L’editoriale di Chiariello: “Spalletti è un grande tecnico, ma voglio dargli un consiglio”

“Spalletti ha in pugno la squadra, perché lui è il vero leader di questa squadra”.

VIDEO - L'editoriale di Chiariello:

Nel corso di ‘Campania Sport’ su Canale 21il giornalista Umberto Chiariello è intervenuto con il suo consueto editoriale: “Parto con delle scuse, spesso mi si dice nervoso perche sono sempre dopo una vittoria del Napoli. Non è nervoso, ma adrenalina. La conferenza stampa di Spalletti mi ha tolto serenità, nonostante il Napoli abbia battuto lo Spezia di corto muso. Avrei titolato oggi Raspa-Rossi, facendo un’analogia con il Mundial dell’82’. Paolo Rossi era smunto dopo il caso calcio scommesse, ma poi la fiducia di Bearzot ripagò lui e l’Italia di un titolo di capocannoniere e di un Mondiali. Ieri, con le debite proporzioni, Spalletti contro ogni logica ha tenuto Raspadori in campo per tutta la partita. Era stato il peggiore in campo, insieme a Ndombelé, e tutti pensavano che il tecnico lo cambiasse. E invece Spalletti ha cambiato Kvaratskhelia ha messo insieme Raspadori e Simeone. Non aveva segnato Raspadori e il Napoli avrebbe pareggiato dopo il Lecce anche con lo Spezia, oggi il clima a Napoli sarebbe avvelato. Perché le vittorie convincenti con Lazio e Liverpool state letteralmente risucchiate dalla pareggite control le piccole in casa. Quel gol è uno scorrevoli per Raspadori e per Spalletti, che oggi per fortuna non è sullo scanno della critica, sarebbe stato ingiusto, e per il Napoli che ora è primo in classifica. L’Atalanta, infatti, è stata frenata in casa da una papera clamorosa di Musso, che in molti vedevano più forte di Meret, a me viene da solo da ridere al pensiero.

Le critiche a Spalletti si possono e si devono fare. Spalletti ha ragione quando dice che devono giocare tutti, il fatturato è obbligatorio, è vero. Chi critica il fatturato sbaglia, ma il punto del discorso non è quello. Perché il turnover si esplica in due modalità: cambiando degli uomini nell’undici di partenza e cambiando in corsa d’opera nel corso della gara con i 5 cambi. Il turnover iniziale è fondamentale per dare fiducia ad altri calciatori, sentirerli in squadra e farli partecipi di un progetto. Non puoi girarti a 2/3 della stagione e vedere che quelli in panchina te li sei presi perché non si sono allenati bene e si sono avviliti. Ricordatevi Lobotka con Gattuso, ingrassò per fino, e Rrahmani che esordì a gennaio con un errore. I giocatori devono essere tutti sulla corda per aumentare il livello della squadra. Olivera-Mario Rui e Lozano-Politano sono rivalità sane e positive, se una volta metti Ostigard per Rrahmani o Juan Jesus per Kim non ci sono dubbi.

I doppiaggio dove vengono? Quando Spalletti identifica un giocatore, Ndombelé, che non è affatto scarso ma che deve ritrovarsi, come l’altro Lobotka. Ndombelé non è un palleggiatore e lo si espone una figura brutta. Lobotka è insostituibile in questo momento, perché la sua alternativa Demme è infortunato. Ci sarebbe la soluzione Gaetano, che ha giocato in quel ruolo nella Cremonese per mezzo campionato, e che ieri quando è entrato ha impattato benissimo di essere all’altezza. Se vuoi fare riposare Lobotka metti Gaetano e non Ndombelé, che l’alternativa a Anguissa o Zielinski. Questi sono appunti tecnico-tattici che uno può muovere nel suo mestiere di critico a Spalletti, e lui ha detto che queste critiche le accetta. Simeone Raspadori? Il Cholito è centravanti, Raspadori un po’ meno. Ci sta che gli dai la possibilità e lo tieni in campo per tutta la partita anche se non ha i 90′. Poi il calcio e così, ti premia. Alle volte ti toglie e alle volte ti dà. Raspadori, dopo essere stato il peggiore in campo, ha trovato il gol vittoria. Questo è un segnale per questa stagione strepitoso, al quale si aggiunge un altro segnale l’espulsione di Leao contro la Samp, che mancherà nel big match col Napoli.

Spalletti è un grande allenatore, checché voglia qualcuno minare i pozzi e far credere che sia il male del Napoli. Spalletti sa tenere il gruppo in maniera straordinaria, qui non ci sono gli Icardi, i Totti e nemmeno più Mertens. Spalletti ha ragione ad arrabbiarsi quando qualcuno gli dice che ha un pessimo rapporto con lo spogliatoio. Sì ha avuto qualche discussione con Politano e Mertens, ma è falso dire che questo spogliatoio non è dalla parte del tecnico. Spalletti ha in pugno la squadra, perché lui è il vero leader di questa squadra. Però deve anche accettare le critiche e dialogare un po’ di più, perché questa squadra ha tutto per vincere e ha anche un grande leader che è lui. Però un piccolo consiglio voglio darlo a Spalletti. Vorrei ricordargli che il ruolo del leader non è quello di elaborare personalmente le grandi idea, ma creare un ambiente nel le grandi idea che possono nascere”.

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