Quartararo-Bagnaia, Aragon è crocevia MotoGP: ci guadagna il campionato

Nel weekend la pista spagnola ospita una nuova puntata della lotta per il titolo tra il francese della Yamaha e l’italiano della Ducati. Ecco perché questa gara potrebbe avere un peso forte decisivo

Massimo Falcionico

– Milano

Ecco il 15° round stagionale MotoGP ad Aragon, attesissimo per il rientro alle corse dopo due anni di calvario di Marc Marquez e per la sfida globale Quartaro (Yamaha), Bagnaia (Ducati), Aleix Espargaro (Aprilia) e la brigata d’assalto di altri sette piloti su Ducati, con Bastianini jolly con la baionetta in canna. Aragon arriva dopo Misano e prima della trasferta giapponese del 25 settembre a Motegi seguita il 2 ottobre da Buriram (Thailandia), il 16 ottobre da Phillip Island (Australia), il 23 ottobre da Sepang (Malesia) per chiudere il novembre in circuito di Spagna di Valenzano. Aragon può essere il GP crocevia del campionato. Qui Bagnaia ha vinto alla grande nel 2021 la sua prima corsa MotoGP battendo in volata proprio Marc Marquez e arriva dopo le ultime quattro vittorie consecutive di Misano, Austria, Inghilterra, Olanda ei precedenti successi del Mugello e di Jerez. Qui Quartararo ha sempreto: “Non è la mia fatica preferita”, pare mettere le mani avanti il ​​fuoriclasse iridato della Yamaha.

super velocità

Qui l’anno scorso le Ducati (in primis quelle di Bastianini e di Zarco) volavano al limite dei 350 Km/h (347,3) con la Yamaha di Quartararo a 339,6 Km/h. Qui Yamaha, con il nuovo telaio provato efficacemente nei test di Misano può ritrovare il grip e ridare il sorriso a Quartararo. Qui c’è posto, volendo, per far muro a chi insegue nel segno del più classico gioco di squadra. Qui c’è spazio per ritrovare Marc Marquez che può migliorare il suo punto di forza spingendo al limite l’anteriore della sua RC213V, rinnovata anche particolari del telaio per ritrovare la stabilità dei giorni. Non va dimenticato, però, che fin qui, con Marquez assenti, Honda ha faticato a stare nei primi 10.

circuito tecnico

Aragon è un circuito tecnico, difficile da interpretare, con saliscendi (si supera il 7% per un dislivello complessivo di 52 metri) spezza-ritmo, curve veloci e ampie intervallate da chicane-zig zag che immettono su curve a gomito dove poi è l ‘accelerazione in uscita a fare la differenza. Sono 5078 metri impegnativi per i piloti, con staccate feroci che mettono a dura prova le gomme e un rettifilo principale – non è quello dello start – di quasi un Km (968 metri) dove le MotoGP toccano i 350 Kmh. Storicamente, si può dire che Aragon sia stato fin qui un circuito Honda, avendo vinto dal 2010 nella classe regina sette volte, cinque di queste ottenute con Marc Marquez, di cui le ultime quattro in successione. Due le vittorie Yamaha (con Jorge Lorenzo che nel 2015 fece segnare quello che resta ancora il record: 1’48.120 a 169.0 Kmh di media)), una per Suzuki (Alex Rins) e due per Ducati, la prima volta di Aragon con Casey Stoner (2010) e l’ultima l’anno scorso con Francesco Bagnaia. Una corsa-capolavoro, quella del 2021 del “magico” Pecco, in testa dall’inizio alla fine, capace di contenere il rush finale di Marquez, secondo in volata (+0.673) davanti a Mir e all’Aprilia di Aleix Espargaro. “Pennellava le curve come Pinturicchio” dirà l’Ing. Dall’Igna del suo poulain che riportava la Casa di Borgo Panigale al successore ad Aragon dopo 11 anni regalando all’Italia la 250° vittoria in top class, la prima a raggiungere questo traguardo.

gioco ducati

Da qui si riparte. Con la classifica globale dopo 14 gare in ebollizione: Quartararo 211 punti, Bagnaia 181, Aleix Espargaro 178 poi Bastianini 138, Zarco 125, Miller 123, Binder 115, Vinales e Rins 101, Martin 94. Con Bagnaia sempre all’attacco e fin qui il pilota più vincente, impegnato senza pausa nella sua rincorsa per agganciare e superare Quartararo. Con le Ducati che in pista sono otto e che, al di là di come si vuol parlare il “gioco di squadra”, significa che si corre adesso in 8 contro 1. Ciò vale anche, o soprattutto, per Bastianini che oggi è nel Team “cliente” Gresini (con il pieno supporto, anche economico, della Casa madre), per di più con un (super) contratto già firmato per il 2023 con la Casa madre di Borgo Panigale. Servire aggiungere altro per capire quale sarà l’atteggiamento in pista di Bastianini sin da Aragon? Comunque basta polemiche. Chiunque capisce quale dovrà essere e quale sarà ad Aragon e da Aragon in avanti la condotta di gara dei piloti, nessuno escluso, in sella alle Ducati, non solo a quelle rosse. Attenzione, Quartararo c’è e ci sarà. Non ha mollato l’osso, non ha perso lucidità, come dimostrare le sue corse ei suoi tempi sul giro anche se le ulttime gare sono state in salita. Al di là del nuovo motore 2023, la M1 sin da Aragon si presenta con novità importanti, specie di elettronica, per migliorare soprattutto l’accelerazione. Quartararo vuol passare dalla difesa all’attacco tornando almeno sul podio e magari pensando che proprio il rientrante Marquez possa fare da terzo incomodo … a suo favore. Chine trae vantaggio? Il campionato.



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