Warlander: il provato – Multiplayer.it

Abbiamo provato Warlander, l’ultima fatica di Toylogic che, dopo il remake di Nier, tenta una strada completamente diversa: quella dei competitivi online.

Nell’ormai saturo mercato dei giochi competitivi, è sempre più difficile vedere qualcuno con un’idea abbastanza peculiari da spiccare, ed è scarsamente pensare realistico che un team di piccole dimensioni possa effettivamente intaccare in qualche modo lo strapotenite. Eppure i team che provassimo a tentare la fortuna in questo controllato campo di battaglia ancora ci sono e noi in particolare abbiamo di recente un titolo più originale della media, curiosamente a opera di un team giapponese.

La software house di cui parliamo è logico – nota ai più per aver lavorato all’ottimo remake di Nier – che si è recentemente dedicato a un’azione competitiva chiamata Warlander. Il loro ultimo pargolo non è però un battle royale, né uno sparatutto: si tratta di un gioco che mescola le modalità di assalto al castello viste in certi MMO al caos tipico dei titoli competitivi più frenetici.

Abbiamo provato warlander per qualche ora, e oggi vi daremo le nostre imancabili prime impressioni.

Assalto al Castello


Warlander: il guerriero è fondamentale per sfondare portoni... e persone
Warlander: il guerriero è fondamentale per sfondare portoni… e persone

Quando parliamo di “competitivo da MMO” non scherziamo: Warlander ha varie modalità, ma il fulcro dell’esperienza sono supporto tra due armare con venti soldati ciascuna, che si massacrano su una mappa a percorsi multipli (la cui pianta le mappe dei MOBA) con lo scopo finale di MOBA ricorda un nucleo protetto da una fortezza Alla fine della partita, vince il team che è stato d’infliggere più danni al nucleo, in quanto da quanto i due sono capaci di riuscire ad avanzare per la mappa.

Non si tratta di una struttura particolarmente originale, ce ne rendiamo ben conto, ma qui subentrano gli elementi da MMORPG, perché si combatte con visuale in terza persona e classi fantasy multiple con poteri, equipaggiamento e build selezionabili prima di una partita. Le specializzazioni da noi provate erano tre: mago, guerriero e chierico, classici assoluti dalle abilità prevedibili; ogni classe però sembra avere una funzione fondamentale in battaglia, e bisognerebbe usarle con intelligenza per completare obiettivi utili durante una partita.

Nel dettaglio del combattimento entreremo a breve, ora vogliamo concentrarci sulla modalità in sé, perché ovviamente Warlander non è una semplice mischia senza fine. La mappa sopracitata, infatti, vanta non solo più percorsi per raggiungere il nucleo, ma una lunga serie di portoni da distruggere, torri conquistabili (poi utilizzabili per un teletrasporto sul posto in qualunque momento) e macerie dove ogni giocatore torrpu interattiviti per rallentare l ‘avanzata del nemico. Non solo, se si riesce a passare inosservati – cosa in verità non facile visto che la mappa indica in ogni momento la posizione delle unità di entrambi gli schieramenti – ao dominare gli scontri di una certa zona, è possibile anche aggeirai de aggeirare portoni principali assaltando la fortezza primaria con delle scale (sempre da costruire, chiaramente).

È un buon concept, che rende le battaglie a volte un po’ caotiche, mar riesce anche a diversificare ogni singolo da quello precedente. Già durante la nostra prova abbiamo affrontato scontri combattutissimi fino all’ultimo e decisi da azioni coordinate, battaglie perse in un istante per via di sviste pesanti della nostra difesa, e vittorie inaspettate chiudendosi a riccio ne contro dellimi. Un po’ di strategie aggiuntiva, poi, viene garantita dalla presenza di obiettivi, squadre specifiche da scegliere a inizio partita, e d’assedio da trasportare a mo’ di convoglio alle porte del castello. Per carità, mentiremmo se dicessimo di aver visto chissà quale comunicazione e rifinito piano d’azione nelle partite da noi provate con la stampa, tuttavia il potenziale per tattiche ben più elaborate esiste.

