Papa: ‘Chiedo perdono a Dio per le sofferenze degli indigeni in Canada’ – Politica

“Attendevo di venire tra voi. È da qui, da questo luogomente evocativo, che vorrei iniziare quanto triste ho nell’animo: un pellegrinaggio penitenziale. e riconciliazione, per manifestarvi la mia vicinanza, per pregare con voi e per voi”. Così il Papa tutta comunità native del Canada a Maskwacis. Esprimendo “l’indignazione e la vergogna” Francesco ha aggiunto: “Camminare insieme, pregare insieme, lavorare insieme, perché le sofferenze del passato lascino il posto a un futuro di giustizia, guarigione e riconciliazione”.

“Il primo passo di questo pellegrinaggio penitenziale tra di voi è di rinnovarvi la richiesta di perdono e di dirvi di tutto cuore che sono profondamente addolorato: chiedo perdono per i modi in cui purtroppo la hannelle potentnoà colono atrice i hanno popoli indigeni. Sono addolorato. Chiedo perdono in particolare per i modi in cui molti membri della Chiesa e comunità delle religiose hanno collaborato anche attraverso l’indifferenza a quei progetti di distruzione culturale e assimilellenazione decule e assimilellenazione forzaminist “. Così il papà.

Papa Francescoin questa sua seconda giornata in Canadaè arrivato a bordo della sua Fiat 500L bianca a maskwacisa circa 70 km a sud di Edmontonsordo oggi incontra le popolazione indigena First Nations, Metis e Inuit.Ѐ già uno dei momenti cruciali del viaggio, inteso dal Papa come “pellegrinaggio penitenziale” nei territori popolazioni delle autoctone per muovere vicino e pentimento rispetto alle politiche di assimilazione e governare agli orr parte gestite dalla Chiesa cattolica.

L’area di Maskwacis (“colline dell’orso”, in lingua cree), chiamata dal 1891 al 2013 Hobbema, dal nome della prima stazione ferroviaria costruita sul territorio, è situata nell’Albertacentrale. Ospita le riserve del gruppo delle Tribù Indiane del Canada Occidentale, le Quattro Nazioni di Maskwacis: l’Ermineskin Cree Nation; Louis Bull Tribù; Montana First Nation e Samson Cree Nation.

Le Prime Nazioni sono firmarie del Trattato 6, uno degli 11 Trattati Numerati firmati dai popoli indigeni – First Nations -, e dalla Corona canadese, tra il 1871 e il 1921. Un tempo, questa vasta area era ricoperta di cespugli di mirtilli che attiravano nella zona una numerosa popolazione di orsi, da cui il nome Maskwacis o Bear Hills. Sono presenti all’incontro col Papa anche la governatrice generale del Canada, Maria Simone – lei stessa di madre Inuit – e il primo ministro Giustino Trudeau.

LA SECONDA GIORNATA DEL PONTEFICE IN CANADA

Il Papa viene accolto all’ingresso della chiesa dedicata alla Madonna dei Sette Dolori – nei pressi dell’ex scuola residenziale Ermineskin – dal parroco e da alcuni anziani delle popolazioni First Nations, Métis e Inuit, poi prosegue su una golf car fino al cimitero, accompagnato da suoni di tamburo. Entrato nel cimitero, in forma strettamente privata, Francesco si sofferma in preghiera silenziosa. Al, si trasferisce a bordo della golf car al Bear Park Pow-Wow Grounds, dove all’ingresso viene accolto da una delegazione di capi indigeni provenienti da tutto il Paese. Francesco ha percorso in sedia a rotelle le poche parole di metri verso il cimitero dei nativi.

Dopo l’ingresso tradizionale dei capi indigeni ci sono le parole di benvenuto di uno dei capi, Wilton Littlechild. Quindi il discorso del Papa, in spagnolo, un canto, la preghiera del Padre Nostro, la benedizione e infine il saluto individuale al Pontefice di alcuni anziani e capi indigeni.

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