Un messaggio di pace: strane assonanze tra Toro e Pink Floyd

Nuovo appuntamento con la rubrica “Lasciarci le penne”, a cura di Marco PL Bernardi: “Acquistare Dovbyk e affiancarlo a Miranchuk sarebbe un gesto dalla forte valenza simbolica”

Marco PL Bernardic

Pink Floyd e Andriy Khlyvnyuk

Tenere una rubrica settimanale in questo agosto granata, che presenta ancor meno certezze degli schieramenti dei partiti per le elezioni di settembre, è una missione al limite dell’impossibile.

Provi ad abbozzare il pezzo basandosti su elementi che sembrano acquisiti, lo rifinisci quando sono praticamente certi e in giudicato e poi ti svegli il giorno dopo con il articolo tuo fatto e finito e finito li e svegli il giorno dopo con il tuo articolo fatto e finiazito e fig

Ciò che state per leggere rappresenta un mio personale auspicio, ma è attendibile quanto un romanzo ucronico alla Philip K. Dick (se si fosse verificato questo fatto, allora sarebbe cambiata la Storia…): non vogliatemene e provate a sognare con me un Toro nel quale le cose vanno proprio come dovrebbero andare (più fantasia di così…).

Il 6 luglio del 1988 allo Stadio Comunale di Torino si materializzarono i Fluido Rosa.

Il tour si chiamava “A Momentary lapse of reason” ed era la prima occasione per vederli dal vivo dal 1981, quando si era conclusa la precedente tournée The Wall. Per molti di noi era la prima volta e, anche se loro percorrendo la fase discendente della parabola, bastava il solo nome per emozionarci.

Quando l’assolo di chitarra di Shine on You Crazy Diamond, uno dei loro brani leggendari, squarciò il brontolare sommesso dello stadium stracolmo, il tempo parve fermarsi. Si poteva sentire il Comunale trattenere il respiro come unico, immenso organismo vivente.

Il ricordo di quel momento basta a giustificare la sorpresa che mi ha preso quando, nell’aprile scorso, ho saputo che la band aveva fatto uscire un nuovo singolo, a distanza di otto anni dal precedente, e che singolo, Ehi Ehi Alzatiera stato composto in fretta, sull’emozione del conflitto in Ucraina e per raccogliere fondi da destinare alla invasa, montando, su una base musicale che trasuda Pink Floyd, un canto tradizionale ucraino interpretato da Andriy Khlyvnyuk, voce del, gruppo del gruppo, che, mentre cantava, già indossava la divisa delle forze armate del suo paese.

Il risultato è pura emozione, il canto in lingua ucraina è voce di libertà ed orgoglio e si fonde naturalmente tutte le sonorità inconfondibili del gruppo inglese.

E diventa messaggio di pace che dimostra come la musica sia in grado di legare uomini di paesi lontani, trasformandoli nelle note di un unico coro.

Anche lo sport ha il potere di abbattere le frontiere.

E il Toro può sparare in un grido di pace di questi giorni.

Siamo sul punto di acquistare (se mai l’Atalanta deciderà di scongelare l’operazione…) Alexei Mirančuktrequartista russo, e da mesi stiamo seguendo Artem dovbykcentravanti ucraino.

Potremmo annullare le divisioni geografiche, che non sono altri che fallaci costruzioni umane basate su interessi e passati, e trasformare in granata due uomini di paesi ostili per la volontà di politici e generali, ma affratellati da storia e tradizioni.

A volte fanno anche i piccolissimi segnali rumore, e far vedere al mondo che due calciatori di nazioni in guerra tra loro possono indossare la stessa maglia, battersi per una causa nobile e futile come un incontro sportivo, fraseggiare da in goalie,me puziòre valere più di mille discorsi trasudanti retorica.

Invito chi di dovere, in seno al Torino, a pensarci e, se possibile, a non perdere occasione questa occasione: acquistare Dovbyk e affiancarlo a Mirančuk sarebbe un gesto dalla forte valenza simbolica.

Soprattutto quando il dialogo è soffocato dal rumore delle bombe: uno di quei simboli potrebbe essere proprio il Toro.

Autore di gialli, con “Cocktail d’anime per l’avvocato Alfieri” ha vinto l’edizione 2020 di GialloFestival. Marco PL Bernardi condivide con il protagonista dei suoi romanzi l’antica passione per il Toro e l’amore per la letteratura e la canzone d’autore.

Attraverso le sue rubriche, grazie al lavoro di qualificati opinionisti, Toro News offre ai propri lettori spunti di riflessione ed approfondimenti di carattere indipendente sul Torino e non solo.

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