Il miglior incantesimo? Il mitragliatore


Warlander: c'è un sistema di equipaggiamento e personalizzazione complesso nel gioco, ma lo abbiamo trovato piuttosto sbilanciato
Warlander: c’è un sistema di equipaggiamento e personalizzazione complesso nel gioco, ma lo abbiamo trovato piuttosto sbilanciato

Oltre alle battaglie sopra le cose vi sono altre con più squadre e obiettivi, eppure durante la nostra prova abbiamo potuto testare quella principale. Se la base del gioco risulta solida, però, lo stesso non si può dire del gioco, o almeno non del tutto. Le classi di cui parlavamo prima sono infatti dotati di molteplici poteri e funzionalità, ma praticamente tutte hanno almeno un’arma a distanza secondaria (mago escluso, dato che colpisce sempre con incantesimi da lontano) spafin nonazipo abus. Ovviamente questo dovrebbe portare i guerrieri a essere dei “muri” in battaglia in grado di sopportare una grandinata di proiettili (e hanno almeno un potere per)… invece la verità è che all’inizio delle partite tutti i personaggi e bastano un paio di colpi a mandarli al creatore.

Le cose dovrebbero ribilanciarsi con l’avanzare della sfida, perché a forza di eliminare gli avversari si ottiene “valore“, utilizzabile per personaggi di livello più alto. Questi sono dotati di equipaggiamenti più poderosi e poteri più efficienti – personalizzabili in un menu dedicato – da ottenere di partita in, laddove il livello è deciso da un rango di vittorie.attenzione però, anche creando personaggi di capacità mostruose ed equipaggiamenti leggendari, dotati semper gestire il vostro “mazzo” di eroi in modo da classi di livello basso e avere medio, perché, se il valore necessario avere per usarli prima della fine del match.


Warlander: anche i guerrieri hanno armi dalla distanza, e sono cos efficaci che spesso gli scontri degenerano in una sorta di sparatutto competitivo
Warlander: anche i guerrieri hanno armi dalla distanza, e sono cos efficaci che spesso gli scontri degenerano in una sorta di sparatutto competitivo

In cosa si traduce tutto ciò? Beh, nel cosiddetto “effetto snowball” dove un giocatore molto fortunato o molto abile rischia di trovarsi dopo pochi minuti al controllo di guerrieri, chierici o maghi col triplo dell’attacco o della resistenza rispetto agli avversarien’ si bilestaren’ si van nellete battaglie sul campo del gioco. Non bastasse, vista generale “massa” dei personaggi, abbiamo trovato fin troppo efficienti i maghi nelle battute iniziali, considerando che possono letteralmente scagliare raggi dalle dita come se sembrano mitra al posto defarelle mani, e mira de perunalle e proprie stragi sparando nel mucchio durante il caricamento.

Non sono gli unici sbilanciamenti, sia chiaro: i proiettili sono fin troppo efficienti persino rispetto alle altre magie a disposizione degli stregoni, i chierici – per quanto importanti in difesa data la loro capacità di riportare in vita i compagni cheeze rigener sembrano renderli in genere poco utili durante un assalto ai livelli alti, e certe abilità equipaggiabili paiono del tutto insulse rispetto a quelle base. C’è, insomma, un discreto lavoro da fare sulla matematica del gioco, perché questi sbalzi rischiano di rendere qualunque piano ben elaborato inutile davanti al semplice tsunami di maghi uzi e guerrieri impazziti con corazze di alto livello.


Warlander: i maghi possono anche fare disastri con incantesimi ad area, ma i tempi di ricarica sono notevoli
Warlander: i maghi possono anche fare disastri con incantesimi ad area, ma i tempi di ricarica sono notevoli

Non molto da dire sul comparto tecnico infine: il gioco ha uno stile cartoon piacevole ed è ben ottimizzato già ora, ma non è certo nulla di special o particolarmente originale. È evidente come i Toylogic hanno abbastanza puntato tutto sulle prestazioni, senza sprecarsi troppo sui dettagli. Se non altro, abbiamo trovato piacevoli opzioni di personalizzazione dei personaggi, seppur fisici siano per ora pochine.

Warlander ha indubbiamente un concetto piacevole, che quando tutto si incastra per il meglio offre sfide competitive sempre diverse tra loro e piene di sorprese. La nostra prova ha però delineato più di un sistema mal calcolato e sbilanciamenti generali che potrebbe rendere l’esperienza fin troppo caotica per spiccare in un campo già straordinariamente saturato. Vedremo se i Toylogic sapranno sfruttare al meglio il potenziale della loro ultima creatura, o sarà solo un altro titolo perso tra la massa.

CERTEZZE

  • Concept interessante, che offre più tattica del previsto durante gli scontri

DUBBI

  • Gestione non brillante di classi e progressione in partita, che può rendere caotici gli scontri

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