The Last of Us Parte 1 Remake: che cambiamenti ci aspettano?

In un recente elenco di video Naughty Dog ha toccato i cambiamenti apportati al remake di The Last of Us Parte 1: ecco cosa dobbiamo aspettarci dall’esclusiva Sony.

La serie The Last of Us ha fatto (e continuare a far) discutere milioni di videogiocatori, specialmente al secondo capitolo vi sono state elucubrazioni di ogni tipo, ma anche tra i detrattori è pressoché impossibile non riconoscere il valore complessivo delle Cane cattivo. Il primo capitolo, in particolare, ha lavorato molto per tutto il gaming occidentale, alzando l’asticella della narrativa nei videogame e dimostrando come Playstation 3 possa venir sfruttata a livelli impensabili per l’epoca.

Per quanto si trattase di un mezzo miracolo tecnico, però, The Last of Us fu comunque limitato dall’hardware su cui girava ed è anche con queste barriere in mente che i Naughty Dog hanno pensato a un remake, possibilmente capace s porttoriaare am quella quasi all’unanimità dai videogiocatori al livello tecnico del suo seguito. Certo, si tratta comunque di un’operazione non realmente necessaria: l’opera di Druckmann e Straley è un titolo ancora troppo moderno per aver bisogno di un remake (specialmente a prezzo pieno), tutt’ora godibilissimo e con tanto di remaster disponimaster piattaform moderno.

Le motivazioni per la scelta fatta dalla software house americana sono però cristalline, a partire dalla necessità di produrre nuovi asset correlati al primo gioco per i flashback del secondo (cosa che ha a quanto pare dato “il via” ai progetti per il remake). Con una produzione già praticamente avviata, costi limitati di sviluppo e proiezioni di vendita, sarebbe stato sciocco non approfittare di questa possibilità, dunque stiamo oggi per rivivere memorenze una delle nova ines gaming

Druckmann ei suoi, a ogni modo, non sembrano rivelarsi alle migliorie grafiche: il remake di The Last of Us essere approcciato con la qualità dedicata comune a uno stato principale produzione, al punto hard da utilizzare al megli. Oggi quindi cercheremo di elencarvi i cambiamenti di The Last of Us Parte 1 Remake e diutare con voi il potenziale di questo progetto.

Negli occhi dei personaggi


The Last of Us Parte 1: ritocchi all'intelligenza artificiale e l'audio 3D dovrebbero rendere gli scontri molto più tesi
The Last of Us Parte 1: ritocchi all’intelligenza artificiale e l’audio 3D dovrebbero rendere gli scontri molto più tesi

Anche se l’operazione è più complessa del solito, il comparto tecnico resta comunque il focus dell’operazione, con risoluzione 4k e 60 fps confermati, e personaggi completamente rifatti non solo nei modelli, ma persino nelle animazioni. I modelli 3D sono estremamente più dettagliati, le animazioni facciali praticamente rifatte e molto più realistiche e addirittura le animazioni minori (come i movimenti durante le attese) sono state modificate per dare un maggior senso diuttoezza al senso diuttoezza. Il lavoro sembra essere stato fatto sulle transizioni durante il movimento, già un marchio di fabbrica di Naughty Dog che vanta in tutti i suoi titoli alcune delle movenze più fluide e impeccabili viste nei videogiochi (qui all’apparenza applicata vista nella stessa applicata vista in qui all’apparenza parte 2).


The Last of Us Parte 1: le animazioni facciali sono estremamente più realistiche, e non solo quelle
The Last of Us Parte 1: le animazioni facciali sono estremamente più realistiche, e non solo quelle

Le varie ambientazioni sembrano aver subito un trattamento simile: il dettaglio ambientale è nettamente superiore, così come molto più “fitti” sono gli oggetti a Schermo (vi è persino una maggior distruttibilità generale durante le scene). La chicca principale in tutte queste trasformazioni? ancora una volta l’intelligente artificiale. Già il primo The Last of Us era una impressionante evoluzione da questo punto di vista – specialmente se si considera dove girava – grazie a un pathing dei nemici di complessità rara, con scelte multiple di movimento degli avversari e coordinamento generale il. Negli anni però queste tecnologie sono ovviamente migliorate molto, e ora Naughty Dog le ha implementate al livello del secondo capitolo. I nemici si coordinano quindi più realisticamente e devono avere maggiore reatività alle azioni del giocatore.

I ritocchi possono persino l’elemento meno riuscito del primo The Last of Us, ovvero l’intelligenza artificiale della compagnia. I limiti di PS3 infatti impedirono all’epoca di programmare un’IA amica in grado di reagire ai movimenti del nemico e la soluzione fu semplicemente rendere i compagni di Joel “invisibili ai nemici”, con una discreta rottura dell’immersione durante . La potenza del nuovo hardware ha permesso agli sviluppatori d’inserire un sistema reattivo che dovrebbe assicurare a Ellie (e agli altri aiutanti temporanei) di cogliere i movimenti dei nemici e di spostare sensibilmente, cos ivoris.

Uso PlayStation 5


The Last of Us Parte 1: le ambientazioni sono molto più dettagliate ora e suggestive
The Last of Us Parte 1: le ambientazioni sono molto più dettagliate ora e suggestive

Ovviamente la piattaforma di appartenenza non offre esclusivamente più potenza, ma anche altre chicche come l’audio 3D e l’uso del feedback attico del controller. La software house sembra particolarmente concentrarsi sull’audio 3D nelle scene con gli infetti, i cui spostamenti sono ora percepibili con chiarezza solo ascoltandone i passi ei “click”; non è però chiaro se visiano state modifiche anche al posizionamento e al numero di avversari durante tali fasi, per rendere le cose più tese e/o pericolose.

io grilletti aptici del Playstation 5 entrano invece in gioco più o meno per tutta l’esperienza, con i grilletti reattivi che faranno resistenza durante l’uso Dual – specialmente l’arco mentre si tira la corda all’inizio – e una cura particolare delle sensazioni tattili durante il crafting o alcune scene iconiche. Un’ulteriore modifica per aumentare la partecipazione del giocatore, in un titolo già dalla grande atmosfera.

Gli altri rito apprezzacchi sembrano essere concentrati sulle richieste dei fan, e sulle sempretissime opzioni di accessibilità. Vi saranno infatti una foto in modalità potenziato, e una modalità con una singola vita, modificatori del gameplay aggiuntivi, costumi sbloccabili, e addirittura una galleria tridimensionale dei modelli. L’accessibilità invece è gestita in modo similitudine a The Last of Us 2, con una miriade di modalità e modificatori, e persino la possibilità di avere una narratrice che descrivere il gioco passo passo per i non vedenti. Queste ultime in particolare sono aggiunte che vorremmo vedere in più giochi possibili, perciò tanto di cappello a Naughty Dog per averle inserito anche in questo remake.


Una scena di The Last of Us Parte 1 Remake
Una scena di The Last of Us Parte 1 Remake

Insomma, nel complesso forse un remake di un gioco troppo “giovane”, ma approcciato con la cura che abbiamo imparato ad aspettarci dalle produzioni di Naughty Dog. Come precisato un bel video da Druckmann stesso: questo remake vuole essere il modo definitivo di giocare il primo The Last of Us. L’esperienza non è cambiata, non ci sono modifiche sostanziali alla storia, eppure tutto è stato perfezionato a livelli notevoli, per massimizzare il valore dell’esperienza. Ora dobbiamo aspettare solo qualche giorno e vedere se il lavoro fatto sia davvero all’altezza di quanto mostrato.

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