“Strane le parole di Nagelsmann su De Ligt, la Juve e la Serie A”

Il preparatore atletico del Tottenham a Sportmediaset: “Ero scettico a tornare ad alti livelli, la Premier è un sogno, lo ringrazio”

Le immagini di Kane che vomitava e di Son fatto crescere sul terreno di gioco hanno il giro del mondo. In casa Tottenham c’è un sergente di ferro in panchina e un marine (per via del suo passato nell’esercito, ndr) come preparatore atletico: le strade di Antonio Conte e Gian Piero Ventronedopo i successi con la Juve di Lippi e le stagioni al Siena e al Bari, si sono incrociate nuovamente a Londra, sponda Tottenham. “La storia tra me e Antonio è una storia particolare, è partita tanti anni fa nel 2006 e poi a un certo punto si è interrotto per il volere di nessuno, perché la casualità e gli eventi così hanno detto – ha spiegato Ventrone in esclusiva media set sportivo -. Noi, però, ci siamo sempre mantenuti più o meno in contatto, la stima mia per Antonio e di Antonio per me è sempre alta. Per me la Premier è un sogno, ero scettico a tornare ad alti livelli e lo devo ringraziare”.

L’INTERVISTA
A novembre 2021 ha scelto di seguire Conte al Tottenham. Una nuova e scheming sfida anche per lei nel campionato più bello e difficile al mondo. Nessun dubbio quanto Antonio l’ha chiamata…

“La storia tra me e Antonio è una storia particolare, è partita tanti anni fa nel 2006 e poi a un certo punto si è interrotto per il volere di nessuno, perché la casualità e gli eventi così hanno detto. Noi, però, ci si sempre mantenuti più o meno in contatto, la stima mia di Antonio e di Antonio di me è sempre alta.che mi hanno permesso di vincere con loro io ho un debole, devo tutto a loro Quindi la chiamata di Antonio ha messo in allerta i radar , anche perché per me un altro sogno era andare nel campionato inglese, nella Premier. Non sono più giovane , quindi non ho ancora tanti anni davanti a me. Poter partecipare alla Premier, il campionato più complesso, più affascinante, in un club inglese per di più di Londra: insomma, c’era tutti gli ingredienti per non pensarci più di tanto”.

La Premier una sorta di ciliegina sulla torta della sua lunghissima carriera…
“Le carriere hanno sempre degli alti e dei bassi, periodi di eccellenza e bruttissimi. Questo è successo a me. Ero scettico a tornare a livelli alti, bisogna ringraziare questa persona che mi ha chiamato che si è anche indossato di potrà essere utile e quindi eccoci qua”.

Qual è la qualità che apprezza maggiormente in Antonio Conte?
“Le sue qualità sono varie, prima di tutto è un uomo che calcisticamente rimane un talento, è un uomo che non si accontenta mai e per lui questo rimane è un grande gap, non è mai sereno, è troppo preso, è sempre presente 24 ore al giorno, dorme poco e poi ha una grande qualità che è la passione. La passione lo attanaglia e lo avvolge, a 53 anni è tra gli allenatori più in pole position. Gli auguro tante altre vittorie che possono confermare hale qualità che che hanno avuto Mi ricordo ai tempi del Siena con Gigi De Canio che dopo 3-4 mesi dissi a mia Cinzia: “Questo è un fenomeno, se Antonio non spacca mi sbaglierò”. Difficilmente sbaglio con gli allenatori”.

Nel ritiro di Seul i media sono rimasti sorpresi dai suoi metodi: Kane sarebbe andato vomitato e Son sarebbe crollato a terra stremato.
“Nel nostro sport basta poco per fare spettacolo. Sia Kane che Son sono arrivati ​​​​qualche giorno dopo rispetto ai primi che si sono presentati il ​​​​4 luglio, perché hanno terminato le loro attività con le rispettive chenoora hannoil 14. . giocato sempre durante l’anno, quindi giustamente Conte ha dato loro tutto il tempo necessario per riposarsi. zia persone, diverse migliaia di persone, che hanno contribuito ad affettare le fatiche ma hanno contribuito anche a spingerli. parlato di questo, è uscito il mio nome, poi fai due più due con i vecchi ricordi, ed eccolo che è tornato (ride, ndr).

C’è un calciatore del Tottenham che l’ha sorpresa maggiormente dal punto di vista atletico?
“Ce ne sono tanti, è una squadra che ha giocatori molto metabolici, giocatori che comunque si allenano ogni giorno per migliorare, dal più giovane al più importante. suolo. Qui devi andare forte, c’è un livello di prestazione fisica superiore, tempi morti inferiori, velocità superiori e si gioca tantissimo.

