Milan, Kjaer: ‘Lo scudetto lo sento mio. Leao deve sempre essere decisivo. Kalulu stagione top, ma al derby gioco io’ | Prima pagina

Lo scudetto, l’infortunio, l’esplosione di Kalulu e il ritorno in campo. C’è tutto nella lunga intervista di Simon Kjaer un Settimana dello sportinserto settimenale de La Gazzetta dello Sport. Il difensore del Milano “Non avevo mai dal mio lungo un infortunio stop: “Non avevo mai fatto lungo per la prima volta nella mia carriera”. Mia madre mi disse: un’ultima volta nella mia carriera , uno di quelli che vivono nella foresta, separati da tutto vicino e tutti. per lavorare fino a tutti gli 8 di sera: terapia, rieducazione, da solo insieme al fisioterapista. Allora mi sono detto, se sembro un eremita, che sia così: taglierò la barba solo quando tornerò a lavorare con la squadra“.

SCUDETTO – Kjaer si concentra poi sullo scudetto vinto l’anno scorso dal diavoloil danese lo sente suo malgrado abbia giocato poco: “Quando mi sono fatto male ho staccato la spina dal calcio per quattro mesi. Non guardavo neanche le partite. Ero in contatto con Pioli ei compagni, niente altro. Non andavo a Milanello perché non avevo niente da dire e niente da fare. Sono tornato più o meno a dieci partite dalla fine perché dovevo ricominciare a fare qualche lavoro con la squadra e recuperare qualcosa a me. I ragazzi mi hanno ricevuto regalandomi la maglia con il mio nome firmato da tutti loro. Il Milan è davvero una famiglia e io voglio bene a tutti. Cosa mi ha rubato l’infortunio? Io so di aver dato una grande mano a vincere questo scudetto perché è stata la conclusione di un percorso di crescita iniziato, tecnica e mentale, due anni e mezzo fa quando sono arrivato al Milan. L’anno scorso ho giocato solo 11 partite, ma lo scudetto lo sento mio. Lo abbiamo vinto tutti insieme. Abbiamo festeggiato come devono fare i campioni. Di solito tengo le cose dentro, ma ogni tanto sono capace di farle uscire”.

COMPAGNI DI SQUADRA – Kjaer si sofferma poi su alcuni compagni di squadra: “Daniele Maldini mi sembrava maturo, più pronto. Spero che possa essere alla Spezia dove è andato in prestito. La società ha fatto bene perché ha bisogno di giocare. Su Leao e Tonale dico che voglio vederli quest’anno: non sono più ragazzi, devono crescere enormemente. Quello che hanno fatto l’anno scorso non basta più. Lea ha qualità straordinarie e perciò non può permettersi partite in cui si vede poco: deve essere decisivo sempre. Se riesce a fare questo salto, può diventare uno dei top cinque al mondo. Poi voglio vedere origine: sono stato con lui a Lille, era un ragazzino, adesso mi aspetto un campione che fa la differenza perché ha tutto per esserlo, velocità, fisico e piedi. Anche bennacer deve crescere, ritagliandosi un ruolo importante”.

KALULU Pierre Kalulo è stato una delle note più positive della stagione del Milan, ma Kjaer non teme la concorrenza: “Pierre ha fatto una stagione fantastica. Dal mio punto di vista lui non è un rivale. Se io faccio il mio lavoro, se sto bene, c ‘è solo uno che può decidere, Pioli. Poi io posso arrabbiarmi con lui, ma non con Kalulu, Tomori o Gabbia perché sono colleghi e uno di loro mi sarà al fianco in campo. Avrò bisogno di loro, del loro aiuto, quindi non potranno mai essere rivali. So che quest’anno non farò 45 partite. Ci saranno occasioni per tutti, ma ovviamente voglio giocare. Quando ci sarà il derby voglio giocare“.

FASE NUOVA – Lo scudetto è archiviato, la nuova stagione riparte e molti non vedono il Milan come favorito per il bis. Kjaer dice la sua: “Le avversarie sono state aggressive sul mercato. Quando mancavano dieci partite alla fine, nessuno credeva nel nostro scudetto. Adesso diventa ancora più dura perché tutti vogliono battere i campioni d’Italia. Ma noi. qui al Milan, ha ancora finito di farlo. Anche noi vecchi: se il fisico inizia a crollare, la testa deve andare più veloce”.

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