Laura Pausini rifiuta di cantare «Bella ciao». Bufera sui social- Corriere.it

di Maria Volpe

La cantante ospite di un programma spagnolo non ha intonato il «brano politico». E dopo gli attacchi, ha risposto su Twitter: «Non voglio che nessuno mi usi per propaganda politica»

Le polemiche e la bufera social erano inevitabili se da una c’è l’artita italiana più famosa nel mondo, Laura Pausini; dall’altra parte la politica, la campagna elettorale avvelenata, l’Italia sempre più divisa. C’è dunque da presumere che qualunque cosa avesse fatto Laura Pausini, sarebbe finita nel tritacarne. Ma è bene ripercorrere i fatti.

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un cantante è stato ospite a «El Hormiguero», un popolare quiz della tv spagnola, destinato alla nuova edizione de «La Voz», la variante spagnola di «The Voice». Laura Pausini sarà infatti uno dei nuovi giudici del talento. Con lei in giuria gli altri coach Luis Fonsi (famosissimo per disfatto), Pablo Lopez e Antonio Orozco (noti cantautori spagnoli). Insieme i quattro colleghi hanno improvvisato un karaoke. Chiedono a Laura di intonare dei brani di musica italiana. Lei comincia a cantare «Cuore matto» di Little Tony , ma gli altri sembrano non conoscere il brano. E rilanciano tutti e tre con grande allegria, con la canzone «Bella ciao», l’inno della Resistenza partigiana e della lotta al fascismo, molto conosciuto in Spagna anche grazie alla serie «La Casa di Carta» dove era un inno. Ma a questo punto, alle prime battute, inaspettatamente, Pausini si blocca e dice: «E’ una canzone molto politica e io non voglio cantare canzoni politiche». I colleghi hanno rispettato la sua scelta e hanno poi proseguito divertendosi con un’altra musica e terminando il programma in serenità.

Quello che certo non immaginava Pausini è che nulla resta «nascosto» nell’era dei social ed è bastato poco tempo per essere subissata di critiche (ma ci sono state anche numerose difesis). Tanti attacchi che hanno costretto le canzoni a «difendersi» su Facebook e Twitter con queste parole: «Non canto politiche, né di destra né di sinistra. Canto quello che penso della vita da 30 anni. Che il fascismo sia una vergogna assoluta mi sembra sembra per tutti. Non voglio che nessuno mi usi per propaganda politica. Non si inventino ci che non sono». Laura ha dunque voluto sottolineare come il suo timore fosse quello di essere «usata» in questo ultimo stralcio di campagna elettorale. Ha cercato di tenersi fuori, anche se vista la passione che ormai rivestono le note di «Bella ciao» ha avuto l’effetto opposto.

Non a caso Matteo Salvini ha postato subito un «Stima per Laura Pausini»…. che ha fatto scatenare Andrea Scanzi. Che a sua volta ha scritto su twitter:«Poveretto, poveretta. Da una parte un politico (?) decaduto da tre anni, dall’altro un’artista che non pare neanche avere il coraggio delle proprie idea. Il solito mix di ignoranza, paraculite, populismo e benaltrismo. L’Italia al suo minimo. Che pena. (Solidarietà in ogni caso alla Pausini: ricevere un attestato di stima da Salvini, più questo Salvini, è il peggiore dei baci della morte. (…) Spiegare ancora una volta l’evidenza, ovvero perché “Bella ciao” non è un pezzo di parte sarebbe avvilente Resta solo la delusione per la scivolata di un’artista così brava e una ragione in più per spiegare come mai Marco è andato e non ritorna più».

iol brano della Pausini «Marco se ne è andato e non ritorna più» è stato usato da molti utenti social anche per fare dell’ironia. Ma certo in molti hanno voluto sottolineare e ribadire che «Bella ciao» non è (più?) un canto politico, ma un canto di libertà contro l’oppressore. C’è chi consiglia alla cantante di ripassare la Costituzione, e di non conoscere la storia (“La prima versione era il canto delle mondine, sfruttate e maltrattate”). Ma c’è anche chi le dice: «Finalmente un’artista con un po’ di carattere». Un’altra scrive: “Non cantare “Bella Ciao” ​​non certifica Laura Pausini come “fascista”, la certifica solo come persona che non si presta a strumentalizzazioni politiche. Certifica, invece, come abbastanza paraculi colleghi che le hanno chiesto di quei, costringendola a rifiutare. E ancor più certifica come in mala fede quanti da ore la additano come voce della destra. Che poi anche fosse, che male farebbe? Canta che Marco ritorna se n’è andato e non più, mica che Benito è sul piede di guerra. Es!».

Tiziana Ferrario volto storico del Tg1, sempre sui social, ha scritto: « Davvero cantare “Bella Ciao” ​​​​potrebbe far perdere a una cantante del calibro di Laura Pausini? Ha fatto davvero una pessima figura! Un atteggiamento opportunista e inopportuno.Non conosco grandi artisti disimpegnati. Da vergognarsi, Laura Pausini non è una bambinatta inesperta. La domanda anche impegno sociale poiché “Bella Ciao” ​​è ormai un inno alla libertà degli oppressi. Erano meglio due parole di orgoglio per il fatto che il canto è partito dall’Italia e ha raggiunto la fama internazionale. Amen”.

Dispiace solo che la storia della Pausini racconta altro: lei in difesa dei diritti delle unioni civili, lei a favore della comunità LGBTQ, lei a difesa dell’aborto e molto altro. Chissa cosa c’è stato dietro quel no secco a cantare «Bella ciao»

14 settembre 2022 (modifica il 14 settembre 2022 | 11:27)

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