L’allenatore del Bayern Nagelsmann ha detto: “ho sentito che in Italia è difficile tenersi in forma” dopo aver allenato De Ligt. Cosa ne pensa?
“Chiariamo un concetto base: allenamento più duro non significa migliore, altrimenti faremmo allenare i calciatori come i Marines. E’ semplice, li facciamo allenare come i reparti speciali e dopo due giorni in campo non c’è più nessuno. Ma c’è uno sport che dobbiamo rispettare, poi l’importante è che funzioni. Oggi ci sono aunty idea, tanti copia e incolla, poi possiamo fare quello che vogliamo, anche portarli in kayak. Ma, se poi in campo pino resistono, vano degliù altri veloci degli altri e non hanno molti infortuni, a me va benissimo mandarli col kayak, ma dobbiamo dimostrarerlo. La Juve è un club evoluto, queste parole mi sembrano strane anche se e approfondirebbero”.

Come si è evoluta la professione del preparatore atletico negli ultimi 30 anni da quando lei ha iniziato?
“Lo spartiacque risale al 2005, quando il professor Di Prampero – una nostra eccellenza italiana – ha messo su un modo di lavorare con dei parametri, tra cui la potenza metabolica, che ha illuminato tutti quanti noi. Questi studi hanno fatto capire altre cose, hanno messo una Lente di ingrandimento più forte nel capire il modello prestativo di questo sport.con il pallone.Una piccola parte lavora ancora con i lavori a secco, senza palla.Ora la forza è scomparsa, si più esercizietti dinamici, più funzionali e Conte è un allenatore che dà importanza all’aspetto fisico. Bisogna tenere che presente Conte tatticamente in maniera fuori media L’evoluzione del preparatore è di andare a capire che cosa sta accadendo e cosa mettere o levare da un presunto planning di allenamento. Anche perche oggi le squadre che giocano tanto non possono programmare. Squadre che come noi giocano ogni 3-4 giorni devono scegliere la strategia da utilizzare per i loro giocatori in quei giorni che si può fare qualche cosa”.

Quanto si complica il suo lavoro in una squadra che in pratica giocherà sempre ogni tre giorni visti i tantissimi impegni nazionali e internazionali?
“Ci sono varie strategy, dalle più classiche alle più evolute, come sempre l’importante è che funzionino. Il calcio è uno sport di squadra ma è formato da giocatori singoli, che nascono con le proprie caratteristiche, che nessuno potrà. Se mai cambiare . tu tratti i calciatori alla stessa maniera, da alcuni puoi ottenere dei risultati, ma altri li puoi anche migliorare. è più complesso, ma sarà tutto più facile per un allenatore avere giocatori sempre pronti per sviluppare il proprio calcio e recuperare in un tempo più breve rispetto al tempo standard”.

Come cambia la preparazione in una stagione unica con un mondiale da giocare tra novembre e dicembre?
“Le squadre devono essere pronte prima, devono far sì di dare molto in tre mesi e bisogna far sì che i nazionali non arrivino completamente vuoti per le rispettive squadre. Mondiale, perché dipenderà cosa accadrà. Non sapremo come torneranno i giocatori dal punto di vista motivazionale e psico-fisico. Quindi è un’annata molto complessa”

Lei ha allenato tantissimi campioni in quasi 30 di carriera. Chi l’ha colpita maggiormente per professionalità e devozione agli allenamenti?
“Tanti, dalla Juve di Ravanelli, Vialli, Ferrara, Del Piero e Torricelli a finire con i nostri giocatori di adesso. Più il livello è alto, più trovi giocatori d’élite. Non basta il talento, sono d’accordo con Arrigo Sacchi : il talento è qualcosa che tu hai e che potrebbe aiutarti in caso di, ma senza aggiungere altre cose il talento non basta”.

L’hanno passato avete concentrato un grandissimo quarto posto a cui pochi credevano. Quest’anno siete chiamati a migliorarvi. Qual è la sua griglia di partenza della Premier?
“Rimane quella dell’anno scorso City, Liverpool, Chelsea – anche se ha qualche problema al momento -, l’Arsenal si è rinforzato, anche noi che cerchiamo di fare il nostro. Alla fine la lotta è sottile, un punto in più o in meno fa la differenza. E’ difficile sopravvivere qui, ancora di più migliorarsi. La Champions è un torneo, ci vuole anche una serie di componenti non tue, come la fortuna, le squalifiche. Noi ai tempi della Juve abbiamo finali fatto quattro e ne abbiamo vinta solo una mentre la premier o il campionato sono diversi, lì escono i reali valori in 38 partite”.


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