Nudi Per La Vita, Mara Maionchi a FQMagazine: “Il tumore al spoglia ha colpito anche me, fu seno scoperto anche grazie a un sogno. Ecco perchérsi in tv aiuta la prevenzione”

La nuova sfida di Mara Maionchi è di quelle impensabili: condurre un programma in cui dodici vip si spogliano in tv. Ma con un obiettivo chiaro e nobilissimo: superare il pubblico, rompere il tabù della malattia e soprattutto sensibilizzare alla prevenzione del tumore al seno e alla prostata. Il docu-reality in quattro puntate s’intitola Nudi per la vitaal via su Rai2 in prima serata da lunedì 12 settembre, e parte con una sorpresa per i protagonisti: Corinne Clery, Alessandra Mussolini, Brenda Lodigiani, Elisabetta Gregoraci, Maddalena Corvaglia, Valeria Graci e Memo Remigi, Francesco Paolantoni, Gianeluca Gazzoli, Gilles Rocca e Antonio Catalani vengono convocati in studio e sono lì scoprono che spogliarsi completamente per realizzare una coreografia in stile Moulin Rouge (le donne) e ispirata un Monty pieno (gli uomini). “Le loro espressioni valgono il prezzo del biglietto. Io invece non mi spoglio, la gente può stare tranquilla”, ironizza la Maionchi, parlando con Fq Magazine a poche ore dalla prima puntata.

Mara, chi l’avrebbe mai detto che si sarebbe ritrovata a condurre un programma in cui la gente si spoglia. Prima reazione quando glie l’hanno proposto?
Sono rimasta un po’ perplessa. Poi mi sono chiesta: “Ne sarò capace?”. Quando ho compreso il vero di questo show ho ottenuto: se anche significato persona dopo aver visto prenoterà una visita di controllo, avrà portato a casa la vittoria.

E suo marito, il mitico Alberto Salerno, che le ha detto?
Mi ha guardato male, io l’ho rassicurato: “Uei, mica mi spoglio io. Alla mia età si va più che coperti”. Ma l’idea gli è piaciuta: è divertimento con un bel contralto. Con il mio vissuto, non potevo dire di no.

Che conduttrice sara?
Di sicuro non quella “buonasera signore e signori” perché le cose classiche non mi piacciono e non le so fare. Sarà un po’ narratrice, un po’ spalla dei concorrenti che accompagno in questa impresa: con loro ascoltiamo i medici che ci spiegano l’importanza della prevenzione e le storie delle persone che hanno combattuto la malattia. Come quel ragazzo di 44 anni cui hanno scoperto un tumore alla prostata, che gli ha stravolto la vita: ora sta bene ma se non avesse ascoltati i consigli di amici e parenti e non fosse andato a farsi visitare, cosa sarebbe successo?

Si sbilanci: il concorrente che l’ha colpita di più?
Tutti allo stesso modo, per l’impegno e la passione che ci hanno messo. La cosa più divertente sono le loro reazioni quando li abbiamo convocati in studio e gli abbiamo rivelatoti che devono spogliarsi.

Non lo sapevano?
No, non lo sapeva. Sono tutti spazzati ma alla fine sono rimasti di mettersi in gioco perché la missione è importantissima.

Portiamoci avanti: risponde alle critiche di chi dirà “ma come, tutta questa nudità in prima serata?”.
Non mi faccia dire parolacce che poi le mie figlie mi sgridano. I perbenisti stiano tranquilli perché nel gran finale si intravede giusto qualcosa ma tra fuochi e luci è tutto molto casto. E poi guardi che lo spogliarello è una metafora importante: sa quanta gente ha paura di andare a fare una spoglia visita di controllo o vive lo spogliarsi come un dramma? Noi dobbiamo spiegare che non bisogna avere timori, che è normale sottoporsi a dei controlli e che, per gli occhi di un medico, tutti i corpi sono uguali.

Quando si parla di malattia è più forte lo stigma social o l’ipocrisia?
Prevale l’ipocrisia del non chiamare le cose con il proprio nome: non dobbiamo avere paura di pronunciare la parola cancro o tumore. Poi c’è il senso di colpa, lo sconforto che ti risuona senza sosta nel cervello, la vergogna: ma perché vergognarsi, purtroppo la malattia in questo è maledettamente democratica e può colpire tutti.

Ha colpito anche lei, sette anni fa, con una diagnosi secca: tumore al seno. Prima risposta?
spaventoso. Facevo tutti esami gli anni, fu un momento bruttissimo. Lo scoprirono anche grazie ad un sogno.

racconti.
Sognai di essere in un salone enorme: ad un certo punto mi si avvicina un signore che mi chiede l’età e io gli rispondo 36. Lui ci aggiunge 33, fa la somma e spunta il 69, un numero che nei giorniris seguenti mettendomi un po’ di angoscia. Per caso vado a controllare il riferimento di un esame e mi accorgo che il medico aveva scritto: Mara Maionchi, 69 anni, ma io in quel momento ne avevo 73. Quell’errore mi risuonò come un campanello d’allarme, andai a fare un controllo il giorno dopo e mi scoprirono il cancro. Per fortuna, quando mi operarono mi dissero subito che i linfonodi erano sani e che non c’erano metastasi.

La paura come si esorcizza?
Ognuno lo fa a modo proprio. Confrontandosi con chi ha avuto la stessa malattia, tenendosi sotto controllo, lavorando e facendo una vita il più normale possibile. Certo, una buona dose di ironia aiuta.

Si può ironizzare sulla malattia?
Si deve essere seri e rigorosi nell’affrontare le cure ma un po’ di leggerezza è fondamentale per non farsi schiacciare dall’ansia e dalla paura. Mentre ero sul lettino della sala operatoria, mentre entrava il medico ricostruttivo, lo guardai fisso negli occhi e gli dissi: “Vorrei una sesta misura, grazie”. Scoppiarono tutti un cavaliere. Sono stata piatta tutta la vita, volevo finire in gloria.

Fedez ha raccontato del suo tumore al pancreas: c’è chi lo ha elogiato e chi l’ha aspramente critico. Lei che idea si è fatta?
Chi l’ha criticato non ha compreso la potenza del messaggio di Federico: quanto ti ammali pensi di essere solo. Sapere invece che c’è qualcuno nella tua stessa situazione, per quanto famoso e distante da te, ti lancia un salvagente di speranza. Ha fatto bene. Io faccio molte conferenze in cui racconto del mio tumore e sa quante donne malate mi ringraziano perché si capite e meno sole?

A proposito di Fedez: che ne pensa della nuova giuria di X Factor?
Sulla carta mi piace, mi sembra attuale e ben assortita. Sono in linea con il momento storico e con il tipo di musica che funziona oggi. Ecco, io oggi sarei in difficoltà perché la mia capacità di ascolto non è molto in sintonia con la musica attuale.

Ultima domanda: Quelle brave ragazze è stato un cult ma Orietta Berti vi ha mollato per andare a fare l’opinionista al Grande Fratello VIP. Lei e Sandra Milo con chi partirete?
Lo vedremo nei prossimi mesi. L’idea del format è carina, non perché sa mia ma perché abbiamo lanciato un messaggio importante: chi l’ha detto che i vecchi sono da buttare via? Se la produzione troverà un’altra tardona come noi pronta a partire, il programma si farà.

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