Perez in pole, ma la Ferrari è fortissima – Federico Albano

Come previsto, la qualifica era disegnato tra i Ferrari e il Toro Rossoma sorprendentemente, l’auto che è uscita per tutti è stata quella di Sergio Perez † Il messicano trovò, da solo, il giro della vitariuscirono a piazzarsi per solo 25 millesimi per il duo rosso Tuttavia, rispetto a quello che vediamo normalmente nei fine settimana di gara, i dati delle qualifiche per il Gran Premio dell’Arabia Saudita lo sono molto più facile del solito da interpretaredato che differenze evidenti si presentano. Ovviamente confrontiamo il giro di Charles Leclerc, secondo, con quello del poleman Perez.
Basta una rapida occhiata per vedere alcune macroscopiche differenze, con il Red Bull significativamente più veloce giusto, ma il Ferrari molto più veloce in quasi ogni curva del percorso. Queste grandi differenze tendono a offset sul cronometroma nasconde una disposizione aerodinamica completamente diversa tra le due vetture.

L’auto di Milton Keynes ovviamente porta un pacco in pista molto più scarico della F1-75. Anche l’indice di carico aerodinamico Leclerc sembra essere fuori dai nostri calcoli quasi il 3% superiore a quello di Perez, in un’area dove le differenze si misurano solitamente in decimi di percento, letteralmente enormi. Questo porta la RB18 ad esibirsi incredibilmente bene nei tempi supplementari, ma chiaramente soffrendo in curva rispetto alla Ferrari. La mappa dell’accelerazione mostra poi come Leclerc sia in grado di alzare il piede in ogni curva o dopo la fase di ingresso, soffocare meno nelle fasi di guida o dare il gas prima in fase di uscita, a seconda della curva. Insomma, la vettura monegasca ha chiaramente: più presa a causa dell’aumento del carico aerodinamico e questo dà a Leclerc una sensazione molto migliore. Un’impostazione di base così diversa maschera anche completamente le sfumature della guida, che sono completamente assorbiti da queste macro differenze. Alla luce di ciò, siamo quindi felici di farne alcuni ulteriori considerazioni.

Vettura completa Ferrari – Il primo è che il La Ferrari si conferma un’auto completa e probabilmente in questo momento il più terrificante sul lavoro† L’F1-75 ha chiaramente: un’enorme quantità di carico aerodinamico disponibile e persino metterlo in pista trova prestazioni da record anche in qualifica† Questo dimostra ancora una volta che sotto il cofano la potenza del motore offre sufficiente libertà di movimento agli ingegneri di Maranello. Ma non solo, l’auto risulta essere molto bella anche meccanico, su un tracciato anteriore molto selettivo per via dei cordoli da affrontare con le altissime velocità del tracciato saudita. Un’auto che così conferma la sua completezza e quindi inizia a guidare per essere competitivo su tutte le piste

D’altra parte ti chiedi perché Red Bull ha scelto un assetto così estremosolito premiare in qualifica, ma soprattutto punire in garapoiché il carico aerodinamico ne garantisce uno piccolo slittamento delle gomme e quindi un miglior controllo della temperatura e un minor degrado sulle lunghe percorrenze. Tali scelte estreme sono di solito fatte per vari motivi e difficilmente rappresentano punti di forza† La prima possibile ragione è che l’RB18 non funziona mantenere la stessa efficienza aerodinamica aumentando il carico, con una vettura che perderebbe troppo in estensione rispetto al guadagno fatto in curva. Questo permette ai tecnici di trovarsi costretto massimizzare un punto di forza della vettura (buona efficienza con quel livello di carica) sacrificando altri aspetti come la gestione delle gomme. Poi c’è la possibilità che la motivazione non sono strettamente aerodinamici ma proveniente dalla Power Unit. Un’unità motrice che non fornisce (o non può fornire perché è limitata da una mappa conservativa alla ricerca di affidabilità) il livello di coppia e potenza necessari per spingere l’auto con un carico pesante può costringere gli ingegneri a fare delle scelte. compromesso e non ottimale† O potrebbe ancora influenzare la questione dei consumicon la Red Bull che lotta per lottare peso dell’autopotrebbe essere costretto a bere carburante e quindi anche a fare delle scelte che lo sono ridurre i consumicome portare in pista un’auto con una configurazione a bassa resistenza. Insomma, lo spettro delle possibilità è ampio, ma ci sono molte più opzioni di compromesso rispetto a quella di una scelta consapevole perché considerata la migliore. Le parole di Sergio Perez dopo le qualifiche lasciano attoniti e suggeriscono pura pre-tattica poiché il poleman si è detto sorpreso di essere davanti alle Ferrari in qualifica nonostante il lavoro della squadra sia stato affrontato principalmente durante la gara† I dati sembrano mostrare esattamente l’opposto† Ci sono anche alcune considerazioni guida da fare. Il primo è quello entusiasmo Perez su quanto il suo giro fosse al limite è probabilmente anche dovuto alla scelta di set-up della Red Bull così estrema. Guidare un’auto scarica sui cambi di direzione ad altissima velocità tra i muretti è molto difficile e adrenalinicorichiede un ottimo livello di guida. Il messicano è decisamente molto buono, autore di un tour davvero capolavoro. Infine durante la sessione abbiamo visto dai dati più errori di Verstappen esattamente nella direzione cambia ad alta velocità, quasi sempre attraverso sparare indietro† L’impressione è stata che il basso carico abbia tolto un po’ di fiducia all’olandese, che non ha saputo esprimersi al meglio come fa normalmente quando ha più feeling con la vettura.

Mercedes lontana con un motore complice – Dietro i primi 4 c’è il alpino di una grande Ocon e il Mercedes Da Giorgio Russel† La squadra di Brackley mostra difficoltà nel Round, con un’auto che è ipersensibile anche alle più piccole variazioni di regolazione e continua a guastarsi su più fronti. In questo il Alimentazione elettrica che fatica ad esprimere un livello di potere paragonabile a quello della concorrenza sembra essere un punto innegabile (nonostante le parole di Wolff a riguardo) sia così sorprendente† La presenza del solista Russell venire Mercedes motorizzata nella top 10 toglie ogni dubbio e questo non può che preoccupare la squadra otto volte iridata che sembra risolvere una quantità enorme di problemi prima di poter ritrovare competitività. L’espressione delusa di George Russell al termine delle qualifiche, nonostante l’ottima prestazione personale, sembrava parlare da sola.

Insomma, nonostante la pole di Perez e Red Bull, tornerà sabato a Jeddah il consapevolezza di una Ferrari ancora più forte del previsto, che può dare speranza ai suoi fan sia in gara che in stagione. Portare a casa il Gran Premio dell’Arabia Saudita non sarà però una passeggiata per Leclerc e Sainz. A queste velocità, la Red Bull praticamente impossibile da superare in pista e potrebbe essere necessario utilizzare strategie per cercare di prendere il controllo della gara. Inoltre, la pista di Jeddah offre molto estranei per mezzo di incidential relativo Safety Car o bandiere rosse che può cambiare costantemente il destino della razza, e in cui anche il caso può acquisire la sua rilevanza. Nulla è stato quindi scritto e la pista dovrà parlare definitivamente per farci capire se le considerazioni qui esposte trovano conferma nella gara.

FP | Federico Albano

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