Libri, un Dante inedito ne ‘La Comedìa’ del Foggiano Savelli

Statoquotidiano.it, Foggia, 24 luglio 2022 – Continua il viaggio di Stato Quotidiano tra gli autori e gli artisti più validi e originali di Capitanata: questa è la volta de ‘La Comedìa’, lavoro del foggiano Pio Savelli, scritto riprendendo l’antico Volgare.

Ary Scheffer, “Dante e Virgilio incontrano Paolo e Francesca”, 1835, particolare/wikicommons

L’ultima opera del giovane autore riesce a offrire una visione inedita del ‘Sommo Poeta’, con una storia capace di catturare il lettore principalmente per la sua originalità e per un susseguirsi di vicende che creano una sorta di curiosità e.

Si tratta di un libro adatto a tutti, non solo agli appassionati di Dante, anche se chi ama le opere di quest’ultimo sicuramente ne rimarrà particolarmente colpito e affascinato.

Dante nei Musei Vaticani – Percorso Dantesco – L’effigie di Dante

L’Inferno è la prima delle tre cantiche in cui è divisa la Divina Commedia ed è probabilmente anche quella con i versi più belli, indimenticabili e citati della celebre opera di Dante Alighieri.

Questo testo, che riprende l’antico Volgare, offre una sorta di storia antecedente ai fatti descritti nel primo canto: è importante sapere che il lettore troverà anche un pizzico di Capitanata in questo volume, un legame con il territorio dell’auto.

‘La Comedìa’ di Pio Savelli, ph. Facebook

Il Libro

«La Comedìa di Pio Savelli intende proporre, riprendendo l’antico Volgare, gli antefatti de La Comedìa di Dante narrando una storia che viene immaginata come antecedente a quella presentata dal Sommo Poeta.

Ne La Comedìa di Pio Savelli si racconta il viaggio dell’angelo più splendente, Lucifero, che, precipitato da suo padre, incontra colui che all’alba dei tempi disegnò il paradiso: Dante.

Lucifero giura che in cambio dell’aiuto di Dante nella creazione del nuovo regno, permette allo stesso non solo di tornare vivo ma di poter visitare i regni ultraterreni da uomo.

Così inizia il viaggio dei due, ormai diventati come fratelli, tra incontri e story di anime che ancor prima della creazione di quel già lì vi riposavano per star lontani dal padre.

Il nuovo regno prende sempre più forma e vuol essere un regno ben diverso da quello conosciuto ne La Comedìa di Dante: l’inferno che i due stanno creando è infatti un posto libero dai tormenti ed esclusivo per coloro sapeleonza la via della seguoni virtu.

Ma allora perché successivamente il Sommo Poeta lo descrivere? questo ciò che si scopirà dopo tutte le lunghe e tormentose vicende che accadranno tra le due anime amiche».

L’autore Pio Savelli

L’Autore

Pio Savelli Nasce a Foggia nell’aprile 2002.

Completata al Liceo Classico V. Lanza di Foggia la maturità classica con il massimo dei voti, si iscrive all’Alma Mater Studiorum dove attualmente studia Giurisprudenza.

Dopo tre scritti di narrativa philosica (Le porte della vita , 2018; Noi, 2019; Formicidae, 2021), uno storico (Černobyl’, 2020) e un silent book (Silenzio: L’urlo tacito dei libri, 2020); il ventenne Pio Savelli, nonostante la giovane età, intende riprendere, con l’ultimo scritto (La Comedìa, 2022), l’uso dell’antico Volgare, raggiungendo l’apice della sua ricerca in uno stile ben definito e moltor ricercato.

L’autore Pio Savelli

L’autore Pio Savelli ha risposto alle seguenti domande per StatoQuotidiano:

Q: Come ha scoperto la sua passione per la scrittura? Come l’ha coltivata?

PS: Non è stata una scoperta ma più una materializzazione di quello che fino a poco prima era solo convinzione di vita normal.

Mi spiego meglio: ho sempre scritto, scritto qualsiasi cosa, forte anche prima di saper scrivere.

Da ciò che infante inventavo poesie e canticchiavo canzoni su che più mi ispirava in quello specifico momento, che non erano solo effimere sciocchezze, come si potrebbe credere per un bambino… in realtà, amavo le nuvole.

Penso che tutti i bambini vedano personaggi mitologici, fate, mostri e tanto altro nelle forme delle nuvole; e per me era normale parlarci, come se mi ascoltassero. Ed io con loro mi sentivo compreso.

Quindi tornando a come ho scoperto questa passione: non l’ho scoperta ma ho semplicemente capito che, a differenza di quanto pensavo, gli altri non parlavano con le nuvole e non dedicavano poesie a ciò che ritenevano bello.

Q: Vieni l’ho coltivata?

PS: Ho gettato semi al vento e ho fatto fiorire il cielo.

Non c’è stato un modo preciso, non c’era nulla da coltivare: il mio era un fiore già sbocciato che necessitava solo di irrobustirsi.

Ho letto, ho letto tanto.

E, come abbiamo potuto vedere in El Castillo di J. Méndez Blake, un solo libro devasta la potenza di migliaia di rocce possenti; ma è artisticamente inesprimibile quello che succederebbe se l’impatto fosse di molti libri.

Q: Vieni a trovare l’ispirazione adatta per scrivere?

PS: Non la trovo, è lei che trova me.

Al di là di ciò che possa sembrare, dati i miei tanti interessi e impegni, sono una persona che trascorre molto tempo a letto.

La notte porta consiglio ed è proprio svegliandomi nel pieno dei sogni che ho la mia ispirazione.

