“Qui per il progetto. Ho parlato con Pioli, mi vuole trequartista”

De Ketelaere a DAZN:

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© foto di Antonio Vitiello

Il nuovo acquisto di Milano Carlo Il Ketelaere è stato intervistato in esclusiva da DAZN. Queste tutte le sue dichiarazioni:

sulla trattativa: “C’è voluto un po’ di tempo per arrivare qui ed è per questo che la tensione stava crescendo, ma adesso sono felice di essere qui. Solo nel momento in cui ho firmato il contratto e ho avuto la maglia tra le mani mi sono detto: “Ok, adesso sono un giocatore del Milan!” e mi sono sentito davvero contento”.

Il progetto Milano: “Non sono state le parole a convincermi ma quello che questo club sta facendo. Sta tornando di nuovo ai vertici, lo vediamo tutti quanto i giovani migliorino qui, e crescendo fanno crescere tutta la squadra. Hanno vinto lo scudetto, quindi è una grande squadra in cui maturare, se sei un giovane”.

Chi ti ha impressionato di più nei primi allenamenti? “Chiaramente il livello di tutti è più alto rispetto al Bruges: ad esempio la qualità tecnica di Leao, la finalizzazione di Giroud… Tutte queste cose. Spero di arrivare a questo livello il più velocemente possibile”.

Chi è stato il tuo primo avversario? “Ho giocato contro Kjaer, nell’11 vs 11 avevo di fronte lui”.

Pioli ha raccontato che Origi ti ha descritto come “metà Kaka e metà Havertz”. Che ne pensi? “Forse mi ha paragonato a Kakà perché ha giocato a Milano, oppure per la posizione in campo. Per quanto riguarda Havertz penso che non siamo simili, ma anche lui è alto, è un attaccante o centrocampista offensivo ed è mancino… In questo ci assomigliamo. Ma io preferisco dire che sono solo me stesso e in ogni partita voglio affermare chi sono”.

I primi discorsi con Pioli: “Prima della firma ho parlato con Pioli, quindi sapevo già un po’ cosa vuole. Un paio di giorni fa mi ha mostrato con lo staff dei video con lo stile di gioco che si aspetta da me. Mi è piaciuto molto e mi sono rivisto in quel tipo di calcio”.

In che ruolo? “Quello che chiamano trequartista, ma posso fare altri ruoli. Questo però è il ruolo su cui devo focalizzarmi da subito. Ma è lo stile di gioco che mi piace; andare in profondità, avere libertà intorno alla punta. Non vedo l’ora di esprimermi in quella posizione”.

Sei uno di quei giocatori che guarda video di altri calciatori per imparare i loro movimenti? “Sì, soprattutto se devo cambiare ruolo ogni tanto guardo video di chi gioca in quella posizione per imparare e memorizzare i movimenti. Però non è che tutti i giorni guardo video sul calcio, lo faccio qualche volta prima delle partite”.

Per esempio, quando hai dovuto guardare come si muove un centravanti, chi hai studiato? “Ho guardato i video dei migliori attaccanti al mondo come Lewandowski, Benzema… E me ne dimentico tanti altri”.

E per fare il trequartista? “Mi è sempre piaciuto molto De Bruyne, è uno dei migliori giocatori del Belgio. Nel mio ruolo è il migliore, quindi guardo come gioca lui”.

Ma nella tua lingua non c’è una parola in Belgio per dire “trequartista”? “No, non c’è una parola precisa come in italiano, diciamo solo centrocampista offensivo”.

In Italia ogni numero ha un significato, quello del 90 è “la paura”: “Non lo sapevo”.

C’è qualcosa che ti spaventa nella tua vita, nella tua carriera? “Direi di no. Mi considero un ragazzo umile e calmo ma credo molto in me stesso, e quindi non c’è niente o nessuno che mi spaventi”.

Se potessi cambiare il significato del numero 90, quale sceglieresti? “Penso scegliere “ambizione”, perché sono ancora molto giovane e ho una lunga carriera davanti. Ho l’ambizione di fare grandi cose e quindi penso proprio che sceglierei questo”.

Qual è il tuo sogno? “Penso che la cosa più importante sia vincere la Champions, quello è il mio sogno. Ma ora sono al Milan, penso che sia più facile vincerla qui che a Bruges (ride, ndr), perciò spero di vincerla prima o poi”.

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