Libri e terapia: come la lettura è una forma terapeutica

da semplice passatempo, e secondo un cliché molto diffuso ideal per persone solitarie, a pratica terapica che aiuta a conoscere se stessi ea superare i momenti più difficili. Si chiama libroterapia ed è «una metodologia che utilizza i romanzi per sviluppare il benessere del lettoreattraverso l’aiuto di un facilitatore» spiega Federica Seta, psicoterapeuta sistemico-relazionale che ritene il libro un potente mezzo di aiuto. Da qui, la nascita anche di NutriMente, un percorso online di libroterapia.

Libri e terapia, quando il libro può essere di grande aiuto

I libri sono considerati una terapia, un nutrimento nell’accezione in cui le emozioni, il vissuto e le esperienze dei personaggi eliminati di capire meglio la propria vita e fungono da grande sostegno. Un ruolo, quello affidato alla lettura, che è emerso soprattutto durante la pandemia: «Sono ancora in corso studi per Currencyre l’impatto della pandemia sia sul cambiamento delle abitudini sia sui benefici a livello psicologico della lettura e su come questa ha aiutato ad adattarsi a una situazione di grande crisi» spiega la psicoterapia.

«Si possono iniziare a fare delle ipotesi: sicuramente in quarantena c’è stato più tempo da dedicare ai libri, come passatempo ma anche come mezzo per elaborare le proprie emozioni. In un questo contesto particolare come quello vissuto negli ultimi due anni, le storie hanno aiutato a gestire ansia, angoscia e paura che hanno caratterizzato il periodo» spiega la psicoterapia.

L’effetto calmante e “de-stressante” di un libro tra le mani

Non è una novità che leggere aiuta a rilassarsi, non a caso è una pratica particolarmente amata prima di addormentarsi. E i benefici oltre a essere mentali sono anche fisici: come dimostra uno studio neuro condotto nel 2009 dal psicologo David Lewis, durante la lettura il battito inizia a rallentare e le tensioni si muscolari cardiache.

«L’esperienza di lettura poi permesso di entrare in una dimensione lontana da noi, ma che può risultarci vicina: si possono provare emozioni simili a quei personaggi oppure affrontare tematiche o problemi analoghi. Così dalla storia si può imparare, migliorare le capacità emotive, cognitive e relazionali che servono ad affrontare le sfide quotidiane, promuovendo un buon livello di benessere e proteggendo la nostra salute».

Leggere libroterapicamente, cosa vuol dire?

Dall’analisi di questi benefici è nata una nuova metodologia basata sulla libroterapia e sulla lettura libroterapica. A differenza della lettura per puro piacere, che tende a far immergere il lettore nella storia e nei personaggi, quella terapeutica offre uno step in più permettendo di riconoscere i propri sentimenti in quelli dei protagonisti. «Si scopre che lettore e personaggio provano le medesime emozioni e, cercando di capire quali sono i propri bisogni, li si riconoscono nella storia, così da promuovere il cambiamento. Un risultato ottenuto anche con altre forme terapiche, la differenza è che con la libroterapia risulta più facile perché il processo avviene in un altro contesto, nel libro appunto, agevolando e rassicurando la persona» racconta l’esperta.

In questa maniera, la lettura diventa strumento attraverso la quale non solo allenare l’empatia e la comprensione ma anche aiutare a capire meglio se stessi e gli altri, diventando più consapevoli di sé e delle dinamiche che mettiamo in gioco nella vita sociale.

I benefici anche sui bambini

Un discorso valido anche per i bimbi e gli adolescenti? «Dipendete. Per i bambini le storie sono fonte di apprendimento, ascoltandole imparano come funziona il mondo, l’empatia, come ci si comporta, le prime distinzioni tra bene e male. Possono identificarsi con i personaggi buoni, ma a volte anche con quelli cattivi se ne hanno bisogno, perché il contesto è “lontano lontano” da noi, più sicuro».

Differente è invece il discorso per gli adolescenti: prosegue infatti la psicoterapeuta, che uno studio canadian ha evidenziato l’abbassamento di stress nei teenager solo se la lettura è libera e autonoma, non imposta. «Per questo è fondamentale leggere la storia ai bambini fin da piccoli, oar piendo le librerie per la curiosità, ma senza spingerli mai a leggere. La lettura deve sempre essere comunque un piacere legato ai nostri bisogni personali».

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NutriMente, l’iniziativa online di Libroterapia

Da tutti questi benefici l’idea di NutriMente, una serie di incontri mensili online ideato dalla psicoterapeuta Federica Seta, in cui confrontarsi e scoprire se stessi attraverso il buon racconto.

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