L’obesità è un problema di salute pubblica e oggi esistono dei farmaci per contrastarla: il punto-Corriere.it

di Patrizia Li Volsi *

Negli Stati Uniti sono state approvate cinque molecole, di cui quattro commercializzate anche in Italia. I chili di troppo sono legati anche al diabetico

vero che l’obesit deve essere considerato una malattia? E che può essere un fattore di rischio per il diabete?

L’obesit in costante crescita nei Paesi industrializzati ed un problema di salute pubblica per le pathology associate e il suo stretto il rapporto con il diabete mellito. Si è recentemente concluso l’82 congresso dell’American Diabetes Association e tra gli argomenti trattati ha dominato la scena la domanda obeso per la necessità di trattamento le prospettive di cura a una popolazione più ampia, ripensando quindi l’approccio al del diabete. Si sta ora seriamente valutando di inserire la riduzione di peso tra gli obiettivi primari della cura. L’obesit definita dall’Organizzazione globale della sanit (Oms) come un accumulo anomalo o eccessivo di tessuto adiposo, soprattutto se addominale, che comporta un rischio per la salute.

Chili di troppo e diabete

Il peso il parametro più semplice e riproducibile se non sempre definisce la misura, anche ottimale lo stato di patologia. Ma il peso assume anche un ruolo importante nella storia della malattia diabetica, a volte precedendo, a volte aggravando le alterazioni del metabolismo e rientra quindi gi oggi tra gli obiettivi aggiuntivi di cura. Una recente revisione della letteratura scientifica, comparsa su Lancetta all’inizio del 2022, ci ricorda come un calo ponderale di almeno il 10-15% possa veramente cambiare il decorso della malattia diabetica, provocandone un miglioramento o, in alcuni casi, addirittura la remissione, se ottenuto in una fase molto precoce (generalmente nel primo anno dalla diagnosi di diabete). Raggiungere cali di peso cos ambiziosi, in poco tempo, e soprattutto riuscire a mantenerli non certo facile. solitario, l’intervento sulla dieta e sullo stile di vitaanche se intensivi, risultano efficaci solo in 2 pazienti su 10.

Chirurgia bariatrica

Migliori sono i risultati della chirurgia bariatrica, che, tuttavia, non può essere proposta a tutti, a causa della sua complessit e dei rischi operatori. Nuovo entusiasmo stato destato dalla disponibilit di opzioni farmacologiche innovative, efficace nel favorire il calo ponderale nei quadri di obesit e anche di diabete. Negli Stati Uniti sono approvate per questo scopo 5 molecole, di cui 4 commercializzate anche in Italia: orlistat, che agisce sull’assorbimento dei grassi; liraglutide e semaglutide, che mimano l’azione del peptide glucagone-simile 1 (GLP1), un ormone intestinale coinvolto nella secrezione dell’insulina, ma anche nella regolazione del transito e dell’appetito; l’associazione naltrexone-bupropionepsicofarmaci che agiscono sulla sensazione di fama.

Prevenzione la malattia

recentemente, infine, tirzepatide, una nuova combinazione di due ormoni (GLP1 e GIP peptide inibitorio gastrico) ha completato gli studi necessari alla commercializzazione. Nello studio Surpass, tirzepatide ha fatto registrare una riduzione ponderale fino all’11% dopo 40 settimane in soggetti affetti da diabete. In conclusione, seppur promettenti, io sola farmacia non riescono ancora a ridurre del 15% il peso corporeo, per cui Restano necessari interventi multidisciplinari. importante notare, comunque, come gli obiettivi di cura tendano ora a spostare da quello che era controllo della glicemia e prevenzione delle complicanze alla possibilità di prevenire la malattianell’ di trovare, aspettare, la cura risolutiva.

* Diabetologa SSD di Endocrinologia – ASFO Pordenone, Associazione Medici Diabetologi (AMD)

25 luglio 2022 (modifica il 25 luglio 2022 | 14:46)

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