Reyer Venezia, una rivoluzione di griglia e di grande qualità per i 150 anni di storia

Una rivoluzione che era nell’aria dopo la fragorosa e traumatica eliminazione ai quarti di finale nei playoff contro Derthona, una rivoluzione che si è avverata nel giro di 45 giorni in casa Reyer Venezia tra saluti ed innesti vari. I volti nuovi in ​​casa oro-granata sono ben 9, tutti ben spalmati sui 5 ruoli di campo. Diversi i motivi che hanno portato alla tanto agognata rivoluzione, con un’idea di base che va a staccarsi dalla stagione precedente ed un coaching staff che – invece – è rimasto intatto. Analizziamoli ora, passo per passo.

UNA RIVOLUZIONE ANNUNCIATA

Quella che la Reyer Venezia ha portato avanti in questi 45 giorni è una rivoluzione vera e propria, si può dire più che annunciata dopo la brutta eliminazione ai playoff contro Derthona. 9 volti nuovi a osare il cambio ad un gruppo che tra il 2017 ed il 2020 ha vinto 4 trofei, di cui due scudetti. Come logico che sia i cicli sono fatti per essere chiusi dopo un certo periodo, proprio questo è ciò che è successo in casa lagunare. Del gruppo scudetto nel 2019 rimarranno i soli Bramos, De Nicolao e Watt, con alcuni simboli che hanno salutato come Stone o Tonut. Un momento che probabilmente ha fatto più che male ai tifosi oro-granata, ma che era totalmente necessario da vivere, da attuare. Da questa rivoluzione uscirà confermato anche il coaching staff, con Walter De Raffaele confermatissimo al timone della sua Reyer nonostante alcune voci di addio uscite sul final di stagione. Una rivoluzione che è stata attuata anche per il kilometraggio raggiunto da giocatori come Stone, Mazzola, Daye, Cerella, tutti ormai in là con gli anni ed ormai verso la fine di una carriera sicuramente di successo.

LA NUOVA REYER, DAI 150 ANNI ALLA VOGLIA DI COMPETERE

la nuova Reyer Venezia partirà con l’idea di competere ad alto, altissimo livello in Italia ed in Europe, in quella che sarà una stagione particolare, ossia quella dei 150 anni di storia oro-granata. Una ricorrenza particolare, storica ed importante, che il club ed il patron Luigi Brugnaro vogliono onorare al meglio delle possibilità. Proprio il numero 1 di Venezia e della stessa società oro-granata ha dimostrato ancora una volta il suo attaccamento, il suo amore e la sua passione per quella che è ormai una delle certezze del Campionato Italiano. Scontato? Sì se pensiamo ai 150 anni di storia, no se pensiamo alle ultime due stagioni, entrambe molto complesse ed avare di soddisfazioni. Un budget sostenuto non di poco che ha permesso alla squadra lagunare di firmare tanti giocatori di Eurolega, ma soprattutto di raggiungere tutti gli obiettivi primari che erano segnati sull’agenda della dirigenza, in termini – sempre – di giocatori. Sicuramente l’obiettivo è quello di arrivare più avanti possibile in Eurocup e di provare a osare fastidio ai due carri armati che negli ultimi 2 anni si sono spartiti lo scudetto: non sarà facile, ma lo impone la storia, i 150 anni ed acquisti di griglia.

IL NUOVO ROSTER QUALITATIVAMENTE FORTISSIMO

La Reyer Venezia 2022-2023 è qualitativamente fortissima, ma – si sa – ci vuole anche la solidità e la capacità di giocare ad alti livelli. Ecco perché per la sua nuova squadra la coppia Casarin-De Raffaele ha puntato su giocatori del calibro di Spissu, Granger, Moraschini, Freeman, Willis e Tessitori. Grande curiosità arriva dalla coppia di 3 formata dall’atletismo debordante di Parchi e dall’intelligenza cesistica di un Mike Bramo che non vede l’ora di ricominciare a giocare dal giorno uno dopo il grave infortunio del febbraio 2021, che lo ha riportato in campo solo a dicembre inoltrato. Tra gli altri annunci c’è quello di peperoncinoche fungerà da dodicesimo e sarà chiamato a dare minuti di riposo ai due titolari Brooks e Willis, come ha fatto a suo tempo Mazzola. Sotto canestro con Watt e Tessitori arriverà un altro centro, che dovrebbe essere Yankuba Sima: atletismo, dinamismo, capacità di “fare legna” a servizio della Reyer per l’Europa. Insomma, un pacchetto bello completo, un piatto ricco di qualità e solidità che dovrà essere ben gestito da coach De Raffaele: ci vorrà del tempo per trovare una giusta chimica, ma la certezza è che se verrà raggiunta da un venetirà sisarà. C’è da dire – senza tanta melina – che la dirigenza ha lavorato al meglio in questo mercato, senza farsi prendere dall’ansia o dal panico: idea chiare, precise e colpi importanti portati a termine. A ciò, naturalmente, va dato atto al patron Brugnaro di credere fortemente nella sua nuova creatura. Insomma, passando ai nomi: Granger, Spissu, Moraschini, Tessitori, Willis e Freeman arrivano dall’Eurolega o comunque dall’alta Eurocup, Parks negli anni ha dimostrato di meritare un palcoscenico più importante, Chillo sarà chiamaedo aità fiàtà chiamato in Europe dovrà osare solidità e robustezza dopo aver ben giocato a Manresa tra ACB e BCL. Sara facile arrivare alla giusta alchimia? no. Sara una nuova sfida per tutti a Venezia? si. Il tutto con entusiasmo.

Daniele Morbio

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