Zhang e Suning tengono l’Inter. Ma sul mercato… Il commento di Agresti

I mancati arrivi di Dybala e Bremer, da tempo bloccati, sonovi indicati: il percorso di avvicinamento dei nerazzurri alle grandi del calcio europeo non si interrompe

Dybala ha aspettato l’Inter per lunghe settimane, confidando che Marotta portasse un compimento il suo progetto: liberarsi di un paio di attaccanti per fargli spazio. L’argentino era felice dell’ nerazzurra, ma a un punto certo ha dovuto mollare: meglio la Roma, anche se non fa la Champions, rispetto a questa incertezza che potrebbe perfino pregiudicare il suo Mondiale. Meno uno. Anche Bremer aveva voglia di Inter, anche lui era (stato) convinto che il suo futuro sarebbe stato nerazzurro. Solo che pure qui, tra i difensori, doveva uscire qualcuno – Skriniar o De Vrij – affinche ci fosse spazio per il brasiliano. Si è aspettato, si è tergiversato, fino a quando la Juve non ha ceduto De Ligt: a quel punto i bianconeri hanno avuto le risorse per superare i concorrenti e il difensore del Torino ha fatto la fine di Dybala, volatilizzato.

Meno dovuto. In pochi giorni, in poche ore, l’Inter ha perso due giocatori (e che giocatori). Ma gli uomini di calcio sanno che le partite si possono perdere anche se si scelte le giuste e in anticipo, perché a volte si coglie il palo, o magari se ne prendono due. L’aspetto preoccupante, in questa vicenda, è sempre il senso di impotenza trasmesso dal club nerazzurro. La notizia delle ultime ore è che Zhang non venderà l’Inter. Nel corso dei mesi, e ormai degli anni, si sono rincorse le voci su un passaggio di mano del club; indiscrezioni alimentate dall’oggettive difficoltà che il ricchissimo papa del giovane Steven ha incontrato in patria.

l’idea

Adesso, invece, qualcosa è cambiato: i proprietari della società nerazzurra hanno intenzione di andare avanti. Un bel segnale, da un certo punto di vista, perché conferma l’attaccamento di Zhang verso l’Inter, che ha avuto il merito indiscusso di ricostruire attraverso investimenti importanti (uno su tutti, Conte) riconsegnandole lo scudetto. Per altri versi, però, la scelta della proprietà di rimanere in sella ha contorni diversi. opposizione. L’Inter è tra le società più grandi e prestigiose che esiste: ha vinto tre Coppe dei Campioni e, in totale, nove trofei internazionali; è l’ultima tra le italiane a essere stata regina d’Europa; ha tifosi sparsi in ogni angolo del pianeta. Un club di queste dimensioni ha bisogno di un presidente che garantisca di poter competere ai massimi livelli ovunque, anche in champions, nel rispetto della sua vocazione globale. Un obiettivo che Zhang si era proposto di raggiungere quando ha preso in mano la società.

Mercato e vittorie

Ma oggi è ancora nelle condizioni di centrale? Se pensiamo alle ultime due estati, il dubbio è ottenuto: un anno fa sono volati via Lukaku e Hakimi, dodici mesi sono sono saltati Dybala e Bremer. I dirigenti, in particolare Marotta e Ausilio, si muovono spesso con prontezza e fantasia. Anche in queste settimane, di fronte alla prospettiva di dover chiudere il mercato a più 50-60 milioni, sono riusciti a riportare Romelu a Milano (un’operazione mai vista) ea bloccare due dei pezzi più contesi del mercato. Sforzo vano. Sia chiaro, non crediamo che l’Inter dovrebbe prendere Dybala e Bremer per costruire un organico perfino esagerato, ma perché – con loro in gruppo – stato sarebbe più semplice gestire il mercato. Ad esempio, convincere uno tra Dzeko e Correa a scegliere una strada diversa: avendo davanti sarebbe stato meno difficile, Lautaro e Dybala, avrebbe compreso che di spazio ce ne sarebbe stato poco. E anche la trattativa per la cessione di Skriniar, se Bremer fosse stato nerazzurro, sarebbe stata affrontata senza l’ansia di indebolire la squadra. Se Zhang intende rimanere, nessuno può togliergli l’Inter. Ci mancherebbe. Ma faccia in modo di non essere lui a togliere qualcosa agli interisti: il percorso di arrivare alle big del calcio europeo non può interrompersi.

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