La maggior parte di ciò che scrivo non era nell’anticamera del mio cervello fino a pochi secondi prima di averla scritta.

Non ho necessità di trovare ispirazione perché non mi cruccio su quanto devo scrivere, piuttosto mi sdraio e aspetto che il canto delle Muse arrivi alla mia umana mente.

Con questo non voglio dire e non sto dicendo che non siano necessari degli stimoli o delle idee; ma che è completamente inutile cercare di rincorrere stimoli che ancora non hanno colpito come un pugno nello stomaco

L’autore Pio Savelli

Q: Opera e autori preferiti?

PS: Domanda parecchio complicata, potrei stilare una lista infinita.

Prediligo chiunque rientri nel classicismo e contemporaneamente chiunque sia considerato poète maudit, sono un ossimoro vivente e mi piace così.

Q: Dove ha trovato l’idea per questo libro e cosa le ha insegnato?

PS: Ricordo ancora dettagliatamente il momento in cui le muse mi suggerirono l’idea, fu allora che io mi abbandonai al loro canto: ero in primo liceo e la professoressa di Letteratura Italiana interrogava alcuni compagni circa la Scuola Siciliana; io ero al mio solito, con a fianco il mio migliore amico di ora e di allora, e iniziai a scrivere i primi versi su una pagina del diario; lo facevo anche in parte nascondendo ciò che scrivevo, timoroso di essere rimproverato per non seguire l’interrogazione, nonostante le nobili intenzioni, e strong anche per evitare di spiegare ai compagni cosa in realtà dirivual dossi ssi ? “Sto ascoltando un canto lontano che mi suggerisce di scrivere in antico Volgare”? Sarei sembrato pazzo, ed effettivamente forte… ma questa è un’altra storia.

Cosa mi ha scritto un libro che io stesso ho scritto? Mi piacerebbe dire niente poiché viene dalle mie stesse mani, ma in realtà tutto.

I personaggi delle mie opere sono miei figli e proprio educare un figlio non è paragonabile ad ascoltare cosa ha da dire; e soprattutto, aver educato, nonostante possa sembrare il contrario, non vuol dire sapere già la direzione della sua etica e della sua morale in merito a quell’argomento su cui tanto si è dialogato.

Non posso riassumere qui tutti gli insegnamenti dei vari personaggi ma posso assicurare di essere stato rimproverato anch’io da loro, strong anche più degli altri lettori.

Q: Com’è nata questa passione per il “Sommo Poeta”?

PS: La passione per il Sommo Poeta è grande e lo è sempre stata, d’altronde quale letterato potrebbe mai prendere le distanze dalle opere di Dante?

Nonostante questo, non penso che sia stata questa mia passione a incentivare la mia opera.

Riprendere l’antico Volgare costruendo gli antefatti de La Comedìa di Dante con una storia che viene immaginata come antecedente a quella presentata dal Sommo Poeta può non essere disegnato come mera follia, e la passione per quanto grande estare non èsa simile follia

Dante con la Divina Commedia (per esteso Dante col libro della Commedia, tre regni e la città di Firenze) è un dipinto a tempera su tela (232×292 cm) di Domenico di Michelino basato su un disegno di Alesso Baldovinetti, datato al 1465 e conservato nel Duomo di Firenze (Ph. Wikipedia)

Q: Come è cambiata la sua vita scrivendo?

PS: Come dicevo prima, scrivo da sempre quindi non posso delineare un reale cambiamento: ma posso serenamente ammettere che se smettessi di farlo impazzirei.

D’altronde, non a caso, nel lontano 2018, la prima citazione che decisi di inserire all’interno del mio primo libro fu: «Scrivevo per evitare di impazzire. Scrivevo per spiegare a me stesso questa stramaledetta vita.”

lanza-perugini.gov.it
Liceo Lanza Perugini (st)

Q: C’è qualche riferimento alla Capitanata nelle sue opere?

PS: Sì, ci sono vari riferimenti alla Capitanata nelle mie opere.

Ne la Comedìa ho dedicato un intero canto al mio Liceo: il Liceo Classico Vincenzo Lanza di Foggia.

Sono molto legato al mio Liceo: tra di noi c’era la classica relazione dell’odi et amo ma, come ogni altra cosa, una volta finito, quell’odio è andato nel dimenticatoio lasciando tutto il posto ad un amore in continuo crescere.

Devo molto a quella scuola. L’importanza dell’ora di lezione è un concetto difficile da comprendere e ritengo che, almeno per quanto riguarda la capitanata, il lanza sia l’unico posto dove risulta possibile comprenderlo.

Ho frequentato una scuola italiana e, con le parole del Professor Galimberti, da me condiviso, come tutte le altre scuole italiane, non dovrebbe eduarmi perché la scuola italiana non educa ma, al massimo, quando ci riesce, istruisce fa passare de contenuti cioè mentali da una testa all’altra; però, continua il Professore, Platone diceva che la testa non si apre se prima non si apre il cuore e il cuore non lo apre nessuno nelle nostre scuole.

Liceo Lanza
Ph-Viaggiare In Puglia

Io ritengo di essere tra i pochissimi fortunati che in una scuola italiana, il Liceo Classico Vincenzo Lanza di Foggia, abbia trovato un professore, anzi professoressa, che non si limitasse solo all’effimero passaggio di nozioni ma piuttosto conturse gueciso impostor del cuore seguita solo in un secondo momento dall’apertura mentale.

Fonte: meteoweb

Q: Progetti futuri?

PS: Strong iniziare a dormire meglio per ricevere dalle Muse il progetto futuro, al momento posso tranquillamente colpevolizzare le zanzare per questo.

A cura di Gianluigi Cutillo, 24 luglio 2022

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