L’assetto di Leclerc studiato per le mescole da gara – Federico Albano

La Ferrari torna in pole in Francia e lo fa con Charles Leclerc e con una qualifica a tratti dominante e che, senza la penalità di Sainz, probabilmente portato a una prima fila tutta rossa. Un ottimo giro di Leclerc, coadiuvato da un lavoro di squadra veramente magistrale, ha portato al risultato sperato per il monegasco e alla posizione migliore per la partenza nella gara francese. I l gioco di scia orchestrato direttamente dai piloti della rossa è stato eseguito alla perfezione, nonostante fosse in un punto difficilissimo della pista come la curva di Signes, che si fa in pieno. Sul tema del gioco di scia ci sembra doveroso fare alcune precisazioni. La prima è che dai nostri dati risulta un guadagno di Leclerc rispetto al suo tempo del Q2 di solo 56 millesimi, per cui non una differenza sostanziale e comunque non tale da garantirgli la pole position. Questo però non deve sminuire il gesto tecnico e di collaborazione dei due piloti, che hanno eseguito una manovra “da frecce tricolori” veramente alla perfezione. L’ultima considerazione è che a nostro parere il gioco di scia del primo tentativo in Q3 è stato in realtà quello determinante. Ovviamente non nel tempo, ma nel permettere a Leclerc, che in quell’occasione fatto un giro tutt’altro aveva che perfetto, di rimanere comunque davanti a Verstappen di 8 millesimi e di affrontare l’ultimo tentativo in una situazione psicologicamente migliore. Ciò detto l’ultimo giro di Leclerc è stato ottimo e la pole è arrivata meritatamente. Un’ulteriore considerazione che vogliamo sottolineare è che l’ultimo giro di Sainz in Q2che ha fatto registrare comunque il secondo tempo di giornata, è stato probabilmente il miglior giro dello spagnolo in qualifica in tutto l’anno con una pulizia e un’efficacia di guida veramente di altissimo livello. La vettura numero 55 partirà dal fondo ma ovviamente con grande potenziale di rimonta, sperando in qualche Safety Car favorevole. Viene da chiedersi se Sainz abbia trovato questa forma sul giro secco questo weekend nonostante la penalità o proprio perché scarico da ogni pressione. Stand di fatto che lo spagnolo è sembrato nella sua condizione migliore in ogni sessione e in gara potrà comunque fare bene. Scendendo sui dettagli tecnici e rimanendo in casa Ferrari l’impressione è che ci sia una leggera differenza di bilanciamento tra i due piloti della rossa. Leclerc ha una vettura con un assiale anteriore molto fortesia per andare incontro al suo stile di guida che probabilmente per proteggere le gomme anteriori negli infernali stint della gara, sordo il caldo metterà a durissima prova le coperture. L’impressione è questo assetto sia adatto a tutte le mescole da garaper cui media e hard, ma che l’extra grip della gomma morbida abbia reso l’anteriore anche troppo precisocostringendo in qualifica Leclerc a gestire un posteriore che non raggiungere a seguire l’avantreno, in una situazione non perfetta e pulita, seppur a lui congeniale dal punto di vista della reattività della vettura. in gara diventare più semplice per il monegasco con un maggiore equilibrio tra i due assi. Al contrario Sainz ha mostrato un leggero bilanciamento più equilibrato anche con gomma morbida. Se l’assetto preferito dallo spagnolo è proprio con un bilanciamento spostato al retrotreno, l’altra città che ci viene facilmente in mente è che Sainz dovrà effettuare molti sorpassispesso facendo leva sulla trazione per rimanere vicino agli avversari e poi superarli in rettilineo. Ciò significa che protezione di più le gomme posteriorispostando indietro il bilanciamento, diventa la scelta migliore. Questa scelta sembra anche figlia di quanto accaduto con Leclerc in Canada, che trovatosi con un leggero posteriore e gomme usurate non più ad attaccare le vetture davanti perché divenuto carente in trazione. In assoluto però questa mostra una grande duttilità della F1-75capace di portare in pista assetti studiati minuziosamente dagli ingegneri ed estremamente efficaci.

Il rivale di Leclerc in gara sarà ovviamente Max Verstappen con la sua Red Bull. Dopo aver scartato alcune modifiche la RB18 sembra aver fatto un passo indietro in termini evolutivitornata ad un’impostazione a carico inferiore, più veloce in rettilineo ma soffrente in curva. Avevamo infatti notato come il processo di aggiornamento della vettura di Newey fosse andato nella direzione di cercare il maggior caricocosa che però è stato necessario per questa gara abbandonare perché la vettura diveniva imprevedibile sotto il profilo del bilanciamento, peggiorando nel complesso l’usura delle gomme. Dopo la qualifica Laurent Mekies ha parlato di una Red Bull fortissima in gara, anche se, in una situazione ideale, il maggior carico della Ferrari dovrebbe favorire pesantemente il team di Maranello proprio sul piano passo gara e gestione gomma. Sappiamo però che il livello di energia che le vetture danno a questi pneumatici è spesso tutto il limiteper cui a volte anche un livello di carico leggermente inferiore ma con un buon bilanciamento riesce comunque a far funzionare a dovere le coperture e basta poco per spostare l’ago della bilancia. Se andiamo a vedere il confronto dei dati tra Verstappen e Leclerc comunque il responso è incontrovertibile.

Dal grafico è immediatamente evidente come Red Bull sia tornata ad avere un vantaggio in rettilineoma come Ferrari prevalga vieni velocità minima e guidabilità in tutte le curve del circuito (tranne l’ultima, grazie a un colpo di reni Verstappen). Grafica della valle dell’acceleratore è evidente come in curva Leclerc possa usare maggiormente, tornando prima sul gas, così come gestire più facilmente il sovrasterzo in uscita di curva 2. Il grafico del distacco (quello più in basso) racconta facilmente come nei rettilinei Verstappen allunghi in maniera lineare (segno inequivocabile della minor resistenza all’avanzamento), ma anche come ad ogni curva il grafico faccia un gradino netto a favore di Leclerc. Se diamo infine un’occhiata alla mappa dell’acceleratore del terzo settore, quello più critico per le gomme e il carico aerodinamico, questi effetti sono ancor più evidenti.

A curva 11 Leclerc (arrivando anche in scia a Sainz) può staccare più tardigestire in maniera molto più progressiva la difficilissima curva 11 e anticipare il ritorno sull’acceleratore. Stesso copione alla curva successiva, la 12, e alla penultima, la 14, con Leclerc che alza più tardi e torna prima sul gas in uscita. Solo nella 15, l’ultima, Verstappen riesce a dare un piccolo strappo, un colpo di reni per cercare di guadagnare qualche centesimo sul rivale, staccando qualche metro dopo Leclerc.
In conclusione, la Ferrari sembra in grado di poter trarre gran giovamento dagli aggiornamenti portati in pista, che restituiscono più carico e un ottimo equilibrio della vettura in ottica gara. Il Gran Premio però sarà durissimogiocato interamente sulla gestione gomma e sulle alte temperature e la delicatezza degli equilibri questa stagione è tale da lasciare comunque le porte aperte a qualsiasi risultato.

FP | Federico Albano

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