutosi con la stampa specializzata lo scorso gennaio, l’Agenzia ha puntualizzato che, qualora la riduzione dei ricavi/compensi non raggiunga la soglia richiamata, la relativa causa di esclusione non troverebbe innesco e nemmeno troverebbe applicazione la causa di esclusione residua.

Secondo tale posizione, i correttivi Presenta in grado di garantire, ai soggetti che non possono utilizzare delle cause di esclusione, una corretta applicazione degli Isa. Non sarebbe quindi possibile invocare, quantomeno automaticamente, la causa di esclusione relativa al non normale svolgimento dell’attività.

Ciò posto, nella sezione “nota aggressivo” è possibile comunicare all’Amministrazione finanziaria informazioni relative alla posizione soggettiva interessata dall’applicazione dell’Isa; è evidente che se la contrazione dei ricavi/compensi, pur non raggiungendo la soglia del 33%, fosse significativa, questo è un elemento che dovrà essere tenuto in debito in considerazione al momento dell’eventuale selezione della posizione per future verifiche.

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