massacriamo demoni a ritmo di musica

Mentre Rocksmith+ sta per tentare di rinvigorire il mercato dei ritmi del gioco ‘canonici’ con il suo innovativo servizio ad abbonamento, esistono software house dalle dimensioni più impegnati anche rispetto a quelle di Ubisoft,che provare un ap. Ci riferiamo a quei giochi la cui componente legato al ritmo rappresenta un’aggiunta a un gameplay basato su generi ludici differenzia (si pensi ad esempio agli sparatutto). Dopo aver preso in analisi Soundfall, che uniamo twin stick shooter e rhythm game, torniamo a parlarvi ancora una volta dell’interestante Cantore d’inferno di metallo, che affianca alla componente musicale quella di un infernale shooter in prima persona di stampo arcade a base di piombo, metal e demoni. Vestitevi leggeri, perché ci aspetta un lungo viaggio negli inferi.

Nessuno può mettere l’Ignota in un angolo

Senza perdere troppo in chiacchiere, Metal Hellsinger ci mette subito nei panni della bellissima Ignotaun demone alato dalla pelle rossa alla quale è stata sottratta la voce: quindi la accompagna nella sua traversata degli inferi con l’obiettivo di stanare la Giudiceuna creatura pericolosa che regna su tutti i demoni e intenzionata a spedirci contro il suo esercito pur di fermarci.

È così che inizia un frenetico viaggio in luoghi infernali, che ci chiamerà a massacrare order di mostri a suon di metal. Il titolo di Gli outsiderteam che vanta alcuni veterani dell’industria che hanno lavorato a Payday e Battlefield, è un sparatutto in prima persona che strizza l’occhio al DOOM del nuovo corso. La nostra protagonista, dotata di un arsenale di tutto rispetto, deve disseminare piombo in giro per l’inferno facendo attenzione alle musiche che fanno da sottofondo all’avventura. Che decidiate di rispettare il metronomo che il mirino o di andare a orecchio, azione dovrà essere eseguita basandosi sul ritmo della colonna sonora, eseguendo di tanto in tanto qualche mossa finale che, pur priva della cura vista in DOOM, permette di recuperare salute ed essendo continuare la danza di sangue e morte. La particolarità di Metal Hellsinger riguarda anche il funzionamento stesso dell’accompagnamento musicale: non si tratta di brani che vengono prodotti in loop mentre si gioca, lun mar parti strumentali dinamiche alle quali si aggiungono quelle cantata quando il moltiplicatore raggiunge i punteggi più elevati, così da porre l’enfasi sui momenti di maggiore frenesia.

Si tratta tra l’altro di una colonna sonora di tutto rispetto, visto che The Outsiders ha puntato tutto sulla qualità e non sulla quantità: tra i protagonisti dell’OST di Metal Hellsinger troviamo Serj Tankian (System of a Down), Matt Heafy ( Trivium), Mikael Stanne (Dark Tranquility), Randy Blythe (Lamb of God), Alissa White-Gluz (Arch Enemy) e Tatiana Shmailyuk (Jinjer). Come se non bastasse, le splendide musiche vengono alternate a momenti in cui a fare da narratore è Troy Bakerprobabilmente uno dei doppiatori/attori più popolari nell’industria dei videogiochi.

Ce n’è per tutti

Dal punto di vista del sparatoria, Metal Hellsinger è davvero soddisfacente e, superate le difficoltà iniziali, iniziare a far fuoco a tempo di musica diventa una pratica quasi naturale, al punto da non dover fare troppo caso al metronomo a Schermo. anche le sei armi a disposizione del giocatore sono tutte divertenti da usare e, pur non essendo tantissime, sono ben dis tra loro.

Tra fucili a pompa, balestre e doppi revolver, l’Ignota ha tutto il necessario per sfidare la leader degli inferi e le schiere di demoni al suo seguito. davvero divertente iniziare a far, per poi ricaricare e continuare a sparare seguendo il fuoco è musicale e non interrompendo mai l’azione. Se a livello di gameplay questo FPS centra il bersaglio,a deludere sono la quantità e la varietà dei contenuti. Rispetto a quanto visto con l’anteprima di Metal Hellsinger.

A non averci convinto per nulla sono state le combattimento con i bosspoiché ogni missione si conclude con uno scontro con lo stesso nemico: cambia il setting, cambia liefmente l’estetica, ma si tratta del medesimo nemico, che va svolto seguendo lo stesso iter.

L’unica eccezione è rappresentato dallo scontro finale, molto più coreografico e spettacolare, tanto da farci chiedere come mai non vis sia stata la di creare qualcosa di similitudine anche nel resto della storia. Purtroppo anche la struttura dei livelli non è delle più articolate e, sebbene l’Ignota possa compiere doppi balzi e schivate aeree, sono complete assenti le fasi di platforming e tutto si riduce a lunghi corridoi che si alternano ad arene nelle quali massacrare order di nemici fino a raggiungere il boss finale.In maniera molto simile a quanto visto in Rollerdrome (qui la recensione di Rollerdrome), con cui condivide anche l’impostazione arcade, il titolo firmato The Outsiders affianca un ottimo gameplay a contenuti non sufficienti vari e che si esauriscono in fretta. Perché il semplice completamento degli otto livelli che compongo il gioco non richiede più di tre ore e, a meno che non vogliate scalare le classifiche online o affrontare i livelli di sfida più elevati, non avrai molto altro con cui intrattenervi. L’unica alternativa sono i Tormentiasemplici che consentono di aggiungere alcune sfide per l’Ignota e che non aggiungono molto in termini di varietà e longevità.

Un inferno accogliente

Passando al comparto tecnico, Metal Hellsinger fa il suo senza eccellere dal punto di vista grafico. Che si tratti dei fondali o dei modelli, tutto offre un livello di dettaglio nella media delle produzioni moderne e vanta un’ottimizzazione racconto da non aver cali di framerate che, in un rhythm game, possono compromettere l’intera esperienza. Abbiamo invece apprezzato particolarmente la direzione artisticaa partire dal bellissimo design della protagonista, dei demoni che popolano l’inferno e delle ambientazioni che attraverseremo lasciandoci alle spalle una scia di cadaveri.

Si va da templi in rovina a paesaggi innevati, passando per scenari infernali più tradizionali, che non poteva assolutamente mancare in un’opera similitudine. A proposito di scelte estetiche, non possiamo non citare le splendide intro degli stage, che si amplia con l’ingresso trionfale dell’Ignota con il nome del brano in esecuzione nell’angolo dello Schermo, quasi come se si trattase dell’apertura di un video clip musicale.

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