Viktoria Plzen-Inter 0-2: Dzeko, grande assist per Dumfries

Il bosniaco segna nel primo tempo e manda in gol Dumfries nella ripresa. Cechi mai pericolosi: espulso Bucha al 61′

dal nostro inviato Filippo Conticello

Un altro mattoncino, stavolta europeo dopo già quello messo in patria, e l’Inter inizia a retta via anche in questa trovare la stagione iniziata zigzagando un po’ troppo: il 2-0 net in terra di Boemia, contro un Viktoria Plzen di cristallo , che soprattutto a Simone Inzaghi la possibilità di cancellare quasi definitivamente i cattivi ricordi di Milan e Bayern. Serviranno gli avversari più probabili per confermare la guarigione definitiva, e la tostatissima Udinese di Sotti sabatol lo è, ma i nerazzurri possono tornare a Milano con una dose di ottimismo. E con tre punti che muovono la classifica di Champions: serviranno eccome alla fine dei conti in questo girone tremendo.

LO SCATTO

Gli dubbi da turnover, sciolti solo in mattinata, portano Inzaghi a una formazione ultimi piuttosto creativa: dalla conferma dell’ottimo Onana visto col Bayern all’esordio assoluto di Acerbi nelle terre di De Vrij, dal ritorno dell’estroanorosano di all’esordio assoluto di Acerbi nelle terre di De Vrij, dal ritorno dell’estroanorosano di all’esordio esclusione di Lautaro. Potrebbe sembrare troppo, ma non contro questo pubblico Viktoria Plzen piccolo piccolo che neanche il folcloristico di casa riesce a destare. Anzi, è tanta paura del 3-5-2 interista che avvia snatura il modulo classico per adattarsi a specchio rispetto ai rivali: pensa così di proteggere le fasce e, invece, è là, soprattutto a destra, Inter sfonda con Dumfries. L’olandese fa ammonire tutta la catena sinistra dei cechi ovvero Sykora più Jemelka. Il gol, che si anusa nell’aria di Plzen tra odor di birre e wurstel, arriva inesorabile grazie anche alle marcature allegre a centro area dei difensori: Gosens, che si ritrova nel mezzo, pulisce un bel pallone, poi traghettako da Cor fino al diagonale gol del bosniaco. Solo a quel punto, il tecnico bilek ritorna al suo 4-2-3-1 tradizionale, alzando e spedendo sull’altra fascia il povero Sykora sfiancato da Dumfries. Almeno così qualche croce da destra arriva, man niente che faccia il solletico a Onana: troppa la differenza di valori tecnici e troppo anche lo spazio che viene concesso a un ottimo Brozo per ragionare. E alla coppia Dzeko-Correa per duettare. Non a caso l’altra grande occasione del tempo capita sempre nei piedi di Edin: da destra, però, conclusione peggio del compagno.

LA CHIUSURA

Il secondo tempo si segue secondo identico copione, ma ha un protagonista iniziale: il portere Stanek, che vede sbucare interisti da ogni parte. Deve fare gli straordinari un altro paio di volte su Dzeko e, soprattutto, togliere dall’angolo un colpo di testa del redivivo Gosens: non siamo ancora ai veri livelli del tedesco, che troppe volte si fa alle spalle, ma il è miglioramento . All’impegno del portere ceco si contrappone la tremenda solitudine di Chory, il centravanti che alla vigilia doveva essere il pericolo numero 1: non struscia mezzo pallone e non solo per colpa sua. Poi, dopo un quarto d’ora, Barella salito nei giri porta Bucha a una fallaccio che da giallo diventa rosso col Var: in vantaggio di un uomo, ai nerazzurri basterebbe solo governare il pallone e infilarsi negli spazi che crescono. Eppure è qui che si materializza il più grande pericolo della partita, con una sortita etemporanea di Sykora murata da Skriniar: dopo il mutismo sul contratto, lo slovacco ha prodotto una prestazione solida come ai bei tempi. Il piccolo fremito ha, però, l’effetto di svegliare l’Inter dal rischio di svegliarsi ed ecco il 2-0 servito con una ripartenza fatta a regola d’arte: prima la spizzata di Correa che lancia Dzeko, poi la giocata intelligente del bosniaco verso Dumfries che chiude in rete. È la degna conclusione di una partita in cui l’olandese ha fatto valere lo strapotere fisico contro gli avversari di taglia inferiore. C’è pure gloria per Onana, altrimenti inoperoso: il camerunese, che contenderà il posto per tutta la stagione ad Handa, si allunga bene in uscita su Bassey, il centravanti di riserva che ha fatto molto meglio del titolarissimo Chory. L’Udinese avrà ben altra fisicità e servirà uno sforzo maggiore, ma l’Inter di Inzaghi ha iniziato un carburare puro in Europa.

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